FARRIS, Clelia – La giustizia di Iside


Titolo: La Giustizia di Iside
Autore: Clelia Farris
Editore: Kipple Officina Libraria
Genere: Romanzo Fantascienza
Pagine: 252
Prezzo: € 2,50 versione ebook
ISBN: 978 – 88 – 95414 – 73 – 7

TRAMA

In un Egitto a metà tra lo ieri che era e il domani che potrebbe essere, si verifica una serie apparentemente slegata di omicidi. La morte di Menes, uno dei Sette, porta l’Occhio di Horo Naima a lavorare fianco a fianco con Sadou, granitico leader morale del gruppo. L’equilibrio della squadra di investigatori celeri, al servizio della Giusta Iside, viene rotto in maniera irreparabile. La crepa instillata dal dubbio sui metodi utilizzati per far confessare gli assassini, e poi ristabilire l’ordine mediante lo scambio delle anime tra vittima e omicida nel Serdab, è come il foro che utilizzano le creature del Mare di Sotto per invadere le Due Terre: piccolo, ma sufficiente a creare scompiglio.

L’ambientazione del romanzo è suggestiva ma non determinante per apprezzare la trama del giallo e i suoi risvolti psicologici e morali. Certo, la possibilità di riportare indietro le anime dei defunti assieme al loro corpo, affascinante ed esoterica, aggiunge una nota di colore alla vicenda, ma alla fine quello che tiene agganciato il lettore è la pura voglia di scoprire cosa accadrà ai protagonisti, dopo che avranno capito che trovare il colpevole non risolverà i loro conflitti personali. Per quello, ognuno dovrà trovare la propria strada.

PERSONAGGI

La parte più complessa di questo romanzo è quella legata al riconoscimento dei personaggi: l’utilizzo di nomi esotici, apparentemente simili, unita alla scelta (intelligente e fluida) di non introdurre i personaggi con una pesante descrizione, rende difficoltoso all’inizio il seguirne le vicende. Inoltre, in generale, i personaggi sono per lo più caratterizzazioni, comparse funzionali alla storia, volutamente poco tratteggiati. I veri protagonisti sono senz’altro Naima e Sadou. La prima è una donna volitiva e complessa, con un passato oscuro del quale solo alcuni segreti vengono svelati; il secondo è il vero, carismatico leader del gruppo dei Sette. La passione che scatta fulminea tra i due, bruciante e caratterizzata da battute al vetriolo, costituisce l’asse portante del romanzo e non si spegne, ma anzi si alimenta, nelle acque del Mare di Sotto.

STILE

Lo stile dell’autrice è accattivante e fluido, ma sopra ogni cosa questo romanzo è un fantastico omaggio (e un omaggio fantastico) allo “Show me, don’t tell me”. In una letteratura esordiente sovrappopolata di autori che si atteggiano a novelli King, con l’unico risultato di sovraccaricare il lettore di informazioni ridondanti e poco funzionali, Clelia Farris compie una scelta coraggiosa. In un romanzo come questo, dove il giallo è la colonna portante, la scelta della terza persona è praticamente obbligata e l’autrice vi cede senza cadere nel tranello del “narratore onniscente”. Ambienti, situazioni, luoghi e strumenti vengono descritti per come sono e come servono alla storia, senza cedere alla tentazione dello “spiegone”, il quale otterrebbe l’unico risultato di spezzare il ritmo narrativo e annoiare il lettore. I protagonisti bevono lotus, si drogano con il mazut, combattono contro creature del Mare di Sotto, senza che nessuno spieghi mai al lettore cosa siano veramente tutte queste cose (se non alla fine, in un piccolo ed esaustivo glossario costruito ad hoc). La scelta stilistica è coraggiosa e azzeccata: immerge il lettore direttamente nel mondo narrativo, non imbrigliandolo ma lasciandolo libero di apprenderne le regole con tutti e cinque i sensi.

GIUDIZIO

L’arrivo di questo romanzo per l’iniziativa Fatti recensire di Mondoscrittura, ha suscitato un momento di perplessità nella sottoscritta. Da anni non approcciavo un fantasy “d’autore”, e non mi vergogno di ammettere che ho iniziato questa lettura con un sano scetticismo. Scetticismo che è crollato dopo le prime cinque pagine, vinto dall’interesse e dal piacere della lettura. La Giustizia di Iside fa quello che dovrebbe fare qualsiasi buon romanzo: tenerti incollato dalla prima all’ultima pagina. È anche un romanzo che alla fine lascia più domande che risposte, e un pizzico di amaro in bocca: non sapremo mai come si è giunti a imbrigliare Iside (e anzi ci rimarrà il sospetto che non fosse altro che una creatura del Mare di Sotto), né se i caimani sono veri coccodrilli trasformati in mezzi di trasporto, o se l’Ostrakon è un cellulare/ostrica. Rimane tutto alla nostra immaginazione capire come i fiori possano dare luce e gli aracne tessere notizie, ma non ci interessa davvero. Partiamo con Sadou e Naima verso una destinazione sconosciuta, sperando che l’autrice possa regalarci presto un sequel.

VOTO FINALE 

IL NOSTRO VOTO: ☆☆☆☆☆ 


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