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Oggi diamo i numeri

Qualcuno penserà: “e dov’è la novità?” La novità è che oggi diamo i numeri per davvero, o meglio, diamo le cifre. Di cosa stiamo parlando? Semplice: dei dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori a ottobre 2012, relativi al macrocosmo dei lettori e degli editori italiani.
So che per chi ama i libri spesso è difficile trovare soddisfazione nei numeri; seguire l’andamento dei mercati e riempirsi gli occhi di cifre potrebbe non essere sempre stimolante, ma credo che i dati che andremo a esporre meritino almeno un momento di riflessione.
I dati si riferiscono all’anno 2011, e iniziamo subito con il dire che non sono per nulla confortanti; il Prodotto Interno Lordo è cresciuto solo dello 0,4% rispetto al + 1,8% del 2010, e l’inflazione è al 2,8% rispetto al +1,3% del 2010.

Fin qui, tutto prevedibile: sappiamo bene quanto sia delicata la situazione economica del nostro Bel Paese.

Passiamo ora ad analizzare i dati che ci interessano di più; nel 2010 le case editrici attive, ossia quelle con un catalogo di almeno 10 titoli annui, erano 2.205. Nel 2011 sono cresciute di 20 unità. Ma il numero più significativo è da ricercare tra le case editrici con titoli in commercio, ossia tutti gli editori, indipendentemente dal numero di titoli a catalogo: alle 7.590 case editrici esistenti nel 2010, lo scorso anno si sono aggiunti ben 850 nuovi editori. Allo stesso modo, però, è cresciuto anche il numero degli editori che hanno cessato l’attività: nel 2010 sono state 122 le case editrici che hanno chiuso i battenti, con un incremento stratosferico rispetto ai dati dell’anno precedente: il 54,4%. Il trend negativo è stato confermato nel 2011, quando a dare l’addio alle pubblicazioni sono stati la bellezza di 138 editori. 

In controtendenza, il mercato degli ebook è decollato, attestandosi su cifre che possiamo definire importanti: nel 2010 il fatturato relativo alle vendite degli ebook era pari ad Euro 1.500.000, nel 2011 è passato a 12.600.000: un vertiginoso aumento del 740%. Parliamo di 19.884 titoli rispetto ai 1.619 dell’anno precedente. Il fatturato relativo alle vendite dei tablet è raddoppiato, leggermente inferiore la crescita del mercato degli ebook reader, ma comunque in netto guadagno. C’è però da considerare che il mercato digitale vale appena il 10% dell’intero mercato editoriale italiano.

Nel complesso, i titoli pubblicati nel 2011 vedono un incremento del 4,5% rispetto al 2010: circa 65.000 titoli rispetto ai 62.000 dell’anno precedente.

Un altro dato interessante riguarda i primi cinque gruppi editoriali italiani (Mondadori, Rcs, Gruppo GeMS, Gruppo Giunti e Feltrinelli) che coprono il 13,6% dell’offerta pubblicata; il grosso è ad appannaggio dei medi-medio grandi editori, quelli cioè che sfornano più di 50 titoli annui, e coprono ben il 61,1% della produzione. I cosiddetti piccoli editori, ossia le case editrici che pubblicano meno di 10 titoli l’anno, si ritagliano comunque una nicchia significativa: il 6%.

E ora veniamo alle dolenti note… in passato mi è capitato spesso di discutere con inguaribili ottimisti che si accanivano per sconfessare la mia teoria secondo cui in Italia non si legge, sostenendo che la situazione italiana non era per nulla diversa dal resto d’Europa. Mi dispiace per loro, ma i numeri danno ragione alla sottoscritta.

Nel 2010 il numero di lettori in Italia, dove per lettore s’intende un individuo che nel corso dell’anno abbia letto almeno UN titolo non scolastico, era di 26.640.000. Parliamo del 46,8% della popolazione italiana. Significa che nel 2010, meno di un italiano su due ha letto non cento, non dieci, ma almeno un libro. Ripeto: meno di un italiano su due. E nel 2011 il numero dei lettori si è ulteriormente assottigliato, passando al 45,3%.
Di questo 45,3%,  solo un terzo legge almeno 10 titoli all’anno.

Volendo scendere ancor più in profondità potremmo analizzare molti altri dati interessanti, come per esempio quello che vede i lettori forti (quelli che leggono oltre 10 libri l’anno, tra i quali la sottoscritta) generare da soli il 44% dei volumi venduti. Ma entreremmo troppo nello specifico, e oggi di numeri ne stiamo dando già abbastanza. 
Volete sapere quali sono le regioni dove si legge di più? Al nord, dove la percentuale di lettori sale oltre il 53%. A far crollare la media, purtroppo, ci pensano il sud e le isole, dove la percentuale di lettori è inferiore al 35%. Il centro si attesta su un neutro 48%.
E poiché è risaputo quanto io sia pignola e rompiballe, sono andata a spulciare anche i dati relativi alla percentuale dei lettori negli altri Paesi europei: Spagna: 61,4%, Francia: 70%, Germania: 82%.

A dare un po’ di speranza al Bel Paese sono ancora una volta gli internauti: i lettori di ebook sono aumentati di circa 350.000 unità, passando dall’1,3% del 2010 al 2,3% nel 2011.

Per concludere, il fatturato globale dell’editoria nel 2011 cala del 3,7% rispetto al 2010.

Tutti questi numeri portano inevitabilmente a riflessioni piuttosto amare; aumentano le case editrici che aprono, ma soprattutto aumentano le case editrici che chiudono. Aumenta il numero di titoli pubblicati ma diminuisce il fatturato, e soprattutto diminuiscono i lettori: si nota infatti una forte flessione rispetto al 2010, un calo di oltre 700.000 unità.

E siccome sono buona, per oggi vi risparmio la classifica dei titoli più venduti in assoluto nel 2011: non credo che potreste reggere il colpo.

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