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ZANOTTI, Andrea – I pretoriani bianchi

Titolo: I pretoriani bianchi
Autore: Andrea Zanotti
Editore: Scrittori indipendenti
Genere: Fantasy
Pagine: 420
Prezzo: 1,99
[xrr rating=2/5]

“I Pretoriani Bianchi” è il volume conclusivo della trilogia iniziata da “Forze Ancestrali” (in download gratuito). Un destino comune di annientamento pare muovere i fili delle esistenze di CorvoRosso, Samir, Alarico, Molov, Cassandra e Hristo. Eppure il Reietto, dall’alto della Torre Bianca lancia i propri messaggi di speranza. Scongiurata l’avanzata terrena di Samael, due nuovi pericoli rischiano però di annullare le gesta eroiche che hanno concesso al Mondo di non mutarsi in una pira immane: la furia del Generale Marcos e il desiderio di vendetta di Isyl, l’Astronascente. 

TRAMA

ATTENZIONE: SPOILER! SelectShow

PERSONAGGI
Anche in questo terzo capitolo della saga, i personaggi sono bidimensionali e poco approfonditi. L’azione prevarica qualsiasi approfondimento psicologico, le emozioni sono poco più che parole su carta. L’amore di Gaia e Kinga, la rabbia di CorvoRosso, l’impotenza di Kozak, la comprensione di Samir: tutto corre via veloce, consumato di avvenimento in avvenimento. Qualcuno muore, qualcuno ritorna a brillare, qualcuno viene scarcerato; nuovi protagonisti rimpiazzano i precedenti. Un esempio su tutti è CorvoRosso: dovrebbe essere il protagonista del romanzo, invece tutto il suo peregrinare si esaurisce nel contributo offerto a Cassandra nel tradurre le parole “Aria-Acqua-Terra-Fuoco”. E poi? Cosa ne è del guerriero dei Corvi della Sabbia? Ogni romanzo viene sorretto dai personaggi: il lettore parteggia per uno, si affligge per le pene di un altro, gioisce dei dolori del cattivo. Ne I pretoriani bianchi non esiste nulla di tutto questo: buoni e cattivi non sono distinguibili, tutto si confonde. Abbiamo una serie di episodi ben tratteggiati che non si amalgamano in una trama efficace, con attori messi in scena come maschere e non come persone.

 STILE E FORMA
Lo stile di Zanotti rimane la caratteristica che permette di arrivare in fondo al romanzo: il linguaggio scorrevole, il registro sempre adeguato alla narrazione, la capacità di mostrare la scena di fronte agli occhi del lettore. Una su tutte, il sacrificio umano perpetrato in onore di Astor: il lettore riesce a percepire il dolore della schiava partoriente, vede la pena che la attanaglia e si preoccupa per la sorte del nascituro.

Tuttavia, mi ha rammaricata constatare che la forma rimane poco curata: passi per i refusi (che in un romanzo possono sempre rimanere nonostante si cerchi di epurarli) ma ho storto il naso nel vedere ancora D eufoniche, punteggiatura entro le caporali errata e soprattutto E’ in luogo di È. Non essendo più un esordiente, anzi al terzo romanzo recensito nel quale si sono fatte notare tali imprecisioni, mi aspettavo che venissero epurate tutte le imprecisioni con una buona correzione della bozza.

In questo testo, inoltre, si registra un uso della punteggiatura spesso errato e approssimativo.

GIUDIZIO
Pur non avendo letto il primo romanzo della serie, La Regina Nulla aveva attirato la mia curiosità: si riscontrava una trama omogenea, una struttura che contemplava ed esauriva tutti gli elementi narratologici che devono essere presenti in un romanzo per definirlo tale.

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ZANOTTI, Andrea – La regina nulla

Titolo: La Regina Nulla
Autore: Andrea Zanotti
Editore: Scrittori indipendenti
Genere: Fantasy
Pagine: 425
Prezzo: 0,99 ebook
ISBN: 9788890723025

Grazie al colpo di stato assestato dal Generale Marcos, l’immobilismo della Lega di Hoilos è giunto al punto di rottura. Nuove schiere si vanno formando con l’intento di soccorrere i popoli delle Terre del Vento, per proprio tornaconto personale. Nel mentre, CorvoRosso tenta di ottenere l’aiuto dell’imprevedibile Regina Nulla, pronto a sacrificarle se stesso, fratelli ed amici, per un bene superiore. Da oriente, nuove forze vengono risvegliate dai pericolosi Ranovoi, decisi a dare una lezione ai barbari del deserto che hanno osato sfidarli, invadendo il loro Impero. Le Forze Ancestrali che governano i Mondi sono infine schierate, su tutte però vigilano presenze ancora sconosciute, tenutesi in disparte fino ad ora. Dall’alto delle loro Torri saranno queste a forgiare il destino degli uomini a dispetto delle macchinazioni degli Antichi.

TRAMA

Di battaglia in battaglia e di massacro in massacro, proseguono le avventure di CorvoRosso (ma non solo) nel tentativo di arginare l’avanzata delle schiere infuocate dei seguaci di Asul. Ne La Regina Nulla gli eserciti si moltiplicano, sorgono alleanze improbabili tra popoli che per millenni hanno maturato reciproca diffidenza, forze sopite tornano prepotentemente alla luce dai meandri del sottosuolo.
La carneficina finale è nell’aria, ma il sangue non lava via il dolore e ha un sapore ferroso che non rende dolce la vittoria. Non tutti i nodi vengono sciolti, al contrario: alcuni personaggi sono già in viaggio per quello che immaginiamo essere il terzo capitolo di questa saga, con un futuro incerto quanto il passato che si lasciano alle spalle.

PERSONAGGI

I personaggi di questo romanzo sono numerosi e ognuno a proprio modo protagonista. Se è innegabile che la penna dell’autore indugia a lungo su CorvoRosso e la sua stirpe, regalandogli un ruolo di raccordo tra gli altri generali, tuttavia questi non ruba la scena in modo preponderante. Altrettanto di rilievo sono il generale Marcos, il dotto Hristo, l’ineffabile Gaia, la folle Regina Nulla e perfino il tormentato Samir. Il grande rilievo dato all’azione va a discapito dello spessore psicologico dei personaggi: sebbene i sentimenti vengano tratteggiati e in parte sviscerati, il rapido muoversi della telecamera e il susseguirsi degli eventi impedisce il crearsi di un’empatia profonda con quanto avviene sulla scena.

STILE E FORMA

Lo stile rappresenta il punto di forza di questo romanzo, mentre la forma quello debole. La penna di Zanotti è una penna matura: frasi scorrevoli, taglienti, con un registro adeguato a quanto narrato. Le scene di battaglia sono vivide e realistiche, gli scenari pennellati con chiarezza senza indugiare in descrizioni pesanti. D’altro canto,  i numerosi refusi, le E’ apostrofate invece che accentate, le d eufoniche, l’uso scorretto della punteggiatura dentro le caporali, si e se non accentati e via discorrendo  fanno storcere il naso più di una volta. Se è indubbio che v’è stata una buona revisione in fase di editing, lo stesso non si può dire per la correzione della bozza.

GIUDIZIO

Nel romanzo di Zanotti si avverte una forte risonanza con i maggiori riferimenti del genere fantasy e non solo: Rice, Tolkien, Ende, Brooks ma anche Omero e la mitologia greca e latina. Dai vampiri alle creature deformi, dai legionari ai Titani, dai popoli della foresta fino ad arrivare ai mondi paralleli: ne La Regina Nulla non manca nessuno all’appello. La conseguenza, proprio come per i personaggi, è non riuscire a individuare un filone originale e accattivante che renda peculiare quest’opera. Il guizzo che personalmente ho ritenuto di maggior interesse è quello legato alla componente religiosa dei seguaci di Asul e al pentimento di Samir: l’idea che la conquista di altre etnie fosse legata alla conversione (come reale scopo e non come mero alibi) mi è parsa carica di originalità e degna di approfondimento.

VALUTAZIONE: sufficiente

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ZANOTTI, Andrea – Mondi in divenire

MONDI IN DIVENIRE
Autore: Andrea Zanotti
Editore: RebelYel
Genere: Fantasy
Pagine : 123
E-book: € 0,99

La raccolta comprende otto racconti brevi di tipo fantastico. Si spazia dal weird fantasy, al western, fino all’horror con connotati pulp, dando origine a una contaminazione di generi con un unico filo conduttore: il rapporto fra l’uomo e il soprannaturale, fra la realtà visibile e quella non ordinaria, alla quale solo alcuni eletti, o forse solo chi, dotato di maggiore sensibilità, può accedere. La raccolta è stata denominata “Mondi in divenire”, in quanto i racconti brevi che la compongono contengono il condensato di idee necessarie per la scrittura futura di romanzi veri e propri, basati sui “mondi” qui solo accennati. Due sono le sezioni in cui sono stati raggruppati i racconti, poiché, anche se ambientati in contesti ed epoche differenti, rientrano in un unico progetto: Infiniti Mondi – Fantasy Infiniti Mondi – Moderno. Cuore di ogni racconto è il peccato, inteso in ogni sua possibile sfaccettatura e la punizione che a esso viene associata, senza mai scendere in giudizi sull’equità o meno della stessa. Sia che ci si trovi impegnati in guerra su mondi alieni, che fra le familiari mura del proprio ufficio, la realtà non-ordinaria ci affianca e le creature che la abitano possono destarsi in qualsiasi istante, rivendicando il loro diritto di influenzare le nostre azioni.

 

Mondi, mondi di confine, dimensioni alternative vengono presentati in modo creativo con buoni affondi che contribuiscono a creare un’atmosfera magica appena fiaccata da una accentuata profusione di aggettivi. Il soprannaturale appare all’improvviso, non è mai scontato. Protagonisti sono i luoghi degli sciamani, degli spettri, degli eroi, degli integerrimi sacerdoti e degli incubi personificati.

Nel primo racconto, Il Traghettatore dei Mondi, indomiti guerrieri  si imbarcano verso una meta misteriosa spinti dal miraggio di una lauta mercede. Dovranno combattere una battaglia impari per cercare di sopravvivere.
In Rivolta, il Mago, un semidio, deve officiare un rituale che gli permetterà di vendicarsi degli Antichi, divinità potenti e crudeli.
In Agonia, il protagonista preda di un prurito irrefrenabile è condannato a una tormentata prigionia.
In Quattro quarti, Remiel esperta in aeromanzia, deve sedare una rivolta. Semiel, un geomastro, si infiltra tra le fila dei nemici del suo re e ne scopre i piani. Muriel, il piromante, si batte contro un mostro di fuoco. Raguel, rabdomante, presidia la fortezza di Askeen dedicandosi alla lettura. Su di loro si ergerà lo spettro di Marduk, il padrone del mondo.
In Preveggenza, uno schiavo in fuga si muove nella foresta. Si sente braccato, è la Cassandra di un mondo alternativo.
In Sonica, Ascanio, detto Orso dagli amici, ha una sensibilità superiore. Sente l’arrivo dei cavalieri dell’Apocalisse mentre un’ombra scura avvolge la sua città.
In Rientro dalle ferie, il protagonista torna in ufficio ma si accorgerà ben presto di essere perseguitato da una voce imperiosa.
Incursione nel western, infine. Moho, il pistolero, è sulle tracce de Il demone dell’oro.

I quadri narrativi si susseguono incalzanti. Le scene sono tratteggiate con una capacità descrittiva variegata che articola spunti originali. Tuttavia, in alcuni casi, si veda Rivolta, la prosa dell’autore diventa poco scorrevole e le frasi perdono di precisione. Il tessuto narrativo sempre ricco, viene allora appesantito da una serie di immagini che si affastellano l’una sull’altra, sminuendo il peso dell’idea di fondo. Dove invece la tessitura si mantiene su un piano semplificato e mirato, si veda Agonia, le descrizioni sono efficaci, il tormento del protagonista è ben reso ed è buono anche il finale. Probabilmente, il racconto migliore è il primo. La prosa più leggera e curata della media permette all’autore di far fruttare le proprie capacità visionarie. Il protagonista si muove sicuro tra comprimari ben delineati, in un orizzonte in rapida evoluzione che cattura e mantiene l’attenzione del lettore. Anche l’ultimo racconto, Il demone dell’oro, ha dei numeri. L’ambientazione far west è resa ottimamente, il ritmo è serrato. Decisamente vincente la scelta di usare situazioni e personaggi secondari rispettosi dei cliché del genere, si veda l’incursione nel saloon e la descrizione del sindaco, del messicano, del giocatore di poker. L’attesa polarizzata dalla missione surreale di  Moho, il pistolero, ne viene esaltata conferendo alla storia un alone mistico particolarmente intrigante. Bello l’incontro col trombettista, unico superstite di una carovana  assaltata dagli indiani.

Una buona prova, dunque, che rappresenta una tappa significativa nel percorso di maturazione di Zanotti.

VOTO FINALE: [rating=7]

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ZANOTTI, Andrea – Forze ancestrali

Titolo: Forze Ancestrali
Autore: Andrea Zanotti
Genere: Fantasy
Pag: 425
Editore: Edizioni Youcanprint
Serie: Primo volume di una trilogia

Trama
Quando la guerra è l’unica via, può accadere che per disperazione, sconforto, o semplice pazzia, vengano compiuti gesti sconsiderati e risvegliate forze antiche, ingovernabili, al solo fine di prevalere nella disputa. Titani, Domatori di Demoni, Antichi ed Ecatonchiri, vengono strappati dalle Leggende per tornare fra gli uomini. Spetterà a CorvoRosso tentare di assolvere alla missione affidatagli dagli Spiriti: unire le genti per affrontare Samael, il figlio del Dio del Fuoco.

Recensione
Forze ancestrali è un fantasy mistico. Protagonista è CorvoRosso, indomito capo tribù a cui spetta il compito ingrato di assemblare etnie diverse con l’obiettivo di contrastare il figlio del Dio del Fuoco. Insieme a lui compare la moltitudine di genti che popola un impero esteso e variegato, un esercito di fanatici invasati, una lega indolente, politici inconcludenti mentre su tutto incombe la minaccia di una purificazione che può avvenire solo con il fuoco.
Il punto di forza del libro è l’originalità di Zanotti, che tratteggia con abilità popoli e territori caratterizzandoli con precisione. Il linguaggio di Forze Ancestrali è ricco e molto elaborato con qualche ripetizione di troppo e proposizioni che andrebbero snellite. Tuttavia le situazioni e gli scenari presentati sono variegati e gli stati d’animo dei personaggi appaiono delineati in modo coerente. La storia è complessa, articolata su multipli canali. Una tale struttura richiede al lettore un certo impegno per tenere le fila della vicenda e una buona tenuta durante le prime pagine. Tuttavia, lentamente, il mondo di Forze Ancestrali prende quota e riesce a rivelarsi per intero riuscendo a regalare bei momenti soprattutto durante le scene d’azione.

Il messaggio verso i propri fedeli era chiaro. Non vi era via di scampo. Dalla battaglia sarebbero usciti o vincitori o inceneriti. LamaVeloce riuscì a percepire poco della scena, intento com’era a scagliare frecce assassine. Conduceva i suoi uomini in azzardate manovre nelle quali si avvicinava alle schiere nemiche al solo fine di provocarle, per poi riallontanarsene senza cercare realmente il contatto.

VOTO FINALE [rating=6]