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ARAGONA E. / DUCCESCHI L. – Vite in fumo

anteprima-vite-in-fumo-di-enrica-aragona-e-lu-L-6fKdVITitolo: Vite in fumo
Autori: Enrica Aragona e Luca Ducceschi
Genere: Thriller, Giallo, Poliziesco
Prezzo: Euro 0,99
ISBN: 978-88-98739-01-1
[xrr rating=4/5]

Il commissario Moretti, durante l’indagine su un omicidio, si imbatte in una serie di indizi che porta, inesorabilmente, a persone che fanno parte della sua vita privata. Ma non tutti i pezzi del mosaico sono disposti nel giusto ordine e quella che, a un certo punto, si presenta come una terribile consapevolezza, sarà solo preludio a una più amara e sconvolgente verità.

La presunzione non figura tra i sette vizi capitali, eppure dovrebbe. Lo impara a proprie spese, troppo tardi, il commissario Luca Moretti. Perché la convinzione di essere il centro del mondo induce gli individui a commettere errori fatali, letali quando di mestiere si combatte ogni giorno contro il crimine.

Vite in fumo” è un racconto dai ritmi serrati eppure scritto con un linguaggio morbido che mette a proprio agio il lettore. È come se gli autori ti facessero accomodare in salotto, offrendoti l’immancabile sigaretta. Al primo tiro sei già dentro: Laura è impertinente, il commissario incalzante. Paola è una figura evanescente che riempie la scena con la propria assenza. Gli indizi corrono veloci verso l’unica soluzione possibile, almeno in apparenza. Perché in ogni giallo che si rispetti, è necessario che la penna depisti senza ingannare. Milano intorno è grigia come il fumo che esce dalla paglia. E più la paglia brucia, più il commissario arde insieme a lei. Il tradimento fa male tanto a chi lo compie quanto a chi lo riceve? Può darsi. Il pentimento arriva troppo tardi, riempendo come da copione le fosse del Senno di Mai? È una delle variabili da mettere in conto. Quello che Moretti non ha calcolato è l’incrollabile convinzione del maschio: essere predatore e mai preda. Quando il mozzicone si spegne sul posacenere, con un ribaltamento finale degno del miglior Conan Doyle, resterete con un palmo di naso.

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Gran Giallo Città di Cattolica 2013 – tra ansia e gioia infinita!

Mai come in questo caso l’adagio “l’importante è partecipare” si rivela fondato. Ovviamente mi avrebbe fatto più piacere vincere, ma essere stata lì, essere salita su quel palco, assieme a quella gente, non può essere considerata una sconfitta. Perché la serata conclusiva del Mystfest 2013 è stato davvero qualcosa che difficilmente dimenticherò.
La mia è stata una toccata e fuga: arrivata a Cattolica nel primo pomeriggio di sabato, ho fatto un giro per la riviera, presenziato alla serata di premiazione e la mattina dopo sono ripartita. Eppure sono state ore ricchissime di emozioni, effervescenti e adrenaliniche, oltre che piene di soddisfazioni.

La serata si è aperta con la presentazione dell’ultimo film di Federico Zampaglione, Tulpa, un horror italiano che richiama alla mente le atmosfere di Lucio Fulci, oggetto di proiezione sulla spiaggia di fronte alla location della premiazione. Non avevo mai visto Zampaglione in altre vesti che non fossero quelle di leader dei Tiromancino, ma si è rivelato una piacevolissima scoperta, il giusto mix di simpatia e competenza in grado di catturare l’attenzione del pubblico.

Con mia grande sorpresa, la scaletta della serata è stata sconvolta: la premiazione del Gran Giallo doveva essere l’atto conclusivo, invece subito dopo la presentazione di Tulpa è toccato a noi. Franco Forte è salito sul palco, annunciando che quest’anno, per la prima volta, l’organizzazione aveva deciso di rendere pubblica la graduatoria dei racconti finalisti, dal dodicesimo al primo. Inevitabile pensare se arrivo dodicesima mi butto in mare e torno a Roma a nuoto. Per mia fortuna non è stato così. Il racconto che ho scritto assieme a Luca Ducceschi si è fermato al sesto gradino della scala verso l’olimpo del giallo.
Sono salita sul palco, ho stretto la mano a Franco Forte, ricevuto il diploma da Annamaria Fassio, sfilato davanti a Pinketts e al mio Maestro Carlo Lucarelli, mi sono voltata per la foto di rito e ho atteso di sapere chi fosse il vincitore dietro le spalle di Marinella Manicardi. Ha vinto Mauro Falcioni, secondo Diego di Dio, terzo Carlo Parri. Delusa? No, assolutamente. E lo dico davvero, senza nessuna ipocrisia. Perché per una scribacchina come me, aver avuto l’onore di salire su quel palco, essere annunciata dalla viva voce di Franco Forte, aver avuto modo di vivere un’emozione totalizzante come quella, è stato davvero qualcosa di indimenticabile, che auguro a tutti di poter provare almeno una volta nella vita. Pubblicare un romanzo, presentarlo per la prima volta, ricevere complimenti da chi lo ha letto è senza dubbio una grande soddisfazione; ma essere lì, tra i mostri sacri della narrativa di genere italiana, è altro. Molto altro. Ed è raro che una come me rimanga senza parole, eppure vi giuro che non riuscirei mai a trovare quelle giuste per descrivere un’emozione simile.

Aver anticipato la premiazione mi ha permesso di godere appieno l’ultima parte della serata, la presentazione di Il sogno di volare di Carlo Lucarelli, che ora stringo tra le mani con tanto di dedica del Maestro. Smaltita l’ansia, con il cuore tornato a battere regolarmente, ho assaporato ogni sua parola, accompagnata dalle note di Andrea Buffa, autore di brani che se ascoltati a occhi chiusi fanno tornare in mente le melodie di Faber, il suo impegno sociale, la sua poetica.

Non potevo andarmene senza stringere la mano al Maestro, così oltre al romanzo mi sono fatta autografare anche il diploma, che ora troneggia in una bella cornice a giorno nella mia camera da letto. E la voglia di essere lì anche l’anno prossimo mi accompagnerà lungo tutto l’inverno, sperando che oltre alla voglia, arrivi anche l’ispirazione per il racconto.

Baci & abbracci,
vostra Grimilde.

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Gran Giallo Città di Cattolica – GRIMILDE C’E’!

Cari amici di Mondoscrittura,
con immenso piacere e più di un pizzico di commozione vi comunichiamo che la nostra Grimilde, alias Enrica Aragona, è stata selezionata tra i 12 finalisti del Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2013 con il racconto “Vite in fumo” scritto a quattro mani con l’amico scrittore Luca Ducceschi.

Il Gran Giallo Città di Cattolica è senza dubbio uno dei più importanti premi letterari nazionali nel suo genere: ideato nel 1973 da Enzo Tortora e arrivato quest’anno alla quarantesima edizione, è stato curato da personalità di spicco della narrativa italiana: da Oreste Del Buono e Alberto Tedeschi negli anni dell’esordio, fino a Carlo Lucarelli e Valerio Massimo Manfredi ai giorni nostri. Numerosi gli scrittori premiati a Cattolica successivamente riconosciuti quali maestri del genere: solo per fare alcuni nomi, Loriano Machiavelli, Bruno Gambarotta, Andrea G. Pinketts, Barbara Baraldi.

La posta in palio è quanto mai appetibile: il racconto vincitore sarà difatti pubblicato nei Gialli Mondadori. Una pre-giuria di esperti appassionati ha selezionato 12 finalisti su 100 racconti pervenuti. Ora la parola passa a una giuria composta da nomi del calibro di Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Franco Forte e molti altri, che avranno l’arduo compito di decretare il vincitore dell’edizione 2013.

La serata di premiazione si svolgerà il 10 Agosto 2013 a Cattolica nell’ambito della manifestazione Mystfest.
Ma Mystfest non è solo Gran Giallo: è anche corsi di scrittura, presentazioni di romanzi e molto altro.

Sulla pagina Facebook di Mystfest trovate tutti gli aggiornamenti e il programma completo.

Da parte nostra non possiamo fare altro che augurare un immenso

BUONA FORTUNA

alla nostra Grimilde, sperando che le sue gambette di Strega reggano all’emozione…