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Il crogiuolo della tecnica: l’inventio, parte prima.

Abbiamo inaugurato la rubrica IL CROGIUOLO DELLA TECNICA con un primo articolo introduttivo che mostrava le basi della retorica e come esse siano applicabili alla stesura di un romanzo narrativo. Tra le altre cose, in quell’articolo abbiamo evidenziato come l’inventio non debba essere intesa come l’invenzione, ma come il trovare la storia. Quanti, tra i non addetti a lavori ma soprattutto tra gli autori stessi, ritengono che la fantasia sia indispensabile per trovare una storia da raccontare?
L’errore più grossolano sta nel pensare che per scrivere un buon romanzo si debba necessariamente spremere la fantasia per trovare una storia che sia originale a tutti i costi, quando in realtà le storie sono tutte attorno a noi: basta saperle trovare.

Fare troppo affidamento sulla fantasia porta spesso a errori macroscopici, come l’abuso della sospensione d’incredulità del quale abbiamo parlato qui, oppure la costruzione di intricate sottotrame che deviano dal fulcro dell’esposizione distogliendo l’attenzione del lettore e portandolo a chiedersi “ma non avevo iniziato a leggere un’altra storia?”.

Giulio Mozzi dice che la fantasia è il peggior nemico di uno scrittore, argomentando questa tesi con motivazioni che trovo più che condivisibili.

I bambini, si dice, hanno tanta fantasia. Spesso inventano storie mirabolanti. Eppure, se ci pensate, i bambini vogliono sentirsi raccontare sempre le stesse storie, e guai a cambiare una sola parola! Infatti, le storie che si inventano, cioè che si raccontano da sé, sono sempre le stesse. Il bambino ama la ripetizione. Il bambino che si racconta storie è, senza saperlo, un po’ come l’atleta che instancabilmente ripete, ripete, ripete il gesto o una serie di gesti che gli serviranno durante la competizione: si allena.
[…]
La fantasia è la capacità di passare da una cosa all’altra per mezzo di somiglianze, vicinanze, differenze, opposizioni, appartenenze, condivisioni, ecc… Il difetto della fantasia è che essa procede sempre per contiguità, non si guarda intorno e non pensa al futuro: è tutta concentrata lì, sul presente, sul passaggio che sta compiendo in quel momento. Inoltre la fantasia è involontaria: fa quello che vuole, non funziona a comando. Quando decide di incrociare le braccia non c’è niente da fare: non va.

L’inventio, il trovare la storia, non deve basarsi dunque sulla fantasia, ma su qualcosa di molto simile che segue però regole diverse: l’immaginazione. Qual è dunque la differenza tra fantasia e immaginazione? Qual è il confine sottile che le divide?
La fantasia è soggetta e limitata alle leggi dell’associazione, dispone di immagini senza vita che si trovano accatastate nella memoria in maniera quasi meccanica, mentre l’immaginazione trova un effettivo riscontro nel mondo reale. L’immaginazione è cioè qualcosa di paradossalmente vero, capace di creare la realtà e introdurla nel mondo attraverso le cose ideali.
È dell’immaginazione che dobbiamo avvalerci per trovare la nostra storia: prendiamo qualcosa che conosciamo, di cui abbiamo sentito parlare, e immaginiamola, cercando di rimanere aderenti quanto più possibile alla visione che noi stessi avremmo della storia se qualcuno la raccontasse a noi. Questo per due motivi: in primis, per non abbandonare la verosimiglianza, secondo – ma non meno importante – perché la prima cosa da immaginare quando s’inizia a scrivere è proprio il lettore: immaginiamo quale sarebbe la sua reazione di fronte alla nostra storia, e soprattutto immaginiamo a quale tipo di lettore ci stiamo rivolgendo. Perché è innegabile che non si possa piacere a tutti, ed è fondamentale inquadrare il target di riferimento. Ma ancora più fondamentale è capire, prima di iniziare a scrivere, cosa vogliamo scrivere, e una volta che lo abbiamo capito, cercare di capire come scriverlo. Può sembrare un concetto banale, ma non lo è. Perché spesso si parte da un’idea e grazie all’immaginazione ci si accorge che quell’idea iniziale è mutata in qualcosa di diverso. Questo concetto è strettamente collegato a un altro degli errori più comuni dell’autore esordiente, quello del “buona la prima”. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo del crogiuolo della tecnica.

 

CLICCA QUI PER LEGGERE IL SECONDO ARTICOLO SULL’INVENTIO

 

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[CONCORSI] Donne che fanno testo (scad. 22/07/2011)

Il Messaggero, in collaborazione con Samsung, ti invita a partecipare al 1° concorso di scrittura creativa dedicato a debuttanti e scrittrici.

Se hai la passione della scrittura e se ami raccontare, allora devi cimentarti subito in questo nuovo concorso letterario.

Libera la tua immaginazione, esercita la tua tecnica ed imprimi il tuo stile, scrivendo in 10.000 battute un racconto che sia ispirato a questo tema:

Un giorno ti svegli e non sei più la stessa…

Tutti i racconti pervenuti dal 30 Aprile al 22 Luglio, saranno inseriti nella biblioteca racconti del sito www.donnechefannotesto.it

Una giuria qualificata selezionera i migliori racconti che saranno pubblicati integralmente nelle pagine de Il Messaggero durante il mese di Agosto e Settembre 2012.

Regolamento di partecipazione

Società Promotrice è Il Messaggero S.p.A., con sede legale in Via del Tritone, 152 – 00187 Roma. CF e P.IVA: 05629251009

Destinatari dell’Iniziativa sono tutte le donne che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla data del 2 luglio 2012, residenti nel territorio italiano.

La partecipazione all’Iniziativa DONNE CHE FANNO TESTO, è interamente gratuita, e prevede l’invio di racconti inediti e in lingua italiana, in formato elettronico, con un massimo di 10.000 battute, inclusa la punteggiatura e gli spazi bianchi.
Le partecipanti dovranno collegarsi al sito www.donnechefannotesto.it e, dopo essersi registrate, potranno effettuare il caricamento del proprio racconto secondo le modalità indicate nel sito medesimo.
Una giuria qualificata selezionerà i migliori racconti che saranno integralmente pubblicati all’interno delle pagine de Il Messaggero secondo quanto previsto nel successivo punto 6.
Ogni concorrente potrà partecipare con un solo racconto.

Tutti i racconti inviati, di fantasia o autobiografici, dovranno attenersi al seguente tema:
“Un giorno ti svegli e non sei più la stessa, ma la proiezione di ciò che avresti voluto essere”

Con l’invio del proprio racconto le partecipanti:
– autorizzano senza corrispettivo il Soggetto Promotore a pubblicare il racconto nelle pagine de
Il Messaggero, sul sito dell’iniziativa e/o sul sito www.ilmessaggero.it e a renderlo fruibile al pubblico anche dopo il termine finale della presente Iniziativa;
– rinunciano a qualsivoglia richiesta economica collegata alla eventuale pubblicazione;
– dichiarano di esserne autrici, di averne i diritti di utilizzazione, di essere responsabili del contenuto e di assumersi ogni responsabilità in caso di azioni civili e penali, impegnandosi a tenere indenne il Soggetto Promotore;
– accettano l’inappellabile giudizio della Giuria.

– Registrazione: dal 30 Aprile al 22 Luglio 2012;
– Invio racconti: dal 30 Aprile al 22 Luglio 2012;
– Selezione racconti da parte della Giuria qualificata: dal 23 Luglio al 10 Agosto 2012;
– Pubblicazione racconti: nei mesi di Agosto e Settembre 2012.

Motivi di espulsione

– Plagio;
– Linguaggio diffamatorio e osceno;
– Mancato rispetto del Regolamento.

L’unico riconoscimento che verrà attribuito alle Autrici delle opere selezionate dalla Giuria sarà la pubblicazione come prevista nel precedente punto del presente Regolamento, con la menzione quali vincitrici dell’Iniziativa.

I dati personali raccolti saranno trattati con strumenti elettronici e informatici in ottemperanza alla normativa vigente (D.lgs. 196/03 – codice in materia di protezione dei dati personali) direttamente da Il Messaggero S.p.A. (Titolare del trattamento) per le operazioni connesse alla partecipazione all’Iniziativa e – con il prestato consenso – anche per finalità promozionali. Il mancato conferimento dei dati richiesti nei campi obbligatori, impedisce la partecipazione al concorso.

Ai sensi dell’art. 7 D. lgs 196/03, in qualsiasi momento si possono esercitare i relativi diritti fra cui consultare, modificare, cancellare i propri dati o opporsi al loro utilizzo per motivi legittimi e per fini promozionali scrivendo a Il Messaggero S.p.A. – Via del Tritone, 152 – 00187 Roma.

La partecipazione all’Iniziativa implica l’adesione a tutte le clausole del presente regolamento, pena l’esclusione della concorrente.