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AA VV – Nerinchiostro

TITOLO: NERINCHIOSTRO
GENERE: ANTOLOGIA
ANNO: 2012
PAG: 156
ISBN: 978-88-96746-32-5
Prezzo: 8,50 euro
Editore: Sogno Edizioni
AUTORI:
Roberto Ciardiello
Antonino Lo Iacono
Enrico Scigliuzzo
Mauro Zanetti
Grazia Gironella
Enrica Aragona
Isabella Zangrando
Riccardo Carli Ballola

Tanja Sartori
Marco Migliori

Prima antologia della Sogno Edizioni, curata da Massimo Jr. D’Auria. 10 autori hanno dato vita ad un’opera che spazia fra i generi noir, thriller, horror, chiazzando di rosso le pagine del volume. 10 autori diversi, li accomuna il piacere del brivido e della suspance e il desiderio di instillare nel lettore attesa ed emozioni.

Oggi ho il piacere di parlarvi di quest’antologia di racconti horror, thriller e noir edita dalla Sogno Edizioni, dove sono presente anch’io con il racconto “Bianco come il buio”, che per forza di cose tralascerò di recensire. Ma oltre al mio ci sono altri nove racconti, che vi regaleranno un brivido freddo in quest’estate bollente. Io li ho letti in anteprima, e sono rimasta piacevolmente colpita dal livello dei testi, che ho trovato eterogenei e originali. Proviamo a vederli uno per uno, cercando di non cadere nello spoiler 🙂

Dietro il pagliaccio, di R. Ciardiello
Un racconto che prende a prestito uno degli archetipi classici dell’horror, il clown, e più precisamente quello che nell’immaginario comune è diventato il simbolo della paura: pennywise, pericolosamente vicino al buon vecchio Re del terrore. E se assieme a pennywise arrivano anche mescalina e whisky in quantità da rave, il botto è garantito.

Disgregamento, di A. Lo Iacono
Anche questo racconto gioca su una suggestione assai sfruttata: l’elisir di lunga vita, la formula dell’immortalità. Un racconto epistolare, quello di Antonino Lo Iacono, in cui le pagine del diario del professor Gray guidano il lettore attraverso un alchimia che potrebbe cambiare radicalmente il futuro dell’umanità. Una curiosa coincidenza: il protagonista si chiama Gray, e il racconto che precede “Disgregamento” ha a che fare con il pagliaccio di IT. Il nome Bob Gray vi dice nulla?

Tattoo, di E. Scigliuzzo
Separazioni dolorose, anatemi, malinconie di single forzati e ricerca di emozioni forti, magari in un tatuaggio tabori. Ma attenzione a scegliere bene il soggetto del tatuaggio, perché potrebbe rivelarsi una scelta… fatale.
Un racconto evocativo, denso, opprimente, che stuzzica i sensi e la fantasia.

La stanza buia, di M. Zanetti
Fino a dove può spingersi il desiderio di vendetta? Lontano, molto lontano, se nasce nella mente di un uomo disturbato, amante della lettura e capace di ordire trame degne del miglior giallista. Chiedetelo a Stefano, l’ispettore ispiratore, perdonate il gioco di parole. Ammesso che riusciate a trovarlo…

La corsa delle ventidue e quindici, di G. Gironella
L’autista di un autobus raccoglie storie. Raccoglie sguardi, promesse, sospiri. E nella solitudine delle corse notturne è facile stringersi ad anime perdute, finché quelle anime perdute spariscono nell’oblio. Ma tornano, tornano sempre. Tornano a indicare la via da percorrere, anche se le strade sono pericolose.

Fame di vita, di I. Zangrando
Cibo e passione, un binomio tanto classico quanto accattivante. Ma si sa, gli eccessi fanno male, tanto nel cibo quanto nella passione. E quando si diventa schiavi per amore, le conseguenze possono essere devastanti. Isabella Zangrando ci offre un racconto crudo nonostante le sue pietanze siano cotte a puntino. Un racconto che a tratti sconfina nel pulp e che stringe lo stomaco fino a provocare la nausea.

La galleria, di R. Carli Ballola
Un racconto delirante, onirico, sospeso tra sogno e realtà, oscillante tra vecchi rancori e nuove consapevolezze. Cosa deciderà di fare Vittorio? Andrà incontro al suo passato perdonando il padre morente o aprirà gli occhi sul futuro, lasciandosi tutto alle spalle una volta per tutte? La risposta è in fondo alla galleria, dovete solo arrivarci. Ma vi avviso, non sarà semplice…

Il sapore del ferro, T. Sartori
Tanja Sartori ci fa fare un viaggio della follia nella mente di un assassino: leggendo il suo racconto sembra davvero di assistere a una perfetta trasposizione del peggiore degli incubi. Una mente malata, una donna inerme, un’ambientazione terrificante. Elementi che si fondono fino a plasmare uno scenario di morte dove non c’è posto nemmeno per la speranza.

Album, di M. Migliori
Fotografie, vite da ricostruire attraverso le immagini in un mondo che non ha più spazio per la felicità. Fotografie che guidano il lettore attraverso cambiamenti a cui nessuno vorrebbe mai assistere. Fotografie che restano l’unica testimonianza di normalità in un mondo che di normale non ha più niente.

E in ultimo, faccio i complimenti a Massimo J. D’Auria, curatore dell’antologia, per la scelta sapiente e centellinata dei racconti, che formano una raccolta davvero piacevole da leggere. Si spazia dall’horror al noir passando per il thriller, senza mai annoiarsi e scoprendo le potenzialità di autori esordienti davvero in gamba.

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