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ANDREINI, Damiano – Slowtuscany

Titolo: Slowtuscany
Autore: Damiano Andreini
Editore: Intermezzi Editore
Genere: arte, storia
Prezzo cartaceo: Libro + CD, € 14.00
Ebok: € 3.00

Slowtuscany è un insolito “viaggio in Toscana” alla scoperta di opere d’arte note e meno conosciute, strade poco percorse, borghi abbandonati, storie misteriose, personaggi che ne hanno fatto la storia, leggende che ne costituiscono il fascino. Il racconto si propone come utile strumento per il viaggiatore che desideri visitare questa regione, cogliendone il vero “senso”, gustandone, lentamente, tutti i sapori, gli odori, i colori e per chi, già conoscendola o magari abitandoci, senta l’esigenza di riscoprirla e di assaporarne i più sottili retrogusti.

L’essenza di Slowtuscany è tutta nelle prime frasi del libro:

…nel corso degli anni ho maturato l’impressione che l’offerta di materiale informativo per i visitatori della Toscana sia spesso, purtroppo, sostanzialmente di due tipi: poco esauriente quella di certe guide tascabili; troppo complessa e settoriale quella reperibile in diverse pubblicazioni che, copertina rigida ed elegante carta patinata, fanno bella mostra di sé nelle vetrine delle librerie nostrane, finendo per rimanervi a lungo prima di essere tristemente esposte, a metà prezzo, nei mercatini domenicali.Lo sviluppo di questo insolito “viaggio” in Toscana è avvenuto in seguito ad alcune riflessioni su come si potesse colmare il “vuoto” di contenuti cui ho accennato.

Così inizia un excursus che prende spunto da quanto fatto da Johann Wolfgang Goethe. Dopo un lungo viaggio nel bel paese, il tedesco scrisse Italienische Reise, Viaggio in Italia, ma anche una serie di lettere inviate ai suoi amici.

La formula funziona, ci si trova subito immersi nel caleidoscopio di opere, paesaggi, persone e non si può fare a meno, in parallelo, di fare qualche ricerca su ciò di cui l’autore ci parla prendendoci da parte. Forse proprio perché egli si esprime con semplicità, mettendo su carta il filo logico di pensieri alimentati dal gusto vero per la riscoperta di luoghi e sensazioni, conditi da una cultura polivalente che aiuta a conferire al tutto uno spessore concreto. Per questo, dopo aver letto i primi riferimenti a Giovanna Tornabuoni, bisogna trovare il ritratto del Ghirlandaio su web e viene spontaneo annotare mentalmente che non sarebbe male dare una sbirciatina dal vivo al pregevole quadro di una bella donna morta prematuramente di parto. Per andare oltre le considerazioni di Andreini, per farne di nostre.

L’intento di Andreini è quasi scientifico, vuole dimostrare che lo spirito della Toscana è… rintracciabile in ogni aspetto della vita, dalla gastronomia alla letteratura, dall’arte all’agricoltura, dal folklore all’accoglienza turistica.

La dimostrazione ha pieno successo nonostante qualche termine ripetuto, qualche imperfezione nello stile e qualche ingenuità, elementi che tuttavia pesano meno che in un generico altro contesto narrativo, vista la connotazione molto colloquiale del libro. Lo sguardo incantato di Andreini spazia ovunque. Si distende su un cielo antico, quasi fosse in compagnia di un paio di pastori attratti da qualcosa di misterioso. Indugia sul celeberrimo David di Donatello. Si fissa innanzi alla Trinità del Masaccio, particolarmente sentita dall’autore che non manca poi di evidenziare la necessità di sostare nella Chiesa di Santa Maria Novella che si trova proprio di fronte alla Stazione. Andreini elegge il cipresso albero-simbolo della regione, della nostra regione, anzi, specifica, rivolgendosi al suo pubblico per eccellenza, tutto toscano. Salvo poi scoprire che l’albero pizzuto è solo una scusa per affrontare il tema della rappresentazione del paesaggio nell’arte figurativa.

Andreini gioca a tutto campo, dunque. Prosegue senza indugi nella sua carrellata cercando di cancellare l’oblio che circonda la figura di Giovanni Gonnelli, il Cieco di Gambassi. Affiancandoci nell’esplorazione di 17 misteriose cappelle disposte intorno a un convento in mezzo a un bosco di collina. Dicendoci che il formidabile Buzzacchiotto è un pesciolino lungo non più di cinque centimetri ingordo e ghiotto di larve di zanzare. Osservando con dovizia di particolari come la sorte di tale Gostanza da Libbiano, accusata di stregoneria nel lontano 1594, venne condizionata dall’intervento di un inquisitore fiorentino, certo Dionigi da Costacciaro. Puntando il dito verso un paese fantasma dove vive un novello eremita che fa il sommozzatore.

Insomma, si toccano gli argomenti più disparati, si viaggia avanti e indietro nel tempo, sopra e sotto la superficie dell’acqua, dentro e fuori palazzi, musei, case e chiese. Senza alcuna regola, avvolti dal puro piacere di leggere di cose che sanno di Toscana.

VALUTAZIONE: 

2 pensieri su “ANDREINI, Damiano – Slowtuscany

  1. “accusata di stregoneria nel lontano 1954”

    EHI! “Lontano” a chi? 😛

  2. Hai letto male… *fischietta*

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