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CANDIDA, Marco – Il mostro della piscina

IL MOSTRO DELLA PISCINA

Autore: Marco Candida
Editore: Intermezzi
Genere: Parodia horror
Prezzo 10.00 € – ebook 2,99 €
Pagine 144

Sul sito WebSite Horror, all’indirizzo www.websitehorror.com, si possono comprare oggetti stregati a prezzi stracciati: lavatrici, frullatori, automobili e borsette, si può mettere in vendita di tutto, a patto di raccontarne la storia. E così scorrendo gli articoli, navigando tra frigoriferi, camper, guanti, case per le vacanze può capitare di leggere storie davvero incredibili, ai confini della realtà, storie macabre, misteriose, spaventose… come la storia che ha per protagonista Il mostro della piscina!

A metà tra tributo e parodia, un racconto pop che rivisita i B-movies e i fumetti di genere, per una rilettura dell’horror e per riscoprire il piacere di avere paura.

 

RECENSIONE

In una dimensione parallela fatta di cellulosa, colori a china e macabre piscine, Tom, Rita, Gio e Andy si trovano a fronteggiare un lucertolone arrabbiato e altri esseri poco gradevoli quali pedanti rettili e aracnidi formato famiglia. Dalla loro, i fantastici quattro hanno un fucile, un lanciafiamme e soprattutto Andy, il dodicenne leader del gruppo che sin dal principio sa esattamente cosa fare per uscire vivo da quel mondo surreale che pare ideato da un mediocre disegnatore.

“Il mostro della piscina” è un romanzo in cui l’autore indugia volutamente sugli stereotipi dell’horror, sia quello fumettistico sia quello di celluloide, rendendoli grotteschi fino a lasciarli sconfinare nel comico. Come si legge nella quarta di copertina, il libro è un tributo ma soprattutto una parodia, dove la trama – seppur basata su un elemento di rottura quale la trasposizione del reale nel fumetto – è solo un espediente per dare spazio ai topoi del più classico degli horror b-movies: la biondona tutta curve e gridolini, il maschio impacciato che si ritrova a fare l’eroe, il ragazzino saputello e indisponente, l’uomo che voleva diventar Rambo ma si è accontentato di essere un becchino. A far da contorno, gli immancabili mostri assetati di sangue; poco importa se siano lucertoloni, ragni, serpenti o zombie, quel che conta è che facciano paura, ma non troppa, perché in fondo siamo sempre in un libro che fa – o meglio, dovrebbe fare – del divertissement la sua caratteristica peculiare.

Dico dovrebbe fare perché l’intento dichiarato nella quarta non è del tutto riuscito; di pop infatti poteva – e doveva – essercene di più.

Il testo parte da una buona idea di fondo ma si perde nella realizzazione, soprattutto a causa dello stile, che nonostante si dichiari volutamente eccessivo inanella una serie di approssimazioni che pesano molto nell’economia del romanzo. L’autore, come egli stesso conferma, ha scritto “Il mostro della piscina” quando aveva meno di vent’anni e i difetti tipici di una scrittura acerba, quali gli eccessi, le sbavature e la mancanza di personalizzazione sono piuttosto evidenti.

Il canovaccio intessuto da Candida, volutamente logoro e striminzito, per essere cucito al meglio necessitava di una grande consapevolezza stilistica e un’approfondita conoscenza delle tecniche di scrittura, che avrebbe permesso di ribaltare i cliché allo scopo – paradossale, ma in fondo tutto il romanzo lo è –  di renderli originali e soprattutto divertenti.

Ne “Il mostro della piscina” viene srotolata una sequenza di azioni comico-tragiche-grottesche dove la satira, a tratti artefatta, non sempre raggiunge lo scopo, e i continui riferimenti letterari e cinematografici a lungo andare possono risultare pesanti. Anche se si tratta di un libro “a metà tra tributo e parodia” dichiarare per iscritto – ogni volta –  la fonte d’ispirazione potrebbe rivelarsi controproducente.

Anche il processo di revisione è approssimativo: i congiuntivi saltano, le ridondanze abbondano, i termini stranieri e i brand sono scritti in maniera errata e i dialoghi – almeno nella prima parte – non sempre funzionano. Nella seconda, con l’introduzione del linguaggio fumettistico, il livello si alza leggermente, mostrando le potenzialità di un autore che dà prova di possedere una vena ironica davvero notevole, strappando più di un sorriso.

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[CONCORSI] Masters of Horror (scad. 16/09/2012)

Dal 18 giugno 2012 sarà possibile partecipare al concorso letterario indetto da Universal Pictures Italia in occasione dell’uscita in DVD dei film INTRUDERS, L’ALTRA FACCIA DEL DIAVOLO E LA COSA.
Il concorso è riservato ai maggiorenni residenti sul territorio italiano.

Per partecipare al concorso, sarà necessario compilare un modulo on-line sul sito www.mastersofhorror.it, inserendo i dati anagrafici richiesti (NOME, COGNOME, INDIRIZZO, NUMERO DI TELEFONO, E-MAIL) ed inserendo in un’apposita finestra il testo del racconto. Il racconto dovrà essere di 10.000 battute ed avere come tema L’UOMO NERO, ESORCISMO O MUTAZIONE. Il testo inviato dovrà essere originale ed inedito.

L’invio dei moduli sarà possibile fino al 16 Settembre 2012.

Per partecipare alla selezione, sarà necessario che prima dell’invio del modulo di partecipazione, ogni concorrente dichiari – selezionando le apposite caselle – di aver letto l’informativa relativa al trattamento dei dati e di autorizzare il trattamento degli stessi dati, e di accettare il presente regolamento.

Fra tutti i racconti pervenuti con le modalità sopra descritte, a insindacabile giudizio della Universal Pictures Italia e i membri della giuria composta da:

Adriano Pintaldi – Direttore del FantaFestival
Alberto Ravaglioli – Direttore del FantaFestival
Tania Liberati – Horror Channel
Sara Pasquini – Universal Pictures
Enrico Toniolo – Universal Pictures

verranno selezionati 3 racconti, che saranno editati in formato e-book, pubblicati sul sito http://www.horrorchannel.eu/ e promosso dal canale televisivo Horror Channel.

Gli autori dei 3 racconti prescelti riceveranno via posta elettronica entro 30/09/2012, la comunicazione che li informerà di essere stati selezionati. Per autorizzare la pubblicazione del proprio racconto, dovranno inviare a Universal Pictures Italia una licenza per la pubblicazione del loro racconto ed una liberatoria relativa alla privacy ed alla utilizzazione del loro nome. I modelli relativi a licenza e liberatoria saranno loro inviati per posta elettronica e dovranno essere rimandati firmati a Universal Pictures Italia entro il 14/10/2012, pena l’esclusione dalla pubblicazione. Nel caso in cui uno o più autori dei racconti prescelti non inviassero al promotore licenza e liberatoria entro i termini previsti, il promotore provvederà a selezionare con le medesime modalità altri racconti da pubblicare.
Sono esclusi dalla partecipazione al presente concorso letterario i dipendenti della Universal Pictures Italia S.r.l., i dipendenti di Horror Channel e membri della organizzazione del Fanta Festival.

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POROPAT, Matteo – L’ultimo grido del mondo

Autore: Matteo Poropat
Prima edizione: digitale ottobre 25, 2011
Editore: autopubblicazione con Lulu in download gratuito
Formato del file: EPUB
Genere: Horror fantascientifico
Dimensioni del file 179.3 kB
CLICCA QUI PER SCARICARLO

QUARTA DI COPERTINA:
Per Sebastian Shaw, presentatore televisivo di fama mondiale, il futuro non potrebbe essere più buio.
Un’accusa per molestie sessuali.
Orribili incubi che lo tormentano.
Quel senso di predestinazione, che sembra deciso ad accompagnarlo verso l’anno a venire, il 2012, e a una nuova puntata della sua trasmissione. Dove la sua vita, come quella del mondo intero, potrebbe concludersi con un ultimo, terribile grido.

RECENSIONE:
Il titolo di questo romanzo breve, o racconto lungo che dir si voglia, dice già molto circa il suo contenuto. L’ultimo grido del mondo racconta la storia di Sebastian, presentatore di un talk show di successo, che si ritrova suo malgrado protagonista di un complotto per radere al suolo l’umanità. Sarà proprio la sua amata trasmissione a fungere da catalizzatore per raggiungere lo scopo.
Sebastian, ricattato dai proprietari della sua emittente per via di un presunto stupro ai danni di una collega, è costretto a sottostare alle loro condizioni, invitando in studio un losco personaggio dai tratti orientali che si muove tra religione, superstizione e strani esseri alieni prossimi all’arrivo sulla terra. Sebastian si renderà presto conto che quelle dell’orientale non sono semplici farneticazioni, e che l’uomo ha un pericoloso legame con i suoi datori di lavoro.
Non c’è molto altro da dire, nel senso che la brevità del testo e la scelta di scrivere una storia orientata esclusivamente all’azione non aiutano a capire le motivazioni dei protagonisti, lasciando in sospeso domande fondamentali. Vengono aperte molte porte che si presume nascondano delle risposte, ma quest’ultime non vengono rivelate, possono essere solo intuite attraverso le supposizioni del lettore, andando a creare un racconto scorrevole e fluido ma privo di quel quid che darebbe una base concreta alla trama. Anche per i protagonisti viene detto il minimo indispensabile affinché risultino credibili, ma un po’ di analisi psicologica avrebbe sicuramente aiutato a rendere la storia più incisiva e più ‘realistica’, per quanto il genere lo permetta. Gli stessi incubi menzionati all’inizio del racconto e nella quarta di copertina appaiono circoscritti nell’ambito degli espedienti narrativi e avrebbero meritato maggiore attenzione.
Dal punto di vista strutturale, ‘L’ultimo grido del mondo’ si può suddividere in due macrosezioni: la prima, fino al momento della trasmissione, assume i contorni di un giallo, quasi una spy story, ed è sicuramente la parte più forte dell’intreccio. La seconda, più fantahorror, pur mantenendo un buon ritmo appare un po’ debole, forse perché proprio in questa seconda parte ci si aspetta qualcosa in più di un semplice dispiegamento di fatti. Sintetizzando il concetto, dopo aver capito anche troppo bene il come, si rimane con l’amaro in bocca chiedendosi il perché.
Lo stile di Poropat, essenziale, secco, a tratti aspro, è indubbiamente il punto di forza dell’opera. Azzeccata soprattutto la scelta di giocare sulle suggestioni: religione, superstizione e pericoli della comunicazione di massa sono i veri protagonisti del testo. Anche l’ambientazione è ben delineata, riuscendo a proiettare il lettore all’interno dell’habitat in cui Sebastian si muove. Apprezzabile anche l’idea di alternare i vari punti di vista, per immergere il lettore nelle reazioni di chi vive passivamente l’avventura del protagonista.
In conclusione, anche se quella di scrivere una storia puntando su un dispiegamento martellante di fatti e azioni può essere una precisa scelta narrativa, rimango dell’idea che un po’ di approfondimento e una maggiore caratterizzazione dei personaggi e del contorno avrebbero reso la storia più interessante, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto giallo dell’intera vicenda che in questa forma rimane un po’ fine a se stesso. Nel complesso ‘L’ultimo grido del mondo’ è un’opera che mette in luce le qualità dell’autore che però sembrano rimanere in parte inespresse, soffocate da un’urgenza di dire molto in poco. Ma le basi per leggere presto un’opera più complessa e articolata sembrano esserci tutte.

VOTO [rating=7]

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ARAGONA, Enrica – Dalla parte sbagliata

Titolo: Dalla Parte Sbagliata

Autore: Enrica Aragona
Editore: POD Lulu
Genere: Antologia racconti noir
Pagine: 115
Prezzo: € 10.00
ISBN: 978-1-4477-4195-4

TRAMA

L’autrice riesce nella non semplice impresa di legare gli uni agli altri i racconti di questa antologia mediante diversi fili conduttori:  la follia, il sovrannaturale e  gli estremi di cattiveria cui può arrivare l’essere umano, la fanno da padrone nelle pagine di questo testo. In perfetta sintonia con il clima del libro compare, a tradimento, un ultimo filo che stempera la tensione ma lega strettamente la stessa autrice ai suoi protagonisti, creando il loop perfetto.

 STILE

 Lo stile narrativo è fluido e scorrevole, privo di sbavature e sempre adeguato alla situazione narrata.  La notevole capacità affabulatoria riesce a tenere alta l’attenzione del lettore senza creare momenti di stanca.
Trattandosi di un POD è da segnalare la cura nell’impaginazione e la quasi totale assenza di refusi.  Unica pecca risulta la scelta di non aver utilizzato il rientro al capoverso; differente scelta grafica sul carattere utilizzato poteva mettere maggiormente in risalto la scansione dei capitoli.

 GIUDIZIO

 Il giudizio globale è molto positivo: abbiamo a che fare con una raccolta godibile che si presta a farsi leggere in una sola sorsata.
Punto debole: il punto debole dell’antologia è la brevità di ogni singolo racconto, ridotto all’essenziale e focalizzato sul ribaltamento/colpo di scena finale. Trattandosi di racconti omogenei in questo senso, la ripetizione del meccanismo può portare a una prevedibilità dell’attesa. Il lettore è portato a chiedersi il come, consapevole che avverrà un qualcosa. L’approfondimento di personaggi e situazioni poteva rendere più vario e interessante il cammino verso una destinazione certa.
Punto forte: il tredicesimo racconto riesce a rendere unitario il testo senza che ve ne fosse la necessità o l’attesa, rappresentando un valore aggiunto di grande pregio.