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SGAMBATI, Stefano – Il paese bello


Titolo: Il paese bello
Autore: Stefano Sgambati
Editore:Intermezzi Editore
Genere: Antologia di racconti
Pagine: 160
Prezzo: € 2,99 versione e-book
ISBN: 9788897440079

TRAMA

Una raccolta è per sua definizione priva di trama, anche se spesso è presente un filo conduttore che lega i racconti in essa contenuti. A volte questo filo è rosso, segnalato in modo da  trasformare la lettura in una sorta di visita guidata; in altri casi è celato, camuffato, implicito al punto di rendere il cammino simile a una caccia al tesoro. Il Paese Bello fa senz’altro parte di questa seconda categoria. Non lasciatevi ingannare dagli intermezzi, flussi di pensiero che separano le narrazioni: sono una costante, una boccata d’aria (o forse sarebbe meglio dire di smog) tra i viaggi tortuosi, ma non è quello il collegamento che unisce le intuizioni di Stefano Sgambati. All’ultima pagina, solo il lettore potrà dire qual è la parola che unisce una storia all’altra. Per me è Contestazione. Per  voi?

PERSONAGGI

Alcuni dei protagonisti dei racconti di Stefano sono privi del nome proprio, come nel caso di Commedia Fragile: sono solo lui e lei; in altri abbiamo a che fare con un soprannome, o meglio un’etichetta, ripetuta allo sfinimento, come ne Il non più Giovane Holden; poi arriva Erika, che incontra e seduce Dio in Eternity: ecco che il nome acquista una sua valenza specifica e sensuale; passiamo attraverso Michele e il suo orecchino di perle in Sembravano matti lì inginocchiati per terra; dopo un patetico tuffo nel Tevere e un improbabile pranzo di Pasqua, concludiamo con un nome famoso e scomodo: Eluana Englaro in Il Paese Bello. Che sappiamo come chiamarli oppure a stento riusciamo a distinguerli sullo sfondo delle disgrazie che li colgono, poco importa: ogni personaggio è ben definito e simile all’altro nella psicologia di fondo. Sono tutti disadattati e sofferenti, incapaci di affrontare le situazioni in cui si trovano. Spesso sono anche privi di voce, e tutto quello che rimane loro è, come detto all’inizio, contestare. Contestare con l’ironia, il sarcasmo oppure con i gesti estremi, per spezzare la prigione in cui la vita – e l’autore – li hanno rinchiusi. Quasi sempre fallendo.

STILE E FORMA

Lo stile di Sgambati è quello tipico del flusso di coscienza: poco utilizzo dello Show don’t tell, quasi tutto raccontato, masticato e spesso pre-digerito, confezionato con tanto di giudizio morale. Per fare questo, e farlo bene, non è sufficiente una grossa dose di coraggio, ma è necessaria anche una capacità affabulatoria di spessore. Stefano Sgambati sembra possedere entrambe. Si ha la sensazione di leggere un novello Stefano Benni, dove il sarcasmo e il cinismo spadroneggiano, supportati da quelle che non sono idee ma vere e proprie folgorazioni.

Tuttavia, la scelta di ridurre in brandelli ideologie legate alle coscienze individuali, come la religione, l’eutanasia o il matrimonio, puntando su un effetto shock nel lettore, non sempre si rivela azzeccata. Non soltanto perché, inevitabilmente, il marketing funziona con una parte di spettatori e lascia i detrattori sulla sponda opposta. Soprattutto perché trattando argomenti come l’omosessualità,  l’obesità o le violenze domestiche, il rischio è quello di cadere nello stereotipo e nel luogo comune, con l’unico risultato di palesare la poca dimestichezza con gli argomenti trattati.

GIUDIZIO

Insieme alle SocioStreghe abbiamo deciso di acquistare (e recensire) l’intero catalogo della Intermezzi Editore dopo aver assistito alla presentazione de Il Paese Bello allo scorso Salone del Libro di Torino. Il racconto letto dall’autore in quella sede era “Eternity”. Geniale, ho pensato io. Blasfemo, ha osservato qualcun altro. La curiosità era capire se l’intero testo potesse reggere quella tensione narrativa. Al termine di questa lettura, posso rispondere NI. Questo giudizio parziale non è legato alla scrittura dell’autore, né ai temi presentati. Come detto, le idee che propone sono per lo più originali e innovative, ricche di spunti e di una buona dose di ironia. Quello che non mi ha convinta è la scelta di presentazione dei brani: se posso in qualche modo comprendere la decisione di “lasciare il Bello alla fine”, avrei puntato su una alternanza diversa, costruendo comunque un climax centrale, accompagnando il lettore in modo graduale nel mondo tutto sommato intimista di Sgambati, iniziando con i racconti più mostrati e meno raccontati.

VOTO FINALE [rating=6]

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LE PRIME VOLTE… CI SIAMO!

TITOLO: LE PRIME VOLTE
AUTORE: AUTORI VARI
EDITORE: MONDOSCRITTURA
GENERE: ANTOLOGIA DI RACCONTI
PAGG: 169
ISBN: 978-88-97960-01-0

STA ARRIVANDO LA PRIMA ANTOLOGIA MONDOSCRITTURA, CHE RACCOGLIERA’ I 15 TESTI VINCITORI DEL CONCORSO OMONIMO!

DALLA QUARTA DI COPERTINA:

La vita di ciascuno è la somma delle proprie esperienze, ma ogni percorso, per quanto lungo, inizia sempre con un primo passo. Da bambini, da adolescenti, da individui maturi, da persone anziane. Non c’è un termine di scadenza per la commozione legata a un attimo. Non ci sono restrizioni nel numero delle dosi e nei tempi di somministrazione di un’emozione nuova. Non ci sono freni alle possibilità. Per questo non c’è limite alle prime volte. Mai.
Le prime volte: confini da superare, frontiere da valicare, sulla pelle o con la fantasia.

Potrete acquistare l’antologia direttamente sul nostro sito, al prezzo di 9,50 euro con spedizione gratuita tramite posta ordinaria con piego di libri.

ATTENZIONE: IL LIBRO RISULTA GIA’ PRESENTE SUGLI STORE ON-LINE (IBS, AMAZON, UNILIBRO ecc…) MA NON E’ ANCORA IN VENDITA!

Ma rimanete sintonizzati, perché ormai… CI SIAMO!

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I VINCITORI DEL CONCORSO LE PRIME VOLTE! … pesce d’aprile?

Che fa il pesce nella boccia? Gira, gira e gira ancora. Pilucca il cibo, prende un po’ di ossigeno a pelo d’acqua, e poi ricomincia a girare. Sembra che aspetti qualcosa, mentre ci guarda con i suoi occhi vitrei e inespressivi. Cosa aspetta? Non lo sapremo mai.
Però siamo certe di sapere cosa aspettano quarantasei pesciolini che hanno inviato a Mondoscrittura il loro racconto per il concorso “Le prime volte”.
Ormai il termine è scaduto già da quindici giorni, e ancora niente. Ma che fanno le Streghe, dormono?
No: si prendono “a capelli”. A colpi di scopa, perfino a randellate quando è necessario. Ognuna, con le unghie affilate, combatte per la classifica della prima antologia di Mondoscrittura. Come prima volta, non c’è niente male, ed è già una fortuna che non si sia reso necessario un intervento di “primo” soccorso. Sarebbe stato in tema, ma poco opportuno.
Non avevamo dubbi che ci aspettasse un’impresa difficile, ma non credevamo sarebbe stata così difficile. Pur avendo iniziato a leggere e valutare i racconti man mano che arrivavano, ci siamo trovate in grande difficoltà, perché la maggior parte del materiale ricevuto era davvero di pregevole fattura. E visto che non ce la sentivamo di rinunciare a testi che ci avevano regalato così tante emozioni, abbiamo concordato su un primo punto: dieci era davvero un numero troppo esiguo.

E allora ecco la prima, buona, notizia: i racconti selezionati sono QUINDICI e non più DIECI. Quindici perle che compongono una collana magica, quindici ingredienti che amalgamandosi creano la migliore pozione che potessimo distillare. Ovviamente a tutti e quindici gli autori spetta di diritto una copia cartacea dell’antologia. E dire che ci definiamo streghe!
Ma non eravamo comunque soddisfatte, perché fuori dalla TOP 15 rimanevano ancora alcuni dei racconti che ci piacevano tanto, anzi troppo. Racconti che ci sono entrati nel cuore, immagini che ci sono rimaste negli occhi, sapori che non riuscivamo a toglierci dalle labbra. Per salvaguardare i nostri capelli abbiamo dunque deciso, di comune accordo, di concedere a ulteriori tre racconti la possibilità di essere pubblicati. Dove? Sul prossimo numero di ‘Storie dall’Antro’, la nostra rivista digitale bimestrale. Ogni strega ha scelto il proprio: quasi un piccolo amuleto, da proteggere e custodire ma allo stesso tempo esibire al mondo intero (dite che ci stiamo allargando un po’ troppo?)

Dopo le dovute precisazioni, passiamo alla parte più antipatica: la burocrazia. Agli autori selezionati sarà chiesto di firmare una liberatoria per la pubblicazione, a breve contatteremo tutti tramite e-mail. Anche ai tre autori che abbiamo scelto per apparire sulla nostra rivista sarà chiesto di firmare una liberatoria, e anche loro saranno contattati a brevissimo dalla redazione. Ogni racconto verrà sottoposto a editing, e nel caso in cui non si riuscisse a trovare un compromesso (improbabile, visto che il nostro editing cercherà di essere il meno invasivo possibile) l’autore avrà comunque facoltà di fare un passo indietro e decidere di non pubblicare il racconto.

Ora passiamo ai titoli dei racconti selezionati. Pesciotti e Pesciotte, si alzi il sipario:

ECCO I 15 RACCONTI VINCITORI DELLA SELEZIONE ‘LE PRIME VOLTE’ (in ordine alfabetico)

  • CELESTE -Alfredo Tocchi
  • FANTASMI E CALZE A RETE – Gisella Laterza
  • GIUDICE ARTIFICIALE – Fabrizio A. Cadili
  • IL CANTO DELLA JIAN – Nicolò Zarotti
  • IL DEBUTTO – Cristina Costa
  • IL MIO PRIMO BACIO – Massimiliano Campo
  • IN FONDO AL TUNNEL – Lucia Coluccia
  • ODORE DI CARNE BRUCIATA – Chiara Zanini
  • OGNI VOLTA E’ LA PRIMA – Alain Voudì
  • PRIMA VOLTA – Christian Ferrante
  • QUEL BACIO CHE NON TI HO DATO – Matteo Dallavalle
  • SPERO SIA L’ULTIMA – Marco Cammalleri
  • TRA LE NUVOLE – Cristina Zampognaro
  • UOMINI – Maria Grazia Nemour
  • VOLEVO SOLO UNA BORSA VERDE MENTA – KillerQueen

Ed ecco i racconti che entrano dalla porta principale del prossimo numero di ‘STORIE DALL’ANTRO’:

  • Sorriso di Luna – Livin Derevel
  • La prima volta che nasci – Andrea Tropea
  • E’ che a pensarci bene non ho più messo piede in un canile – Tomas Bassini

Quale giorno migliore del primo Aprile per pubblicare la lista dei vincitori? Controllate la casella di posta, la liberatoria potrebbe essere già arrivata… o magari, chissà… se fosse tutto uno scherzo?

Magicamente (e sadicamente) vostre

Amelia, Grimilde, Maga Magò

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BERNARDESCHI, Filippo – L’ultima consegna

TITOLO: L’ultima consegna

AUTORE: Filippo Bernardeschi
EDITORE: I Sognatori
GENERE: Racconti
PAGINE: 116
PREZZO: Euro 9,90

PRESENTAZIONE DEL LIBRO (dal sito dell’editore)

Filippo Bernardeschi, giovane autore toscano, in questa opera d’esordio dimostra di saper già conciliare generi distanti fra loro con maestria non comune, conferendo a ogni racconto un’impronta personale e insolita. Atmosfere fantastiche, delle volte sottilmente inquietanti, al servizio di otto novelle che – beffarde – sfruttano temi e situazioni della narrativa di genere per poi scardinarne le strutture, giocando con le attese del thrilling, le ombre del gotico o le situazioni della letteratura umoristica. Bernardeschi articola la raccolta alla stregua di un cantiere aperto (e non a caso è proprio la novella “Il cantiere” a inaugurarla), illustra e snoda la sua poetica attraverso i racconti centrali e affida l’epitaffio alla novella eponima, “L’ultima consegna”. Titolo ancora una volta simbolico. Un percorso avvolto non di rado nelle nebbie del racconto metafisico, nel quale l’autore si limita a sussurrare il suo messaggio per creare un dialogo silenzioso coi lettori. E proprio ai lettori spetta il compito di guardare, come già il Bastiano de “La storia infinita”, le immagini evocate dalle novelle, per apprezzarne i concetti e la veemente creatività. Infine serbarle, quasi fossero dei preziosi gioielli.

RECENSIONE
L’ultima consegna è una raccolta di otto racconti, eterogenei e molto distanti tra loro, che spaziano dal noir all’umoristico fino a sfiorare la narrativa più classica. A far da collante c’è la capacità dell’autore di mantenere un’originale cifra stilistica attraversando molteplici generi (anche se tra i racconti si notano alcune diversità, frutto probabilmente di uno stile raffinato nel tempo); Bernardeschi regala al proprio pubblico una scrittura onirica ma allo stesso tempo immediata e mai troppo pomposa. Questa caratteristica è più evidente in alcuni dei racconti, come per esempio ne “Il cantiere”, dove sono proprio le metafore a farla da padrone e dove lo stile si dimostra maturo e ragionato, riuscendo ad avvolgere il lettore per poi risucchiarlo in un vortice oscuro di angoscia, la cui chiave interpretativa rimane nascosta nel buio e affidata al discernimento di chi sta dall’altra parte delle pagine.

Nei racconti vengono affrontate tematiche delicate come quella del razzismo, meravigliosamente illustrata in ‘Edet sull’albero’, uno dei racconti più riusciti della raccolta, dove l’autore riesce a regalare una narrazione commovente giocando sugli equilibri, senza incedere mai né nel dolciastro né nell’eccessivo distacco.

Trascorse del tempo. Il freddo divenne feroce. I respiri divennero visibili. La prima volta che Edet aveva visto del vapore uscire dalla bocca ne era rimasta sbalordita: ora credeva che quella fosse solo l’anima che, lentamente, un po’ alla volta ti abbandonava.

Come in ogni antologia, alcuni racconti sono di maggiore impatto, altri richiedono più di un momento per essere assimilati e apprezzati. Forse alcuni sono troppo criptici per essere fruiti da un pubblico ampio e variegato, rimanendo ad appannaggio di una nicchia capace di cogliere la bellezza nella sua forma più cristallina senza porsi domande che ne sporcherebbero la purezza.Altri sono talmente dirompenti da commuovere, come ‘Il bicchiere di Gustav’, un racconto di vampiri delicato e forte al tempo stesso, fluttuante, sospeso tra cielo e terra, tra acqua e sangue. Altri ancora sono una pacata via di mezzo, quasi a significare che chi deve capire, capirà.

L’aria era calda e umida, gli insetti ronzavano fra le foglie sopra le teste dei bambini come piloti ubriachi su minuscoli aeroplani.

In tutti i racconti si delinea un lessico ampio e ben plasmato, un ottimo ritmo narrativo e un’ altrettanto eccellente capacità di descrivere le ambientazioni, trasportando il lettore sul luogo in cui si svolgono le vicende. Nel complesso quella di Bernardeschi è un’ottima prova d’esordio, una scrittura genuina – nell’accezione più positiva del termine –  che in alcuni tratti ricorda il realismo magico di Italo Calvino, capace di innalzarsi creando picchi d’angoscia di Lovecraftiana memoria, come di abbassarsi a un livello comprensibile a tutti, che richiama alla mente ricordi fanciulleschi come sa fare la scrittura didascalica di Gianni Rodari. Un autore da tenere d’occhio.

VOTO [rating=7]

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ALBERTINI, Paolo – Serata all’opera

TITOLO: Serata all’opera

AUTORE: Paolo Albertini
EDITORE: Abelbooks
PAGINE: 304
E-book Euro 4,99

 


DAL SITO DELL’EDITORE:

Un caleidoscopio narrativo in cui le narrazioni non hanno niente o quasi in comune fra di loro. Ognuna è un fatto a sé, dotato di vita propria, con uno stile di scrittura originale, un tema autonomo, un tempo di percezione di scrittura e di lettura diverso.La lettura di questi racconti potrà aprire una crepa nella mente di qualcuno, in modo da farvi confluire il barlume di un nesso con l’esistenza di ogni giorno.

RECENSIONE:
Serata all’opera è una raccolta di storie molto eterogenee. Si spazia dalla rappresentazione avveniristica del primo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, si toccano tematiche intimistiche profonde come nel racconto Parlarsi, si descrivono sfaccettature particolari dell’amore, come in Caludicantes, si indaga con originalità la società moderna, si indugia nel giallo.
Il racconto più curato è Serata all’opera dove traspare un’evidente proprietà linguistica, una notevole fluidità e la competenza in materia musicale dell’autore.
Albertini descrive con dovizia di particolari la rappresentazione fantascientifica di Così fan tutte, ipotizza l’esistenza di una sofisticata apparecchiatura che permette agli spettatori di condividere le nozioni tecniche degli artisti coinvolti e aumenta in vari modi la capacità percettiva del pubblico.
I restanti racconti sono espressione di idee originali e di personaggi ben caratterizzati. L’autore ha un’ottima capacità di introspezione sia dell’animo maschile che di quello femminile. La lettura è però appesantita dalla presenza di concetti a volte troppo rimarcati. Come per esempio, la delucidazione della molla prima che governa il rapporto tra Martina e Mario ne La signora Martina. A dispetto di scene riuscite, come quella dell’effusione tra Principessa e il finto barbone in Principessa, c’è poi una profusione di termini ripetuti. Il linguaggio risente della mancanza di una revisione mirata, la scorrevolezza del testo ne viene intaccata rendendo meno efficaci finali di buon effetto come, per esempio, quello dalle tinte gialle de La sciarpa rossa.
I dialoghi sono veloci, le descrizioni degli interni verosimili, quelle dei personaggi mirate. Nel complesso la serie di quadretti variegati di Serata all’opera rappresenta una buona compagnia che potrebbe migliorare lavorando sulla rifinitura così come è stato fatto per il brano portante.

VOTO [rating=6]

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Le prime volte, il primo concorso Mondoscrittura

È stata la prima volta, per questo è stato fantastico. Perché era un’esperienza mai fatta. Se lo ripetessimo tutti i giorni, sarebbe sempre meno bello, non ci darebbe più nulla. Il vero brivido lo dà sporgersi fino all’orlo dell’abisso e poi tirarsi indietro all’ultimo istante. Se lo fai ancora, è già abitudine. Solo il ricordo potrà darci di nuovo un’emozione tanto intensa, come fosse la prima volta. Perché è della prima volta che ci ricordiamo.
(Greta Cerretti, ‘La moto’)

Per Mondoscrittura questa è la prima volta: il primo concorso. La prima volta che ci affacciamo nel mondo dell’editoria, chiedendo ad altri come noi, emergenti e aspiranti scrittori, di mostrarci cosa sanno fare. Di mettersi alla prova con le parole, per far vibrare l’anima di chi legge.
Raccontateci, in non più di 20.000 battute, la prima volta che qualcosa o qualcuno vi ha fatto emozionare. Donate l’immortalità a quell’emozione, perché ogni volta che sarà letta, torni a vivere intatta e pura come l’avete provata.

BANDO DI CONCORSO:

Art. 1 – SELEZIONE
La selezione ‘Le prime volte’ è aperta a tutti gli autori. Ogni autore potrà partecipare con un solo racconto. I racconti non devono superare le 20.000 battute (spazi inclusi) e dovranno avere come tema portante una ‘prima volta’. Non vi concorsi-letterari.it, il trattino che fa la differenzachiediamo di scrivere qualcosa di autobiografico, ma di far vivere in un racconto l’emozione di una prima volta. Non c’è alcuna limitazione di genere, i racconti possono trattare qualunque argomento a patto che venga rispettata la tracconcorsi letteraricia.
Il termine ultimo per l’invio dei racconti è fissato al 15 Marzo 2012.
I racconti saranno valutati dallo staff di Mondoscrittura; i dieci ritenuti migliori saranno sottoposti a editing, dove necessario, e pubblicati in un’antologia curata da Mondoscrittura. L’antologia sarà completa di codice ISBN e realizzata in formato cartaceo e digitale (pdf e epub). Il giudizio di Mondoscrittura è insindacabile.

Art. 2 – VINCOLI SULL’UTILIZZO DEI RACCONTI
La proprietà dei racconti rimane agli autori, che tuttavia non potranno utilizzare il racconto inviato per la selezione “Le prime volte” per partecipare ad altri concorsi né potranno pubblicarlo in forma cartacea e/o sul web, finché non saranno resi noti i dieci racconti vincitori, pena l’esclusione immediata dal concorso. I dieci racconti vincitori non potranno comunque essere pubblicati in altre antologie, né potranno partecipare ad altri concorsi e non dovranno essere pubblicati sul web per almeno 2 (due) anni, a partire dalla data di pubblicazione dell’antologia.

Art. 3 – MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione al concorso è completamente gratuita.
I racconti devono essere inediti, mai pubblicati né in forma cartacea né sul web.
I racconti devono essere inviati (in formato .doc, .docx, .rtf NO PDF) all’indirizzo e-mail concorsi@mondoscrittura.it specificando nell’oggetto il titolo del racconto e nome e cognome dell’autore.
Se si desidera comparire nell’antologia con uno pseudonimo, è necessario specificarlo all’interno del corpo dell’e-mail.

Art. 4 – PREMI
Tutti e dieci gli autori classificati saranno premiati con 1 (una) copia dell’antologia.
L’antologia sarà acquistabile tramite il sito www.mondoscrittura.it. Il prezzo di copertina sarà stabilito a lavoro ultimato, ma non sarà comunque superiore a 13,00 euro per l’edizione cartacea e 5,00 euro per l’edizione digitale.

Art. 5 – VARIE ED EVENTUALI
Gli autori dei dieci racconti selezionati saranno avvisati tramite e-mail.
Nel caso in cui, al termine della valutazione dei testi pervenuti, non si raggiungesse il limite minimo per la pubblicazione dell’antologia (scarso numero di adesioni, qualità insufficiente ecc…ecc…) Mondoscrittura provvederà ad avvisare tutti i partecipanti tramite e-mail; da quel momento, gli autori potranno scegliere se e come riutilizzare le opere inviate per la selezione e qualunque vincolo sarà da considerarsi decaduto.

 

Per qualunque altra informazione e/o richiesta di chiarimenti inviare un’email a streghe@mondoscrittura.it

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ARAGONA, Enrica – Dalla parte sbagliata

Titolo: Dalla Parte Sbagliata

Autore: Enrica Aragona
Editore: POD Lulu
Genere: Antologia racconti noir
Pagine: 115
Prezzo: € 10.00
ISBN: 978-1-4477-4195-4

TRAMA

L’autrice riesce nella non semplice impresa di legare gli uni agli altri i racconti di questa antologia mediante diversi fili conduttori:  la follia, il sovrannaturale e  gli estremi di cattiveria cui può arrivare l’essere umano, la fanno da padrone nelle pagine di questo testo. In perfetta sintonia con il clima del libro compare, a tradimento, un ultimo filo che stempera la tensione ma lega strettamente la stessa autrice ai suoi protagonisti, creando il loop perfetto.

 STILE

 Lo stile narrativo è fluido e scorrevole, privo di sbavature e sempre adeguato alla situazione narrata.  La notevole capacità affabulatoria riesce a tenere alta l’attenzione del lettore senza creare momenti di stanca.
Trattandosi di un POD è da segnalare la cura nell’impaginazione e la quasi totale assenza di refusi.  Unica pecca risulta la scelta di non aver utilizzato il rientro al capoverso; differente scelta grafica sul carattere utilizzato poteva mettere maggiormente in risalto la scansione dei capitoli.

 GIUDIZIO

 Il giudizio globale è molto positivo: abbiamo a che fare con una raccolta godibile che si presta a farsi leggere in una sola sorsata.
Punto debole: il punto debole dell’antologia è la brevità di ogni singolo racconto, ridotto all’essenziale e focalizzato sul ribaltamento/colpo di scena finale. Trattandosi di racconti omogenei in questo senso, la ripetizione del meccanismo può portare a una prevedibilità dell’attesa. Il lettore è portato a chiedersi il come, consapevole che avverrà un qualcosa. L’approfondimento di personaggi e situazioni poteva rendere più vario e interessante il cammino verso una destinazione certa.
Punto forte: il tredicesimo racconto riesce a rendere unitario il testo senza che ve ne fosse la necessità o l’attesa, rappresentando un valore aggiunto di grande pregio.