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ZANOTTI, Andrea – Mondi in divenire

MONDI IN DIVENIRE
Autore: Andrea Zanotti
Editore: RebelYel
Genere: Fantasy
Pagine : 123
E-book: € 0,99

La raccolta comprende otto racconti brevi di tipo fantastico. Si spazia dal weird fantasy, al western, fino all’horror con connotati pulp, dando origine a una contaminazione di generi con un unico filo conduttore: il rapporto fra l’uomo e il soprannaturale, fra la realtà visibile e quella non ordinaria, alla quale solo alcuni eletti, o forse solo chi, dotato di maggiore sensibilità, può accedere. La raccolta è stata denominata “Mondi in divenire”, in quanto i racconti brevi che la compongono contengono il condensato di idee necessarie per la scrittura futura di romanzi veri e propri, basati sui “mondi” qui solo accennati. Due sono le sezioni in cui sono stati raggruppati i racconti, poiché, anche se ambientati in contesti ed epoche differenti, rientrano in un unico progetto: Infiniti Mondi – Fantasy Infiniti Mondi – Moderno. Cuore di ogni racconto è il peccato, inteso in ogni sua possibile sfaccettatura e la punizione che a esso viene associata, senza mai scendere in giudizi sull’equità o meno della stessa. Sia che ci si trovi impegnati in guerra su mondi alieni, che fra le familiari mura del proprio ufficio, la realtà non-ordinaria ci affianca e le creature che la abitano possono destarsi in qualsiasi istante, rivendicando il loro diritto di influenzare le nostre azioni.

 

Mondi, mondi di confine, dimensioni alternative vengono presentati in modo creativo con buoni affondi che contribuiscono a creare un’atmosfera magica appena fiaccata da una accentuata profusione di aggettivi. Il soprannaturale appare all’improvviso, non è mai scontato. Protagonisti sono i luoghi degli sciamani, degli spettri, degli eroi, degli integerrimi sacerdoti e degli incubi personificati.

Nel primo racconto, Il Traghettatore dei Mondi, indomiti guerrieri  si imbarcano verso una meta misteriosa spinti dal miraggio di una lauta mercede. Dovranno combattere una battaglia impari per cercare di sopravvivere.
In Rivolta, il Mago, un semidio, deve officiare un rituale che gli permetterà di vendicarsi degli Antichi, divinità potenti e crudeli.
In Agonia, il protagonista preda di un prurito irrefrenabile è condannato a una tormentata prigionia.
In Quattro quarti, Remiel esperta in aeromanzia, deve sedare una rivolta. Semiel, un geomastro, si infiltra tra le fila dei nemici del suo re e ne scopre i piani. Muriel, il piromante, si batte contro un mostro di fuoco. Raguel, rabdomante, presidia la fortezza di Askeen dedicandosi alla lettura. Su di loro si ergerà lo spettro di Marduk, il padrone del mondo.
In Preveggenza, uno schiavo in fuga si muove nella foresta. Si sente braccato, è la Cassandra di un mondo alternativo.
In Sonica, Ascanio, detto Orso dagli amici, ha una sensibilità superiore. Sente l’arrivo dei cavalieri dell’Apocalisse mentre un’ombra scura avvolge la sua città.
In Rientro dalle ferie, il protagonista torna in ufficio ma si accorgerà ben presto di essere perseguitato da una voce imperiosa.
Incursione nel western, infine. Moho, il pistolero, è sulle tracce de Il demone dell’oro.

I quadri narrativi si susseguono incalzanti. Le scene sono tratteggiate con una capacità descrittiva variegata che articola spunti originali. Tuttavia, in alcuni casi, si veda Rivolta, la prosa dell’autore diventa poco scorrevole e le frasi perdono di precisione. Il tessuto narrativo sempre ricco, viene allora appesantito da una serie di immagini che si affastellano l’una sull’altra, sminuendo il peso dell’idea di fondo. Dove invece la tessitura si mantiene su un piano semplificato e mirato, si veda Agonia, le descrizioni sono efficaci, il tormento del protagonista è ben reso ed è buono anche il finale. Probabilmente, il racconto migliore è il primo. La prosa più leggera e curata della media permette all’autore di far fruttare le proprie capacità visionarie. Il protagonista si muove sicuro tra comprimari ben delineati, in un orizzonte in rapida evoluzione che cattura e mantiene l’attenzione del lettore. Anche l’ultimo racconto, Il demone dell’oro, ha dei numeri. L’ambientazione far west è resa ottimamente, il ritmo è serrato. Decisamente vincente la scelta di usare situazioni e personaggi secondari rispettosi dei cliché del genere, si veda l’incursione nel saloon e la descrizione del sindaco, del messicano, del giocatore di poker. L’attesa polarizzata dalla missione surreale di  Moho, il pistolero, ne viene esaltata conferendo alla storia un alone mistico particolarmente intrigante. Bello l’incontro col trombettista, unico superstite di una carovana  assaltata dagli indiani.

Una buona prova, dunque, che rappresenta una tappa significativa nel percorso di maturazione di Zanotti.

VOTO FINALE: [rating=7]

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