CARAMANICO, Tina – Le cose come stanno

Titolo:  Le cose come stanno
Autrice: Tina Caramanico
Editore: Officine Editoriali
Genere: Raccolta di racconti mainstream
Pagine: 61
Prezzo: 3,99 Euro

IL NOSTRO VOTO: ★★★★☆ 

La dottoressa finalmente si spostò sullo sgabello e, mentre rimetteva a posto la sonda, senza guardare la paziente, disse: “È un po’ presto per esserne certi,signora, ma mi pare proprio che sia una femminuccia. È contenta?” Facendo questa domanda, si girò verso Alessia e vide che piangeva. Le due donne ci misero alcuni secondi a capire l’una il senso delle parole e l’altra quello delle lacrime. Alessia ora, seduta sul lettino, mescolava riso e singhiozzi, disperazione e felicità. E la dottoressa, senza starci troppo a pensare, fece una cosa che non le era mai venuto in mente di fare, in vent’anni di professione, con nessun’altra paziente: l’abbracciò.

“Le cose come stanno” è una raccolta di brani che hanno per protagonisti donne e uomini del nostro tempo. Molte e attuali le tematiche affrontate dall’autrice, dall’omosessualità al senso di inadeguatezza, ma il fil rouge che lega i racconti è senza dubbio la disillusione, intesa nella sua accezione più ampia: disillusione come scoperta, non solo di ciò che ci circonda ma soprattutto di noi stessi. E la disillusione spesso non è che il preludio a un altro sentimento, molto più devastante e pericoloso: la paura, il terrore di non avere abbastanza forza per affrontare la verità. Di non riuscire ad affrontare le cose come stanno. Perché il titolo, per altro azzeccatissimo, altro non è che un’anticipazione dei metaforici pugni nello stomaco che l’autrice riserva ai suoi lettori, prima ancora che ai suoi personaggi. Personaggi in fuga dal confronto, sia con l’esterno sia soprattutto con la propria interiorità.

Personaggi del nostro tempo, dicevamo, che del nostro tempo hanno assorbito tutti i difetti e tutte le ansie, riflettendoli in ogni loro comportamento e restituendoli al lettore appesantiti dal proprio bagaglio di paure e dal proprio vissuto. C’è la donna in carriera incapace di discernere il disagio dei figli contrapposta alla tata straniera che quei figli li ama come se fossero suoi; c’è l’uomo malato che non si sente pronto per morire e fugge; c’è l’emigrante che torna in patria carico di aspettative per scontrarsi con una realtà inaspettata; c’è la futura mamma rimasta scottata da un aborto precedente che nell’attuale gravidanza riversa tutte le sue speranze e tutte le sue lacrime. C’è la scienza contrapposta alla spiritualità, il bello contrapposto al brutto, la sicurezza contrapposta all’incertezza.

A un primo impatto alcuni racconti potrebbero sembrare incompiuti, altri persino inconcludenti, perché non congegnati utilizzando la struttura classica che prevede un inizio, uno sviluppo e una fine. Ma andando oltre quel pizzico di amaro che potrebbe restare sulla lingua dopo aver assaggiato questi microbrani, non si può non scorgere la precisa volontà dell’autrice di catturare l’attimo e restituirlo al lettore secondo punti di vista diversi dal suo. Non si può non scorgere la precisa volontà di non interferire con le storie che racconta, di non giudicare, di non prendere posizione lasciando che siano i suoi protagonisti a farlo, a parlare, a vivere, a mostrarsi con le loro debolezze e i loro punti di forza. Un’umanità variegata che emerge tramite i molteplici punti di vista adottati, andando a creare un meltin-pot di sensazioni, reazioni ed emozioni che, come le persone che raccontano, sono diversi l’uno dall’altro; a volte fastidiosi, a volte poco condivisibili, ma sempre veri, reali, comprensibili.

Nel complesso quello della Caramanico è un modo pulito e onesto di raccontare le cose come stanno, e che proprio in funzione di questa glasnost potrebbe apparire brutale, amplificato dall’utilizzo di uno stile narrativo asciutto ed essenziale, che cristallizza l’attimo cogliendolo nella sua sfumatura più luminosa per poi rimetterlo immediatamente in ombra, nascosto dalle paure, dalle sovrastrutture emozionali sotto cui ognuno di noi è costretto a vivere. Ma nel preciso momento in cui quell’attimo viene portato alla luce, in quell’esatto istante in cui la verità arriva con la potenza devastante di un pugno nello stomaco, ognuno può scorgerci dentro un universo di emozioni che vale comunque la pena vivere.

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