Titolo: Il silenzio perfetto
Autore: Ilaria Mazzeo
Editore: Intermezzi Editore
Genere: Romanzo mainstream
Pagine: 127
Prezzo: € 2,99 versione e-book
ISBN: 9788897440086

 

TRAMA
Ginevra è una donna che cerca di sopravvivere a una pesante assenza nella propria vita: lo fa concentrando tutte le energie sul lavoro, attaccata a una speranza che travalica ogni ragionevolezza. Giorgio è disperso, ma lei si ostina a credere che tornerà sano e salvo. L’incontro con Gianluca è un uragano estivo: arriva con violenza e sembra devastare tutto, ma quando il sole riappare dietro le nuvole è ancora più bello. Tuttavia gli Dei sono invidiosi della felicità dei mortali, anche se questa non è altro che un precario equilibrio: il destino telefona a Ginevra, vestito da impiegato del Ministero degli Esteri, e in pochi giorni ella perde contemporaneamente speranza e felicità. Un nuovo equilibrio l’aspetta, però, al riparo nelle profondità dell’oceano, avvolta nel silenzio perfetto.

PERSONAGGI
Ginevra nelle prime battute si presenta come un personaggio complesso, cinico e disilluso. In realtà è una donna fragile, desiderosa d’amore, che si scioglie al primo segno di interesse nei suoi confronti da parte di un uomo. L’assenza del padre nell’infanzia, aggravata dalla repentina mancanza del fratello, non fa che acuirne la debolezza nei confronti della vita. Gianluca, scanzonato architetto siciliano, è difficilmente inquadrabile in un qualsivoglia stereotipo. Tuttavia non riesce a conquistare appieno il lettore, che anzi si domanda cosa trovi Ginevra di eccezionale nei suoi gesti, superficiali e privi di etica: un uomo che approfitta di una donna sconvolta, ignorando il proprio stato civile, con difficoltà può raccogliere consensi, specie alla luce di quanto Ginevra racconta del proprio padre. Controverso risulta il personaggio dell’ex di Ginevra, che compare come una meteora al funerale di Giorgio: non è chiara la sua funzione nel romanzo, soprattutto perché la protagonista non accenna a conflitti irrisolti con tale figura. Personaggio particolarmente riuscito, invece, è Vincenzo, immancabile amico gay al fianco della protagonista in difficoltà: la sua ironia dissacrante è una ventata d’aria fresca in tutto il romanzo. Gli altri personaggi ( la madre Vera, la cognata Marina e il padre di Ginevra) sono mere comparse, tratteggiate più dalla voce della protagonista che dalla penna dell’autrice.

STILE
Lo stile della Mazzeo è abbastanza fluido e disincantato. L’ironia che pervade il romanzo ricorda una Sophie Kinsella prima maniera, condita da una patina “nostrana” che lo rende ancor più accattivante.
Quello che un po’ mi ha fatto storcere il naso, disturbando la lettura, è l’abuso di avverbi: molto al di sopra del ragionevole. In particolare, data la buona capacità descrittiva dimostrata in numerosi passaggi, ogni nuovo -mente si presentava come uno scarabocchio in un bel quadro.

 

GIUDIZIO
La trama di un romanzo guida il lettore, invogliandolo a seguire le gesta dei protagonisti. Il romanzo di Ilaria Mazzeo ha una buona trama, costruita ad arte secondo tutti i dettami della narratologia. L’ambientazione nel mondo delle gallerie d’arte, inusuale, contribuisce a solleticare la curiosità, così come frizzante è la scelta di introdurre numerosi capitoli con i surreali sogni di Ginevra. Una buona trama, però, come dei buoni personaggi, ha bisogno di tempo per essere approfondita, immergendo il lettore in un bagno caldo di sensazioni. Sotto questo punto di vista, invece, Il silenzio perfetto è più una rapida doccia: tutto accade troppo in fretta, privando il lettore del piacere di assaporare ogni cosa nel dettaglio, e costringendo l’autrice a correre troppo in alcuni passaggi. Lo scioglimento finale è un po’ stucchevole, con un sapore happy ending da commedia d’oltreoceano. Chiude la partita, strappando un amaro sorriso e bilanciando favorevolmente il tutto, il colpo di coda della frase finale.

 

VOTO FINALE:

IL NOSTRO VOTO: ☆☆☆☆☆