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NINFOLE, Isabella – Obscura

1TITOLO Obscura
AUTORE Isabella Ninfole
EDITORE Lettere animate editore
GENERE Giallo,Thriller,Horror
PAGG 53
PREZZO 0,99
DISPONIBILE SOLO IN EBOOK
[xrr rating=2.5/5]

Sogni, realtà, violenze.
Torture, amore, morte.
E ancora sangue, vene e decomposizione.
Questo e altro ancora nei tredici racconti presenti in questa “Oscura” raccolta di Isabella Ninfole. Brevi istantanee su un mondo marcio, reale e al tempo stesso onirico.
Fatto di mostri dannatamente reali, ma anche di orrori interiori pronti ad uscir fuori e contaminare le altrui realtà. Venite a guardare, ma attenzione a “vedere” la realtà di quel che vi viene mostrato…

Racconti brevi, a volte brevissimi, che spaziano dal thriller allo splatter. Pur essendo una raccolta di genere, non si riesce a rintracciare un vero e proprio fil rouge; ultimamente siamo abituati a leggere storie che affrontano ciò che viene comunemente definito l’orrore del quotidiano, dove l’elemento sovrannaturale è marginale se non del tutto assente. Qui invece ci troviamo di fronte a una raccolta in cui l’autrice sfrutta molti degli archetipi della narrativa horror – partendo dagli zombie per arrivare ai cimiteri, passando attraverso ascensori e pianerottoli bui – senza preoccuparsi che ci sia una morale o uno spunto di riflessione. E lo fa con uno stile che, almeno in alcuni racconti, riesce a sostenere una discreta tensione narrativa e a creare il giusto pathos.

Tuttavia a tratti si ha l’impressione di leggere un’opera non ancora del tutto matura; il lessico è piuttosto limitato, lo stile manca di mordente e di una vera e propria impronta autoriale che lo renda riconoscibile. Gli espedienti utilizzati e gli elementi di contorno sono quasi sempre gli stessi e ricorrono in ognuno dei testi. Di fondo c’è una sensazione di prevedibilità che non invoglia alla lettura, poiché soltanto un paio dei tredici racconti presentati si poggiano su uno dei cardini della narrativa breve, ossia il ribaltamento. Nella maggior parte dei casi ci troviamo a leggere storie dove abbonda il sangue ma scarseggiano la paura e la tensione, che non riescono a essere percepite e rendono il lettore uno spettatore passivo. Manca dunque il fattore sorpresa, l’emozione, sostituiti ma non sempre compensati dal troppo splatter a cui l’autrice si lascia spesso andare.

Ciò su cui a mio parere bisognava lavorare molto di più è la caratterizzazione dei personaggi, allo stato attuale assolutamente insufficiente. I protagonisti dei vari racconti sono funzionali solo alla storia che si racconta, mai dotati né di tridimensionalità né di spessore. Risultano quindi soltanto delle figure che si agitano sullo sfondo, mai mosse da una vera e propria esigenza motivazionale ma solo dai fini narrativi e questo, pur essendo inserito all’interno di un’antologia horror, è un problema da non sottovalutare per i motivi che abbiamo già ampiamente sviscerato in altre recensioni.

È indubbio che la brevità di alcuni testi non favorisca l’immedesimazione e non renda facile la creazione della necessaria ansia letteraria, ma nel complesso ritengo che “Obscura” presenti – mi si perdoni il gioco di parole – molte zone oscure su cui lavorare per migliorare il prodotto finale.

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Gran Giallo Città di Cattolica – GRIMILDE C’E’!

Cari amici di Mondoscrittura,
con immenso piacere e più di un pizzico di commozione vi comunichiamo che la nostra Grimilde, alias Enrica Aragona, è stata selezionata tra i 12 finalisti del Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2013 con il racconto “Vite in fumo” scritto a quattro mani con l’amico scrittore Luca Ducceschi.

Il Gran Giallo Città di Cattolica è senza dubbio uno dei più importanti premi letterari nazionali nel suo genere: ideato nel 1973 da Enzo Tortora e arrivato quest’anno alla quarantesima edizione, è stato curato da personalità di spicco della narrativa italiana: da Oreste Del Buono e Alberto Tedeschi negli anni dell’esordio, fino a Carlo Lucarelli e Valerio Massimo Manfredi ai giorni nostri. Numerosi gli scrittori premiati a Cattolica successivamente riconosciuti quali maestri del genere: solo per fare alcuni nomi, Loriano Machiavelli, Bruno Gambarotta, Andrea G. Pinketts, Barbara Baraldi.

La posta in palio è quanto mai appetibile: il racconto vincitore sarà difatti pubblicato nei Gialli Mondadori. Una pre-giuria di esperti appassionati ha selezionato 12 finalisti su 100 racconti pervenuti. Ora la parola passa a una giuria composta da nomi del calibro di Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Franco Forte e molti altri, che avranno l’arduo compito di decretare il vincitore dell’edizione 2013.

La serata di premiazione si svolgerà il 10 Agosto 2013 a Cattolica nell’ambito della manifestazione Mystfest.
Ma Mystfest non è solo Gran Giallo: è anche corsi di scrittura, presentazioni di romanzi e molto altro.

Sulla pagina Facebook di Mystfest trovate tutti gli aggiornamenti e il programma completo.

Da parte nostra non possiamo fare altro che augurare un immenso

BUONA FORTUNA

alla nostra Grimilde, sperando che le sue gambette di Strega reggano all’emozione…

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[CONCORSI] Mele Avvelenate, scad. 15/06/2013

La Mela Avvelenata Book Press indice un concorso letterario.

Dal sito LA MELA AVVELENATA BOOKPRESS

Cerchiamo racconti infetti, di ambientazione rigorosamente italiana.
Fantasy, sci-fi, horror, Steampunk, cyberpunk, weird, paranormal e tutti i sottogeneri.
Non ci sono limiti, potrete tranquillamente uscire dalle regole, rompere gli schemi, e dar vita a qualcosa di nuovo.
Oggetto del desiderio, merce di scambio, o arma letale dovrà essere proprio una mela avvelenata.

I racconti dovranno avere lunghezza compresa fra 10.000 e 12.000 caratteri spazi inclusi.
Per le norme di invio e grafiche si prega di guardare attentamente nel nostro sito alla voce INVIO MANOSCRITTI.

Si prega di inserire nell’oggetto: CONCORSO MELA
Deadline: 15 Giugno
Entro il 15° Settembre saranno resi noti gli autori selezionati.

I primi tre selezionati avranno a disposizione uno spazio sul blog per farsi conoscere.
La pubblicazione dell’e-book è prevista per Novembre 2013, salvo imprevisti.

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FONDI, Fabrizio – I giorni dello scirocco

Titolo: I giorni dello scirocco
Autore: Fabrizio Fondi
Editore: Amazon Media EU
Genere: Horror
Pagine: 188
Prezzo: 0,99 solo versione ebook
ISBN: 9788863699456

L’Isola della Corona è una terra a due facce: silenziosa e triste in inverno, affollata e solare in estate. La pesca è ormai poco più di un ricordo, rimpiazzata da un turismo di massa che adesso ne condiziona pesantemente la vita. Ma qualcosa sconvolge periodicamente la sua tranquillità. Qualcosa di inspiegabile e misterioso che, ormai, un solo abitante sull’isola conosce e intende combattere. E’ un evento che si produce più o meno ogni sessanta anni e provoca la morte di decine di persone per mano di qualche abitante che viene rapito da una follia inarrestabile. Il romanzo si apre con la descrizione di uno di questi eventi, quello del 1887. Nel 2004 Franco Bernardi, detto Barbanera, è ormai l’unico a conoscere la storia occulta e sotterranea dell’isola, le sue sofferenze e le reali cause delle sanguinose vicende del suo passato. E adesso è sicuro che quel passato stia per tornare e che l’evento stia per ripetersi ancora una volta. Prigioniero del suo segreto e delle sue certezze, cercherà di battere sul tempo una maledizione che si scaglia sull’isola con violenza e che nessun altro riesce a interpretare per ciò che è veramente. Ma anche il passato di Barbanera è segnato da un evento oscuro che ne ha condizionato la vita. Un evento vecchio di sessantaquattro anni, l’ultima strage che l’isola ha sofferto e che gli ha portato via il padre, che d’improvviso si riannoda al suo presente attraverso un filo sotterraneo che unisce secoli di storia. Lungo due interminabili settimane di indagini, che l’uomo conduce da solo trovandosi di fronte a pericolose conferme che la strage che lui ha previsto sta per accadere veramente, Barbanera cercherà di scoprire chi e quando, stavolta, potrebbe essere la vittima di una forza che sembra non conoscere limiti. E proprio quando comincerà a pensare di essere riuscito a superare indenne questa sfida, e di essersi sbagliato nelle sue previsioni, il destino gli rovescerà di nuovo addosso la sua crudeltà, confermando una legge implacabile alla quale l’isola della Corona non potrà mai sfuggire.

TRAMA

L’isola della Corona è un luogo ricco di storia e tradizioni: la maggior parte sono popolari, legate alla pesca e al turismo, mentre una è appannaggio di pochi ‘sventurati’, legata al soffiare dello scirocco. Lo scirocco è un vento caldo con una ciclicità di settantadue ore, che può tormentare la Corona anche per dodici giorni consecutivi. Ma se per gli isolani è solo un tormento umido, per gli ‘sventurati’ è una voce rombante nelle orecchie: una voce che sussurra di morte e follia. Sventurati oppure predestinati? Non c’è logica di trasmissione per questa dote speciale: di generazione in generazione i sensitivi faticano a identificare a chi devono passare il testimone di questo oscuro segreto, facilmente scambiato per follia, insieme alla speranza di fermare un giorno le stragi che porta con sé. Come se fosse possibile arrivare un passo prima vento.

PERSONAGGI

I personaggi che popolano questo romanzo sono numerosi, ognuno ben caratterizzato anche se non approfondito negli aspetti psicologici: certamente Barbanera può essere considerato il personaggio di maggior rilievo, dato che sua è l’esperienza più dura e reiterata di guerra con lo scirocco, suo il confronto faccia a faccia con il male oscuro e suo il tentativo disperato di arginarlo. Vicino a Barbanera sono personaggi di spessore il figlio Luca e il nipote Dedo, ognuno vittima di un differente dolore, come anche Mezzaluna che non perde mai a carte, Fischione che in preda alla follia assalta la centrale elettrica, l’ex maresciallo Loi alla ricerca della verità. Qui risiede la bravura dell’autore, nella capacità di trasformare dei nomi in persone limitando le informazioni all’essenziale. Fondi non si appella agli  stereotipi ma mette in scena degli archetipi.

Tuttavia ho parlato volutamente di personaggi e non di protagonisti, perché il vero protagonista di questo romanzo non è umano. La terra conserva il dolore di cui è testimone, e di dolore la Corona ne ha visto tanto nel corso dei millenni. Le forze della natura possono essere diaboliche, e in questo romanzo il demonio è protagonista sotto forma di vento.

 

STILE E FORMA

Lo stile di Fabrizio Fondi è morbido, rotondo, caldo come lo scirocco di cui ci parla. E proprio come il vento ci porta parole da ascoltare, comprendere, metabolizzare: a rimanere attaccata alla pelle non è l’umidità, ma il dolore dei protagonisti di cui leggiamo le gesta, la sofferenza e il senso di ineluttabilità di fronte alla forza della natura. Il bilanciamento tra sequenze descrittive e sequenze riflessive è impeccabile, al punto di aver stroncato la mia arcinota pignoleria: trasportata dalle emozioni e dallo snodarsi della trama, ho faticato a ravvisare le (poche) imprecisioni formali. Qualche E’ apostrofata anziché accentata e alcuni puntini di sospensione eccessivi non inficiano minimamente il gusto della lettura.

GIUDIZIO

Non amo leggere horror perché la notte temo di avere gli incubi. Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato: mi ha appassionata, emozionata, incuriosita. Ma non spaventata.

Tra i molti testi autopubblicati che ho recensito quest’anno, I giorni dello scirocco è senz’altro il migliore. Un romanzo ben scritto e ben strutturato, dove il talento per la buona forma si coniuga con il sapiente utilizzo delle tecniche narrative.

La scelta dell’autore di proporlo a 0,99 centesimi non rende giustizia alla qualità del testo: il numero elevato di download ricevuti certamente sì.

VALUTAZIONE: 

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D’AURIA, Massimo JR – Dissonanze

Titolo: Dissonanze
Autore: Massimo Junior D’Auria
Editore: Sogno Edizioni
Prezzo: 8,50 euro, c
Isbn: 978-88-96746-34-9
N. Pagine: 146
Genere: Noir/Thriller

In ogni esistenza c’è una lieve dissonanza pronta a esplodere con fragore, liberando il suo potenziale distruttivo…

 

I racconti che compongono “Dissonanze” indugiano principalmente tra il thriller e il noir, lambendo solo in parte gli elementi tipici di un horror sovrannaturale.
Massimo Jr D’Auria non è nuovo a opere simili: già un paio d’anni fa con il suo “Nero nr. 9” aveva dato vita a un’antologia dello stesso genere, che seppur peccando di qualche ingenuità imputabile all’inesperienza, si era rivelata un prodotto interessante e ricco di spunti, nel quale s’intravedeva un ottimo potenziale. Potenziale che in “Dissonanze” viene confermato, perché D’Auria non si limita a sfruttare gli stereotipi del genere: va molto più a fondo, esplorando l’orrore del quotidiano, indugiando sull’introspezione, scavando nell’anima dei protagonisti.
L’originalità di “Dissonanze” risiede proprio nella scelta di non giocare sui ribaltamenti, sui colpi di scena come sarebbe lecito aspettarsi da una raccolta di testi noir e thriller. Perché la penna dell’autore in quest’antologia diventa una flebo che instilla lentamente le gocce del sospetto, della paura, dell’ansia, fino a dare vita a scenari nitidi che non hanno bisogno del fattore sorpresa per colpire.

D’Auria usa focalizzazioni interne ed esterne, alternandole anche all’interno dello stesso racconto, con una prosa fluida e diretta. C’è da evidenziare che come in tutte le raccolte ci sono racconti più riusciti e meno riusciti. Alcuni li ho trovati troppo scarni, privi di un adeguato supporto motivazionale che indagasse le ragioni dell’orrore, come per esempio “Scrivere”, non a caso l’unico dei racconti che presenta un vero “colpo di scena” che però rimane confinato nell’ambito di un deus ex machina dando al racconto una sensazione di incompiuto.

Nel complesso in “Dissonanze” Massimo Jr D’Auria conferma le buone potenzialità mostrate nelle precedenti opere. La speranza di noi lettori appassionati del genere è che questo promettente autore napoletano prima o poi decida di abbandonare i racconti brevi per regalarci un bel romanzo, magari un thriller introspettivo.

VALUTAZIONE: 

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[EVENTI] Horror Project Festival

Inauguriamo una nuova sezione dedicata alle fiere, manifestazioni ed eventi letterari segnalando la prima edizione dell’Horror Project Festival, a Roma.

Federico Zampaglione, i Manetti Bros., Edoardo Margheriti, Claudio Simonetti Gabriele Albanesi, Sergio Stivaletti, Antonio Tentori sono alcuni dei numerosi ospiti che prenderanno parte dal 6 al 9 settembre alla prima edizione dell’Horror Project Festival.
La collana editoriale Horror Project e la casa editrice UniversItalia, in collaborazione con il Circolo degli Artisti, il sito www.horrormovie.it, l’Accademia Griffith, l’associazione culturale Nero Cafè e la rivista Tenebre coinvolgeranno gli appassionati del genere attraverso quattro giorni di proiezioni, presentazioni e incontri per la prima edizione del Festival Horror più indie di Roma.
Un festival all’insegna del brivido dove ci sarà la possibilità di incontrare numerosi volti dello scenario cinematografico horror e non solo, realizzato a budget zero e impatto zero: perché nemmeno la crisi ci spaventa!
Un occasione di incontro da non perdere per il pubblico appassionato e per gli addetti ai lavori, perché ricordiamo che Horror project è una realtà indipendente che sostiene la promozione e valorizzazione della cultura cinematografica ed editoriale di genere con l’obiettivo di coinvolgere e interessare pubblico e operatori del settore per la realizzazione e diffusione di nuovi progetti.
Per l’occasione sono stati inoltre indetti il concorso Rima insanguinata e il concorso Cortometraggi Horror project, ad ospitare il tutto la splendida location del Circolo degli Artisti, il locale più cool di Roma.

Dal sito http://www.circoloartisti.it/sito/index.php/2012/08/31/horror-project-festival

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ZANOTTI, Andrea – Mondi in divenire

MONDI IN DIVENIRE
Autore: Andrea Zanotti
Editore: RebelYel
Genere: Fantasy
Pagine : 123
E-book: € 0,99

La raccolta comprende otto racconti brevi di tipo fantastico. Si spazia dal weird fantasy, al western, fino all’horror con connotati pulp, dando origine a una contaminazione di generi con un unico filo conduttore: il rapporto fra l’uomo e il soprannaturale, fra la realtà visibile e quella non ordinaria, alla quale solo alcuni eletti, o forse solo chi, dotato di maggiore sensibilità, può accedere. La raccolta è stata denominata “Mondi in divenire”, in quanto i racconti brevi che la compongono contengono il condensato di idee necessarie per la scrittura futura di romanzi veri e propri, basati sui “mondi” qui solo accennati. Due sono le sezioni in cui sono stati raggruppati i racconti, poiché, anche se ambientati in contesti ed epoche differenti, rientrano in un unico progetto: Infiniti Mondi – Fantasy Infiniti Mondi – Moderno. Cuore di ogni racconto è il peccato, inteso in ogni sua possibile sfaccettatura e la punizione che a esso viene associata, senza mai scendere in giudizi sull’equità o meno della stessa. Sia che ci si trovi impegnati in guerra su mondi alieni, che fra le familiari mura del proprio ufficio, la realtà non-ordinaria ci affianca e le creature che la abitano possono destarsi in qualsiasi istante, rivendicando il loro diritto di influenzare le nostre azioni.

 

Mondi, mondi di confine, dimensioni alternative vengono presentati in modo creativo con buoni affondi che contribuiscono a creare un’atmosfera magica appena fiaccata da una accentuata profusione di aggettivi. Il soprannaturale appare all’improvviso, non è mai scontato. Protagonisti sono i luoghi degli sciamani, degli spettri, degli eroi, degli integerrimi sacerdoti e degli incubi personificati.

Nel primo racconto, Il Traghettatore dei Mondi, indomiti guerrieri  si imbarcano verso una meta misteriosa spinti dal miraggio di una lauta mercede. Dovranno combattere una battaglia impari per cercare di sopravvivere.
In Rivolta, il Mago, un semidio, deve officiare un rituale che gli permetterà di vendicarsi degli Antichi, divinità potenti e crudeli.
In Agonia, il protagonista preda di un prurito irrefrenabile è condannato a una tormentata prigionia.
In Quattro quarti, Remiel esperta in aeromanzia, deve sedare una rivolta. Semiel, un geomastro, si infiltra tra le fila dei nemici del suo re e ne scopre i piani. Muriel, il piromante, si batte contro un mostro di fuoco. Raguel, rabdomante, presidia la fortezza di Askeen dedicandosi alla lettura. Su di loro si ergerà lo spettro di Marduk, il padrone del mondo.
In Preveggenza, uno schiavo in fuga si muove nella foresta. Si sente braccato, è la Cassandra di un mondo alternativo.
In Sonica, Ascanio, detto Orso dagli amici, ha una sensibilità superiore. Sente l’arrivo dei cavalieri dell’Apocalisse mentre un’ombra scura avvolge la sua città.
In Rientro dalle ferie, il protagonista torna in ufficio ma si accorgerà ben presto di essere perseguitato da una voce imperiosa.
Incursione nel western, infine. Moho, il pistolero, è sulle tracce de Il demone dell’oro.

I quadri narrativi si susseguono incalzanti. Le scene sono tratteggiate con una capacità descrittiva variegata che articola spunti originali. Tuttavia, in alcuni casi, si veda Rivolta, la prosa dell’autore diventa poco scorrevole e le frasi perdono di precisione. Il tessuto narrativo sempre ricco, viene allora appesantito da una serie di immagini che si affastellano l’una sull’altra, sminuendo il peso dell’idea di fondo. Dove invece la tessitura si mantiene su un piano semplificato e mirato, si veda Agonia, le descrizioni sono efficaci, il tormento del protagonista è ben reso ed è buono anche il finale. Probabilmente, il racconto migliore è il primo. La prosa più leggera e curata della media permette all’autore di far fruttare le proprie capacità visionarie. Il protagonista si muove sicuro tra comprimari ben delineati, in un orizzonte in rapida evoluzione che cattura e mantiene l’attenzione del lettore. Anche l’ultimo racconto, Il demone dell’oro, ha dei numeri. L’ambientazione far west è resa ottimamente, il ritmo è serrato. Decisamente vincente la scelta di usare situazioni e personaggi secondari rispettosi dei cliché del genere, si veda l’incursione nel saloon e la descrizione del sindaco, del messicano, del giocatore di poker. L’attesa polarizzata dalla missione surreale di  Moho, il pistolero, ne viene esaltata conferendo alla storia un alone mistico particolarmente intrigante. Bello l’incontro col trombettista, unico superstite di una carovana  assaltata dagli indiani.

Una buona prova, dunque, che rappresenta una tappa significativa nel percorso di maturazione di Zanotti.

VOTO FINALE: [rating=7]

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AA VV – Nerinchiostro

TITOLO: NERINCHIOSTRO
GENERE: ANTOLOGIA
ANNO: 2012
PAG: 156
ISBN: 978-88-96746-32-5
Prezzo: 8,50 euro
Editore: Sogno Edizioni
AUTORI:
Roberto Ciardiello
Antonino Lo Iacono
Enrico Scigliuzzo
Mauro Zanetti
Grazia Gironella
Enrica Aragona
Isabella Zangrando
Riccardo Carli Ballola

Tanja Sartori
Marco Migliori

Prima antologia della Sogno Edizioni, curata da Massimo Jr. D’Auria. 10 autori hanno dato vita ad un’opera che spazia fra i generi noir, thriller, horror, chiazzando di rosso le pagine del volume. 10 autori diversi, li accomuna il piacere del brivido e della suspance e il desiderio di instillare nel lettore attesa ed emozioni.

Oggi ho il piacere di parlarvi di quest’antologia di racconti horror, thriller e noir edita dalla Sogno Edizioni, dove sono presente anch’io con il racconto “Bianco come il buio”, che per forza di cose tralascerò di recensire. Ma oltre al mio ci sono altri nove racconti, che vi regaleranno un brivido freddo in quest’estate bollente. Io li ho letti in anteprima, e sono rimasta piacevolmente colpita dal livello dei testi, che ho trovato eterogenei e originali. Proviamo a vederli uno per uno, cercando di non cadere nello spoiler 🙂

Dietro il pagliaccio, di R. Ciardiello
Un racconto che prende a prestito uno degli archetipi classici dell’horror, il clown, e più precisamente quello che nell’immaginario comune è diventato il simbolo della paura: pennywise, pericolosamente vicino al buon vecchio Re del terrore. E se assieme a pennywise arrivano anche mescalina e whisky in quantità da rave, il botto è garantito.

Disgregamento, di A. Lo Iacono
Anche questo racconto gioca su una suggestione assai sfruttata: l’elisir di lunga vita, la formula dell’immortalità. Un racconto epistolare, quello di Antonino Lo Iacono, in cui le pagine del diario del professor Gray guidano il lettore attraverso un alchimia che potrebbe cambiare radicalmente il futuro dell’umanità. Una curiosa coincidenza: il protagonista si chiama Gray, e il racconto che precede “Disgregamento” ha a che fare con il pagliaccio di IT. Il nome Bob Gray vi dice nulla?

Tattoo, di E. Scigliuzzo
Separazioni dolorose, anatemi, malinconie di single forzati e ricerca di emozioni forti, magari in un tatuaggio tabori. Ma attenzione a scegliere bene il soggetto del tatuaggio, perché potrebbe rivelarsi una scelta… fatale.
Un racconto evocativo, denso, opprimente, che stuzzica i sensi e la fantasia.

La stanza buia, di M. Zanetti
Fino a dove può spingersi il desiderio di vendetta? Lontano, molto lontano, se nasce nella mente di un uomo disturbato, amante della lettura e capace di ordire trame degne del miglior giallista. Chiedetelo a Stefano, l’ispettore ispiratore, perdonate il gioco di parole. Ammesso che riusciate a trovarlo…

La corsa delle ventidue e quindici, di G. Gironella
L’autista di un autobus raccoglie storie. Raccoglie sguardi, promesse, sospiri. E nella solitudine delle corse notturne è facile stringersi ad anime perdute, finché quelle anime perdute spariscono nell’oblio. Ma tornano, tornano sempre. Tornano a indicare la via da percorrere, anche se le strade sono pericolose.

Fame di vita, di I. Zangrando
Cibo e passione, un binomio tanto classico quanto accattivante. Ma si sa, gli eccessi fanno male, tanto nel cibo quanto nella passione. E quando si diventa schiavi per amore, le conseguenze possono essere devastanti. Isabella Zangrando ci offre un racconto crudo nonostante le sue pietanze siano cotte a puntino. Un racconto che a tratti sconfina nel pulp e che stringe lo stomaco fino a provocare la nausea.

La galleria, di R. Carli Ballola
Un racconto delirante, onirico, sospeso tra sogno e realtà, oscillante tra vecchi rancori e nuove consapevolezze. Cosa deciderà di fare Vittorio? Andrà incontro al suo passato perdonando il padre morente o aprirà gli occhi sul futuro, lasciandosi tutto alle spalle una volta per tutte? La risposta è in fondo alla galleria, dovete solo arrivarci. Ma vi avviso, non sarà semplice…

Il sapore del ferro, T. Sartori
Tanja Sartori ci fa fare un viaggio della follia nella mente di un assassino: leggendo il suo racconto sembra davvero di assistere a una perfetta trasposizione del peggiore degli incubi. Una mente malata, una donna inerme, un’ambientazione terrificante. Elementi che si fondono fino a plasmare uno scenario di morte dove non c’è posto nemmeno per la speranza.

Album, di M. Migliori
Fotografie, vite da ricostruire attraverso le immagini in un mondo che non ha più spazio per la felicità. Fotografie che guidano il lettore attraverso cambiamenti a cui nessuno vorrebbe mai assistere. Fotografie che restano l’unica testimonianza di normalità in un mondo che di normale non ha più niente.

E in ultimo, faccio i complimenti a Massimo J. D’Auria, curatore dell’antologia, per la scelta sapiente e centellinata dei racconti, che formano una raccolta davvero piacevole da leggere. Si spazia dall’horror al noir passando per il thriller, senza mai annoiarsi e scoprendo le potenzialità di autori esordienti davvero in gamba.