POSSIERI, Gianpiero – Il fuoco nell’anima

Titolo: Il fuoco nell’anima
Autore: Giampiero Possieri
Editore: Sogno Edizioni
Genere: Giallo Poliziesco
Pagine: 257
Prezzo: € 13,50
ISBN: 978-88-96746-12-7

TRAMA

La trama del romanzo è costruita intrecciando sapientemente le storie di vita dei protagonisti attraverso tre differenti archi temporali. Partendo dal 1988 fino al 2008 seguiamo le vite di Carlo e Manuel, osservando come le aspirazioni e i sogni di gioventù si sono trasformati in demoni, cedendo il passo al bisogno e al desiderio di redenzione. Filo conduttore è un’indagine che torna e ritorna a stimolare, mettere alla prova e tormentare i due ragazzi prima e gli uomini poi, fino a metterli di fronte al medesimo colpevole. Il romanzo conserva  intatto un finale ad effetto non anticipato che risulta pienamente congruente, strappando un plauso verso l’ingegno dell’autore.

 PERSONAGGI

Carlo, il protagonista, risulta il personaggio maggiormente caratterizzato, seguendo un proprio percorso di evoluzione/involuzione, pur limitato al senso di colpa e angoscia derivante dalle scelte compiute. Manuel, il coprotagonista, risulta coerente con le scelte compiute e con il desiderio di rivalsa, ma poco approfondito. Gli altri protagonisti risultano poco più che abbozzati, in particolare il personaggio di Samuel, fratello poliziotto di Manuel. Egli è infatti il più funzionale alla trama in quanto fornisce spunti e informazioni, ma risulta poco verosimile riguardo la scelta di violare numerose regole e segreti istruttori sulla base della fiducia risposta in due adolescenti.

I numerosi dialoghi e scambi tra Manuel e Carlo, volti a mostrare il rapporto d’amicizia tra i due, risultano poco freschi e forzati, non riuscendo nell’intento di stemperare la tensione e divertire il lettore.

 STILE

Lo stile è abbastanza fresco e scorrevole, fatta eccezione per alcune sequenze retoriche e per un incipit particolarmente faticoso che non invita a proseguire nella lettura. La scrittura si fa più fluente quando l’autore abbandona il piano dell’elaborazione mentale a favore del piano dell’azione.

Nella presentazione tipografica risultano stonate alcune scelte, come l’uso di riportare il dialogo telefonico tra il rapitore e Carlo con un carattere più grande.

 GIUDIZIO

Il romanzo nel suo complesso è godibile, e dimostra una notevole maturazione stilistica rispetto al libro d’esordio dell’autore.
Punto di forza è la storia: coerente, lineare e ben congegnata. Pur nella sua semplicità costituisce di fatto il treno portante che invita a proseguire nella lettura per arrivare a conoscere il finale.
Punto debole è la poca caratterizzazione dei personaggi. Il mancato approfondimento delle interiorità rende difficoltosa l’empatia, portando il lettore a essere più interessato al “come andrà a finire” piuttosto al “cosa accadrà loro”. La perdita e il dolore del protagonista si presentano come la benzina che avvia il motore degli avvenimenti più che come il vero corpo della storia.

Notevole è il finale, seppure sbrigativo nel liquidare aspetti pratici e aspetti psicologici abbozzati in precedenza, in quanto “chiude il cerchio” in maniera perfetta: la tela bianca della prima pagina trova il suo posto e la sua compiutezza nelle battute finali.

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