D’ASCOLA, Pasquale – Bambino Arturo et son vofabulaire hors de l’ordinaire

Titolo: Bambino arturo et son vofabulaire hors de l’ordinaire
Autore: Pasquale D’Ascola
Editore: Società Editrice Dante Alighieri
Pag: 125
Prezzo pdf: € 13,99

Bambino arturo et son vofabulaire hors de l’ordinaire è il titolo di una serie di avventure/situazioni con al centro un bambino che ama i vocabolari e che ai giocattoli preferisce le parole (e quindi gioca con loro). Una sequenza di fiabe per adulti (o per bambini accompagnati) attraversata da un indelebile, disarmato erotismo. Un esemplare ingresso al mondo in cui l’elemento veramente “fiabesco” è l’elaborazione multilinguistica, la gioiosa sperimentazione psicoverbale, l’alludere divertito alla grande tradizione letteraria, soprattutto a quella più vicina ai nostri giorni (Beckett, Gadda, Borges, Calvino tra gli altri). La peripezia di bambino arturo si svolge in dieci capitoli: 1. Mir bin mercante di pulci – 2. Il fracassatore di specchi – 3. Fenomenologìa dell’òrco – 4. Gambe lunghe nude – 5. La sconsacrazione della casa – 6. I fiori del cavolo nero – 7. The wooden soul – 8. Fenomenologìa degli orchi redux – 9. Mamma arturo va à la campagne – 10. Ariadne’slabyrinth, the entrance to ~ Li precede un Prologo e li segue una Postilla (Ciò che accadde dopo). Ogni capitolo è accompagnato dalle illustrazioni di Desideria Guicciardini.

Il libro non è adatto a chi vuole leggere per rilassarsi. Seguire i periodi lunghi e ben infarciti di termini e riferimenti che appartengono al mondo di Arturo non è banale ma è divertente se si ha la predisposizione e la volontà di farlo.

Il testo ha la struttura di una lunga sequenza di pensieri che si vorrebbero infantili e che per la maggior parte lo sono. Ogni tanto il termine forbito e specialistico spegne l’illusione di seguire Arturo e si constata che c’è qualcun altro a trasdurre il flusso mentale. Si scorge allora il narratoreche guarda con simpatica benevolenza il fanciullo e che non evita di metterci del suo ma pure, a volte, di mostrarsi palesemente. Subito dopo la carrellata prosegue senza indugiare, pena perdere il ritmo e doversi risincronizzare.

[…] bambino arturo non intende che cosa vuol dire, diventare grande, che tutto si allunga tranne la vita che, invece, pare procedere come una sonda spaziale,di quelle che suonano violini tzigani ai mortali d’altre regioni stellari o che lanciano messaggi targati algebra & co. e indietro non tornano più; indietro, ammesso che l’abbia dove sarà l’indietro di una nave spaziale in uno spazio a enne dimensioni, enne poi questa è curiosa, potrebbero essere pi o effe; bambino arturo è un bambino ponderato, o ponderoso.

Attraverso l’occhio disincantato di Arturo, l’autore dice la sua su molte questioni, la stessa frase: […]in uno spazio a enne dimensioni, enne poi questa è curiosa, potrebbero essere pi o effe[…], è del resto una considerazione che nel comune sentire, scevro da nozionismo matematico, ha un senso compiuto. Le perplessità di Arturo sono spesso quelle della persona media, che ha una capacità limitata di comprendere termini e situazioni specialistiche. Arturo tuttavia osserva e si interroga anche se non ha ancora tutti gli strumenti adeguati per rispondersi.

Molti sono i temi affrontati tra le righe. La morte, la religione, il sesso, e ancora la morte resa ancora più terribile da ulteriori situazioni a essa associate. Come l’immagine del forno crematorio che si trasforma nell’orrore puro suscitato dalle possibili associazioni per assonanza. La componente più anomala è forse la punteggiatura. Il testo risulterà poco fruibile per chiunque consideri la punteggiatura come qualcosa su cui l’autore abbia sì ampio potere discrezionale purché delimitato da paletti ben fissi. L’autore pone l’accento sull’insieme di proposizioni che definiscono un pensiero compiuto. In questo agglomerato, le virgole fluttuano a piacimento tra le risonanze.

Una lettura diversa, che va affrontata con consapevolezza, che riesce a strappare qualche sorriso e qualche riflessione dolceamara.

Conoscere il francese non è obbligatorio ma… aiuta.

Docteur Brouillard: Pardonnez-moi madame de la critique, mais j’observe quelà-de dans vous gardez un immense et menaçant sur moi, madame.

Madame de la critique: Oh là là, croyez-moi, monsieur le docteur, mon histoire etlestroisnoms de ma famillerendent un surmoi tout à faitsuperflu et trois, décidément c’est trop.

VALUTAZIONE: 

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