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NINFOLE, Isabella – Obscura

1TITOLO Obscura
AUTORE Isabella Ninfole
EDITORE Lettere animate editore
GENERE Giallo,Thriller,Horror
PAGG 53
PREZZO 0,99
DISPONIBILE SOLO IN EBOOK
[xrr rating=2.5/5]

Sogni, realtà, violenze.
Torture, amore, morte.
E ancora sangue, vene e decomposizione.
Questo e altro ancora nei tredici racconti presenti in questa “Oscura” raccolta di Isabella Ninfole. Brevi istantanee su un mondo marcio, reale e al tempo stesso onirico.
Fatto di mostri dannatamente reali, ma anche di orrori interiori pronti ad uscir fuori e contaminare le altrui realtà. Venite a guardare, ma attenzione a “vedere” la realtà di quel che vi viene mostrato…

Racconti brevi, a volte brevissimi, che spaziano dal thriller allo splatter. Pur essendo una raccolta di genere, non si riesce a rintracciare un vero e proprio fil rouge; ultimamente siamo abituati a leggere storie che affrontano ciò che viene comunemente definito l’orrore del quotidiano, dove l’elemento sovrannaturale è marginale se non del tutto assente. Qui invece ci troviamo di fronte a una raccolta in cui l’autrice sfrutta molti degli archetipi della narrativa horror – partendo dagli zombie per arrivare ai cimiteri, passando attraverso ascensori e pianerottoli bui – senza preoccuparsi che ci sia una morale o uno spunto di riflessione. E lo fa con uno stile che, almeno in alcuni racconti, riesce a sostenere una discreta tensione narrativa e a creare il giusto pathos.

Tuttavia a tratti si ha l’impressione di leggere un’opera non ancora del tutto matura; il lessico è piuttosto limitato, lo stile manca di mordente e di una vera e propria impronta autoriale che lo renda riconoscibile. Gli espedienti utilizzati e gli elementi di contorno sono quasi sempre gli stessi e ricorrono in ognuno dei testi. Di fondo c’è una sensazione di prevedibilità che non invoglia alla lettura, poiché soltanto un paio dei tredici racconti presentati si poggiano su uno dei cardini della narrativa breve, ossia il ribaltamento. Nella maggior parte dei casi ci troviamo a leggere storie dove abbonda il sangue ma scarseggiano la paura e la tensione, che non riescono a essere percepite e rendono il lettore uno spettatore passivo. Manca dunque il fattore sorpresa, l’emozione, sostituiti ma non sempre compensati dal troppo splatter a cui l’autrice si lascia spesso andare.

Ciò su cui a mio parere bisognava lavorare molto di più è la caratterizzazione dei personaggi, allo stato attuale assolutamente insufficiente. I protagonisti dei vari racconti sono funzionali solo alla storia che si racconta, mai dotati né di tridimensionalità né di spessore. Risultano quindi soltanto delle figure che si agitano sullo sfondo, mai mosse da una vera e propria esigenza motivazionale ma solo dai fini narrativi e questo, pur essendo inserito all’interno di un’antologia horror, è un problema da non sottovalutare per i motivi che abbiamo già ampiamente sviscerato in altre recensioni.

È indubbio che la brevità di alcuni testi non favorisca l’immedesimazione e non renda facile la creazione della necessaria ansia letteraria, ma nel complesso ritengo che “Obscura” presenti – mi si perdoni il gioco di parole – molte zone oscure su cui lavorare per migliorare il prodotto finale.

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MONTI, Valerio – Io esisto?

Titolo: Io esisto?
Autore: Valerio Monti
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: romanzo
Numero di pagine: 102
Prezzo: 1.99€
[xrr rating=2.5/5]

Rinchiuso nel suo piccolo appartamento e nelle proprie fobie, un uomo vive solo. Il tempo, i libri, i sogni, i dubbi, le paure si mescolano nella mente dell’uomo, in una progressiva scomparsa di se stesso. Il tempo passa scandito dai suoi tanti orologi e dal suo battere a macchina: attraverso lettere e riflessioni ripercorre le tappe che lo hanno portato a quella lenta discesa verso il nulla. Il confronto con gli altri, la paura del prossimo, la conseguente alienazione dalla società vengono buttati contro il lettore con ferocia, mentre le funzioni dell’arte intesa come creatività dell’inconscio vengono svelate piano piano, unica ancora di salvezza dell’uomo nei confronti di una società che non può accettare. In fondo al baratro il protagonista giungerà all’unica conclusione possibile, non senza un barlume di speranza.

“Io esisto?” è l’interrogativo che accompagna l’esistenza del protagonista, che fin dai suoi primi anni farà i conti – a sue spese – con il niente e il vuoto che circonda la sua (non) vita. Il rifiuto della realtà è una costante, quella realtà che ha inghiottito i suoi genitori condannandolo per sempre alla condizione di reclusione e inettitudine.

Dopo aver perso il padre in tenera età a causa di un brutto male, il protagonista inizierà il suo lento ma inesorabile processo di chiusura nei confronti di quel mondo troppo crudele, spietato, fagocitante, immenso. E ancora una volta questo infinito che si cela fuori le mura del suo mondo – la sua abitazione – lo befferà per una seconda volta, strappandolo ai rimbrotti e alle lamentele petulanti di una madre ormai stanca e rassegnata. Eppure da questa madre egli non riuscirà mai a liberarsi: il suo ricordo vive e si impone nel ticchettio dei numerosi orologi che ella ha sparso in ogni stanza e si insinua nella testa di quell’uomo ogni volta che è colpevole di apatia, di trascuratezza nei confronti della sua persona e del luogo dove vegeta. Del padre, invece, non possiede ricordi, se non qualche vivida immagine nella memoria che lo ritrae malato, immobile in un letto di ospedale durante i suoi ultimi giorni di vita. A raccontargli qualcosa del genitore saranno solo le note del compositore Stravinskij – che cercano di sopraffare la cadenza continua e inarrestabile delle lancette degli orologi – e quegli scatoloni pieni di libri che diventeranno quasi un’ossessione per il protagonista. Egli, infatti, si interrogherà spesso sulle motivazioni che lo spingono a divorare giorno dopo giorno quei testi che una volta appartenevano al padre e che ora diventano la sua unica compagnia.

Il protagonista riesce a non avere rapporti neanche con il ragazzo che da sempre gli procura il cibo in cambio di una paghetta, quello “stupido adolescente dalla faccia colma di brufoli ed inettitudine” ingaggiato dalla madre per adempiere a questa mansione.

Tutto a un tratto, però, ecco la svolta: una telefonata, una voce, un avviso di una visita nel suo mondo. Un caro amico – solo e sconfitto proprio come lui – decide di andare a trovarlo nella sua dimora ed egli si accorge improvvisamente del lerciume in cui vive, si accorge del sole che ormai non illumina da tempo le stanze e, durante le sommarie pulizie che decide di operare, riscopre lei, una macchina da scrivere regalatagli dalla madre. Tolta la polvere e lucidato l’oggetto, esso verrà messo in bella vista tanto da essere notato dall’amico che gli suggerirà di non tenerlo solo come soprammobile, ma di utilizzarlo per il suo scopo: scrivere. E nella scrittura quest’uomo troverà il fine ultimo delle sue giornate, l’ennesimo contatto con la madre, l’unico modo che ha per attestare la sua esistenza.

I personaggi sono descritti nei loro particolari fisici e caratteriali, ma non sono mai identificati con un nome proprio. Compaiono, pertanto, la madre, il padre, il “ragazzo delle faccende”, l’amico di sempre e quel cugino, unico parente dal quale ogni lustro riceve gli auguri di compleanno. Neanche il protagonista ha un nome: egli è un “lui”, un “io”, un “inetto”.

La vita piatta e, al tempo stesso, tormentata del protagonista è raccontata attraverso una scrittura piena di frasi e parole ridondanti che, tra refusi e qualche errore, risulta pesante, a volte innaturale e forzata nella ricercatezza dei termini. Tuttavia lo stile lascia ben sperare in un miglioramento; non si possono di certo ignorare le descrizioni precise e ben fatte dei personaggi e degli oggetti che fanno parte della (non) esistenza del protagonista. Infine pregevoli risultano i numerosi climax presenti durante tutta la storia: le evoluzioni dei personaggi, gli snodi della vicenda personale raccontata aumentano di intensità e di tragicità via via che il protagonista si mette a nudo di fronte alla sua macchina da scrivere.

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CAZZATO, Cataldo / LECCE, Salvatore – Il risveglio del Re

Titolo: Il risveglio del Re
Autore: Salvatore Lecce, Cataldo Cazzato
Editore: Lettere Animate
Genere: Giallo
Pagine: 312
Prezzo: euro 14,00
[xrr rating=4/5]

ROMANZO FINALISTA AL PREMIO LETTERARIO MONDOSCRITTURA SEZIONE EDITI

Roma, anno 410. I Visigoti, guidati dal re Alarico, entrano nella città al termine di un lungo assedio. Dopo tre giorni di razzie, si dirigono verso l’Africa, ma una tempesta distrugge le loro imbarcazioni nello stretto di Messina. Mentre ripiegano verso nord, Alarico viene colto da morte improvvisa nei pressi di Cosenza. Ataulfo, nuovo re dei Visigoti, ordina a una schiera di prigionieri di scavare sotto il greto del fiume Busento, in modo che il corpo di Alarico e una parte consistente del tesoro rimangano celati per sempre. Gli schiavi che partecipano all’opera di deviazione delle acque vengono uccisi affinché non rivelino il segreto. Roma, anno 2014. Durante una festa, il professor Riccardo Crespi, studioso di lingue antiche, incontra un facoltoso armatore. Da sempre amante della cultura, il magnate lo invita nella sua villa per mostrargli la collezione privata di libri antichi. L’immediata amicizia che si instaura tra i due porta Crespi a frequentare assiduamente la biblioteca dell’uomo. Un giorno, il professore s’imbatte in un manoscritto che fornisce un indizio su uno dei misteri più affascinanti dell’Alto Medioevo: il luogo di sepoltura del re dei Visigoti. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Al centro di un’intricata trama, tra un omicidio inquietante e altri fatti oscuri, capisce di non essere il solo interessato al sepolcro. Dove si celano le spoglie di Alarico? C’è veramente un tesoro da cercare? Solo il professore può chiarire questi interrogativi, ma dovrà guardarsi dalle mire di istituzioni e avventurieri senza scrupoli, districandosi tra le enigmatiche righe di altri documenti emersi dal passato che metteranno a dura prova il suo intuito. Storia, archeologia e mistero si fondono in un intarsio narrativo disseminato di segreti, trasformando il viaggio a ritroso dei protagonisti in una sfida continua tra leggenda e realtà. Dalla villa di un ricco armatore di Roma alle mura silenziose di un appartamento di Milano, dai monumenti antichi di Ravenna ai territori sconfinati della Calabria, la soluzione apparirà sempre più lontana, fino a quando non avverrà “Il risveglio del Re”, da troppo tempo ormai sepolto nell’oblio.

TRAMA
I Visigoti hanno lasciato in Italia un tesoro sepolto, mai rinvenuto e pertanto destinato a rimanere per sempre nel mondo del mito. E se non fosse così? Il professor Crespi vive il sogno dell’intera esistenza: l’incontro con l’armatore Calligaris, proprietario di una immensa biblioteca segreta, colma di libri rari e preziosi. Sogno che si trasforma presto in incubo: l’enigma del tesoro di Alarico si infrange nella morte di Calligaris prima e nella fallimentare impresa a Ravenna poi, sulle tracce del diario di Galla Placidia. Ma quello di Crespi non è stato un abbaglio, e dopo aver lasciato indietro l’amico Teo e trovato l’amore, arriva il Pool Alaricus a confermargli che le sue intuizioni erano giuste. Peccato che il tesoro continui a scorrere via come sabbia in una clessidra, fino all’estremità dello “stivale”. Leggenda, cronaca e mito si intrecciano con la malavita, prestigiose università e corpi speciali in un thriller dai risvolti storici di tutto rispetto.

PERSONAGGI
Il professor Crespi è il protagonista del romanzo: la sua vena di docente e topo da biblioteca si trasforma durante la narrazione, assumendo contorni sempre più “operativi” e dinamici. Determinato e tenace, preso dalla frenesia della scoperta non esita a rompere la promessa fatta a Calligaris e a infrangere la legge. Questo lo rende positivo ma soprattutto tridimensionale, lontano dal buono assoluto. Abbiamo di fronte un personaggio a tutto tondo dove le fragilità umane imprimono forza al carattere e divengono motore della vicenda.
Al contrario, i personaggi a lui vicini sono meno approfonditi seppure mai stereotipati. Se di alcuni, come per Calligaris o l’amico Teo, si comprendono le motivazioni dell’agire, per altri come Claudia e Tommaso il discorso è più complesso: la disponibilità che mostrano verso due perfetti sconosciuti rappresenta la parte meno verosimile di tutto il testo. Di contro, la parte delle ricerche condotte dal Pool Alaricus è popolata da molti personaggi vividi e ben tratteggiati con poche efficaci pennellate. La figura di Claudia serve per dare un tocco di femminilità alla narrazione, mettendo una donna vicino al protagonista, tuttavia nonostante il coinvolgimento in momenti cruciali della vicenda, non supera mai la soglia della comparsa. Il personaggio di Murri, invece, diventa sempre più preponderante e apprezzato nello snodarsi degli avvenimenti, fino all’epilogo di estrema vicinanza con Crespi.

STILE E FORMA
Lo stile degli autori è morbido, allungato: abbiamo di fronte una prosa che si prende tutto il tempo per spiegare cosa accade, chi lo fa e quando lo fa, con dovizia di particolari. Senza essere mai tedioso, e utilizzando molti dialoghi, il ritmo della narrazione non procede quasi mai serrato. Le vicende hanno ampio respiro e il lettore sente di camminare fianco a fianco del protagonista in ogni occasione, sia nel Mausoleo di Galla Placidia sia nel lungo cunicolo scavato dai Visigoti nelle viscere della terra, pronto a trovarsi di fronte al Re.
La forma del testo è curata, sia nell’impaginazione sia nella correzione della bozza. Di pregio e molto d’impatto la veste grafica e la copertina.

GIUDIZIO
Quando ho iniziato a leggere Il risveglio del Re, non ho potuto fare a meno di associarlo al Codice da Vinci. Tuttavia, l’impressione non è andata oltre le prime cinquanta pagine. Pur essendo la trama imperniata su una ricerca di “verità” nascoste sulla base di “realtà” storiche di cui si è persa la traccia, Il risveglio del Re è un testo italiano al cento per cento. E non parlo dell’ambientazione o della lingua in cui è scritto. Parlo dei ritmi lenti, dei compromessi tra legalità e interessi personali, dell’esistenza di angoli penisola ancora inesplorati non solo per preservarne la bellezza ma anche a causa dell’avidità. Scendendo nelle grotte scavate dai Visigoti compiamo un viaggio nella nostra storia e nella nostra cultura, fino a giungere all’essenza stessa della nostra identità nazionale.

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[GIVEAWAY] Vincitore di ECLISSI, F. Mastinu

Carissimi,
grazie per aver partecipato al nostro giveaway nr 14, che vedeva in palio una copia di ECLISSI, opera prima del bravissimo Francesco Mastinu.
Come di consueto, abbiamo numerato i partecipanti in ordine cronologico:

1 – angela
2 – killerqueen
3 – martina
4 – pamaru
5 – urwen
6 – nemida
7 – cuoreterso
8 – federica1
9 – sil
10 – sabry
11 – federica2
12 – Kiss
13 – paola orvietani

Tramite il sito random.org abbiamo fatto l’estrazione casuale del numero vincente, e il nome del fortunato vincitore di eclissi è…

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NEMIDA!

 

Complimenti al vincitore, che riceverà una copia di Eclissi. E rimanete sintonizzati, perché oggi pomeriggio partirà il nostro giveaway nr 15 e anche stavolta avrete l’opportunità di leggere uno dei nostri libri preferiti 😉

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[QUATTRO CHIACCHIERE CON…] Roberto Incagnoli, LETTERE ANIMATE

Oggi Mondoscrittura intervista ROBERTO INCAGNOLI, direttore editoriale di Lettere Animate.

Salve Roberto, benvenuto in Mondoscrittura. Le nostre interviste sono pensate per aiutare autori e pubblico a conoscere meglio la tua casa editrice, Lettere animate, ma anche il mondo della piccola e media editoria in Italia. Da buone Streghe ti accogliamo nel nostro antro, dove ti aspettano tè, biscottini e qualche domanda scomoda. Pronto? Cominciamo.

Lettere Animate è molto giovane: puoi dirci in che modo e in quanto tempo avete trasformato un network letterario in una casa editrice?
Ciao a tutti e grazie per l’ospitalità. La passione sicuramente ha fatto da motore all’idea di provare a creare qualcosa che fosse da subito base per un’azienda sana. Perché non bisogna mai dimenticare che un editore è come prima cosa un’azienda e non un passatempo. Il passo è stato incoscientemente veloce, ma del resto l’incoscienza è fondamentale per aprire un’attività con i tempi che corrono.

Nella costruzione del sito, e anche nella scelta della presentazione, appare evidente una forte propensione verso l’innovazione, il digitale, il linguaggio visivo oltre che scritto. Questa scelta rispecchia le vostre identità personali oppure ritenete sia questo il futuro dell’editoria?
Fare editoria oggi significa competere con colossi impossibili da fronteggiare sul cartaceo e sulla visibilità fisica nelle poche librerie che lavorano bene. Abbiamo deciso quindi di investire maggiori risorse su: web, digitale, immagine e innovazione per cercare di offrire prodotti in prima persona, poggiandoci sì su una distribuzione ma con il pieno controllo di tutte le nostre attività. Oggi è impensabile, in qualsiasi settore, non avere una base multimediale / informatica e d’immagine al top, perché i tempi sono cambiati e per cui bisogna colpire il lettore con qualcosa di fresco.

Lettere Animate ha stretto un sodalizio con uno dei più conosciuti forum italiani per aspiranti scrittori. Qual è il motivo di questa scelta? Credete che i forum siano un giusto bacino per attingere a nuovi talenti oppure a possibili acquirenti?
Più che sodalizio abbiamo ricevuto degli apprezzamenti dagli utenti del Writer’s Dream e questo ci ha fatto molto piacere, non è stata una scelta. Attualmente siamo partner di un loro concorso “Dandelion” e siamo sempre aperti a nuove collaborazioni. Sinceramente non saprei dire se questo porta nuovi acquirenti, sicuramente nuovi manoscritti. Mentre con Aphorism.it abbiamo creato un vero e proprio sodalizio e a febbraio partirà la loro collana “i destrieri” nella quale saranno pubblicati i talenti selezionati dai loro esperti. Una collaborazione alla ricerca del talento, così l’abbiamo chiamata io e il direttore di Aphorism.it Luigi De Luca.

Puoi dirci, in linea di massima, quanti manoscritti ricevete in valutazione nell’arco di un mese? Quanti di questi sono ritenuti “passabili”?
Tanti e forse troppi. Circa 80/90 al mese. Passabili? Dipende. Credo che ci siano molti spunti buoni e meritevoli di una storia e, di conseguenza, di una pubblicazione ma non tutti in cartaceo. Credo che per un esordiente oggi sia meglio, se sa a priori di non poter far molto per il libro, pubblicare in digitale. E quando dico fare molto significa presentazioni e massima disponibilità nel creare eventi, con il chiaro supporto della casa editrice.

Veniamo a un punto che sta molto a cuore agli autori emergenti: quali sono, in linea di massima, i criteri di selezione di un manoscritto?
Io ripeto sempre la stessa frase quando mi fanno questa domanda : la naturalezza come prima cosa. Quando un libro o uno scritto è “forzato” si capisce, quando è “finto” quando è stato scritto a tavolino. La scrittura deve essere spontanea perché questa porta fluidità del testo e conferisce quel tocco di verità al narrato. È fondamentale avere la “non” consapevolezza che si stia scrivendo un libro, ma solo la voglia di raccontare una storia.

Avete la sensazione che gli aspiranti autori consultino il catalogo della casa editrice prima di sottoporvi un testo oppure che esita una sorta di “invio selvaggio” a tappeto?ECLISSI-188x204
50 e 50. Alcuni visitano il sito, vedono le pubblicazioni, le acquistano (anche in ebook) poi vanno nella sezione “invio manoscritti” leggono cosa devono fare e inviano. Altri non vanno neanche sul sito, trovano l’email e inviano. Credo che questo sia sbagliato, alcuni fanno anche domande del tipo “Accettate thriller?” quando sul sito c’è la sezione dei thriller. Questa è mancanza di serietà e poca voglia di capire con chi si ha a che fare. Ripeto una casa editrice non è un passatempo, ma un’azienda e come azienda deve essere trattata e rispettata, soprattutto nei giudizi. Bisogna fare attenzione a giudicare cosa è un tentativo di fare business serio e cosa è un modo per passare il tempo. Per mia esperienza personale reputo che se un’azienda non ha una struttura chiara, qualitativa e di impatto non è un’azienda seria.

I testi della Lettere Animate sono molto curati nella forma e nell’impaginazione, con una buona qualità di carta e copertina. Il tutto a prezzi contenuti. Cosa rispondete a quegli editori che giustificano con i costi di stampa dei prezzi di copertina da capogiro?
Noi cerchiamo di fare il possibile per offrire un prodotto di qualità, nonostante sia stampato in stampa digitale e non tipografica tradizione, questo significa “non avere il profumo della carta” e avere di base un prodotto non paragonabile a quelli delle grosse case editrici e tutto a un prezzo più alto. Onestamente i prezzi dei nostri libri li ritengo anche altini vorrei averli più bassi ma questo non è possibile. I costi di tipografia non sono costi eccessivi neanche in stampa digitale, parliamo di circa 60/70 centesimi in più rispetto alla stampa tradizione tipografica. Il problema è la quantità di vendite, che si associano alle spese di spedizione ai costi di una distribuzione, che per le piccole case editrici è inesistente, e molte altre cose. Per vendere bisogna avere un sistema e per avere questo sistema bisogna fare in modo che l’utente abbia dei vantaggi. Poi è chiaro che se una casa editrice non conosce la sillabazione quello è un grave problema.

Sul sito specificate di essere NOEAP, ma richiedete come forma di ‘cortesia’ l’acquisto di un testo al momento di richiesta di valutazione per un inedito. In che percentuale gli autori compiono quest’atto di cortesia?
La verità è che noi vorremmo che un autore capisca cosa potrà avere se pubblicasse con noi e, soprattutto, che avesse la voglia di leggere. Pochi lo fanno, molto pochi. Credo anche che pochi “scrittori” leggano o se leggono non capiscono.

Quanto incidono i costi di distribuzione sulla possibilità di arrivare capillarmente nelle librerie? Prediligete la vendita sul vostro sito, oppure sugli store on line?
SEINOTE-188x204Chiaramente le vendite sul nostro sito, perché, come prima cosa gestiamo la spedizione e sappiamo come, dove e quando e poi i guadagni sono maggiori. La distribuzione, come detto prima, non è una questione di costi ma di superficialità. Molti attaccano le case editrici perché non hanno una distribuzione in libreria nonostante abbiano un distributore, ma nessuno se la prende mai con i distributori che, escluso due o tre, sono pessimi, non fanno il proprio lavoro e non sanno cosa significa essere un distributore e pretendono il 50/55% del prezzo di copertina.

Le illustrazioni delle vostre copertine sono accattivanti e sempre molto aderenti al testo: le immagini vengono concordate con l’autore?
No, o meglio non sempre. Viene fatta una proposta all’autore che suggerisce, se vuole, le sue idee. Molte delle immagini che si vedono sono acquistate e modificate, sono un investimento che molte case editrici non fanno facendo finta di niente.

In che modo la Lettere Animate si occupa della promozione dei testi? Vi occupate di organizzare le presentazioni oppure lasciate questo aspetto all’iniziativa dell’autore?
Organizzare una presentazione a distanza è una stupidaggine, si buttano solo soldi. Noi chiediamo sempre all’autore se conosce un posto dove poter organizzare una o più presentazioni, perché poi alla fine l’affluenza dipende dalla libreria che organizza e dall’autore. È impensabile che noi dalla puglia organizziamo una presentazione a Milano. Con quali criteri e quale polso potremmo controllare l’evento? Quindi cerchiamo di collaborare con l’autore dandogli tutto il supporto possibile compreso, nell’eventualità non volesse comprare i libri, il conto deposito. Ci appoggiamo ad alcune agenzie su Roma e su Milano per coprire molte zone per creare eventi, ma l’autore deve sapere che il rapporto con l’editore deve essere simbiotico e ognuno deve fare la propria parte.

Avete constatato l’esistenza di un ostruzionismo da parte delle librerie verso le piccole case editrici?
Oggi il 90% delle librerie dovrebbe chiudere e non perché fanno ostruzionismo ma perché non fanno il lavoro di libreria. Ci sono librerie che lavorano bene e librerie che non lavorano. Io però le capisco e le giustifico. Anche la libreria è un’azienda ed è normale che se devo sopravvivere devo vendere e se devo vendere Luciana Litizzetto vende di più di un qualsiasi autore di Lettere Animate quindi perché dovrei rischiare? Non è colpa delle librerie ma dei distributori e dei lettori. Le librerie offrono alla gente quello che la gente vuole. Ecco perché dico che le librerie non fanno più il lavoro di libreria. Devono vendere a prescindere dalla qualità.

Qual è la vostra opinione rispetto le recensioni? Credete che queste incidano sulle vendite? Vi occupate di richiederle come ufficio stampa a siti o riviste?
Sì, ma non più di tanto. Dobbiamo essere sinceri oggi non vende il libro ma lo scrittore. A noi piace ricevere recensioni perché il nostro lavoro viene giudicato e capiamo dove e come migliorare, ma non crediamo che se un blog x recensisce il nostro lavoro allora le vendite aumenteranno esponenzialmente, sicuramente qualche copia verrà venduta, ma non ci aspettiamo mai molto, siamo più interessati al giudizio.

Mondoscrittura è un’agenzia di servizi editoriali, realtà molto diffusa: che ne pensi? Prendete in considerazione testi proposti dalle agenzie? Come editore, gradite un testo che sia stato precedentemente editato oppure preferite lavorare sul prodotto grezzo?
Credo che ognuno deve fare quello che vuole fare. La concorrenza è normale che ci sia. Sì li prendiamo in considerazione ma non tanto per l’editing ma perché ci aspettiamo che l’agenzia ci aiuti a vendere, che, oltre a noi e all’autore, potremo ricevere una mano da un altro gruppo di persone, poi se i testi son già corretti ben venga, ma non paghiamo per farceli correggere.

È iniziato un nuovo anno: cosa ha in serbo Lettere Animate per questo 2013?
Abbiamo appena lanciato i SerialBook una nuova collana di ebook che sta per iniziare a procreare i primi prodotti. Saranno degli ebook in stile fiction a tema vario, suddivisi per episodi con varie cadenze.
Qui per saperne di più: http://lettereanimate.tumblr.com/post/40260244339/nasce-una-nuova-collana-serialbook
E poi tante, tantissime offerte come per esempio lo shock week-end : 25/26/27 gennaio tutto il catalogo sul nostro sito web sarà scontato del 50%.
Insomma nel 2013 cercheremo di vendere e di virare decisamente al digitale.

Grazie per la tua disponibilità.
Grazie a voi e un saluto a tutti.

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[GIVEAWAY#07] La Passione di Ornella, N. Vanigli

Da oggi fino a domenica 9 Dicembre saremo in compagnia di Nina Vanigli e del suo “La Passione di Ornella”, in palio per il nostro giveaway nr. 7, che come d’abitudine sarà spedito direttamente al vincitore.

Come sempre vi chiediamo di citare in un commento la frase del libro, o della quarta, che vi ha colpito di più. Avete tempo da oggi, 26 Novembre fino al 9 Dicembre.

Ecco a voi la quarta di copertina da cui prendere ispirazione:

Ornella, dominata da un sentimento univoco e ossessivo, è disposta a tutto pur di tenere legato a sé Alessandro, uomo violento e insensibile nei confronti del quale nutre una totalizzante passione. Dopo avere tentato inutilmente di sottrarsi a un destino di sofferenza, in cui il sesso è vissuto esclusivamente come strumento di dominio e privo di ogni risvolto affettivo, percorrerà consapevolmente un cammino che non prevede redenzione. Il primo libro erotico di Lettere Animate, nessuna volgarità, ma un erotismo drammatico, surreale e crudo. Una storia viva e vivida, passione, tristezza ed eccitazione si mescolano formando un cocktail sugoso e succulento. Il lettore sarà trascinato con vigore nella vita di Ornella, una donna come tante, vittima e carnefice si se stessa. La passione racchiude l’esistenza intera dell’essere ma, a volte, può tramutarsi in un padrone vigliacco e arcigno, diventando una malattia…

In QUESTA PAGINA troverete la nostra recensione.

Partecipate numerosi, e buona fortuna a tutti!

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MASTINU, Francesco – Eclissi

Titolo: ECLISSI
Autore: FRANCESCO MASTINU
Editore: LETTERE ANIMATE
Genere: NARRATIVA LGBT
Pagine: 192
Prezzo: € 13,00
ISBN: 978-88-97801-42-9

 

L’Eclissi è il buio, il mare silenzioso del dolore. Riccardo sa che si tratta del suo stato di sopravvivenza, per ovviare a quei ricordi che non osa riportare alla luce, ma a cui non può sfuggire. Italia, giorni nostri: Riccardo e Alessandro, un incontro che si trasforma in un colpo di fulmine. In un resoconto che dura dieci anni, Riccardo ripercorre la loro vita insieme, dall’innamoramento alla convivenza e ai compromessi dell’età adulta. Fra contrasti, l’assenza e il desiderio di riscatto, la loro storia verrà messa a dura prova. Un percorso doloroso e toccante, nel quale Riccardo dovrà fare i conti con le illusioni e le scelte compiute, in un passato dove l’amore, a volte, rimane l’unica via possibile, ma che da sola non può bastare. Un ritratto accorato, che ci insegna cosa significhi per due persone, ancora oggi, amarsi senza avere tutela del loro legame.

Eclissi è la cronaca di una storia d’amore che, nella sua unicità, percorre tappe comuni a quasi tutte le relazioni, dalla conoscenza fino al distacco, passando attraverso l’euforia dell’innamoramento, l’affievolirsi della passione, i tradimenti, il senso di colpa, la riappacificazione con l’altro ma soprattutto con se stessi. Riccardo e Alessandro s’incontrano, s’innamorano, vanno a vivere insieme, si sposano, si tradiscono, si lasciano, eppure non smettono di amarsi. Il fatto che ci si trovi di fronte a un legame omosessuale è legittimato “soltanto” – e lo dico con un’accezione totalmente positiva – dalle difficoltà che i due protagonisti incontrano nel far accettare al mondo il loro amore, nella complessità del rapporto con le rispettive famiglie, nell’impossibilità di sentirsi normali di fronte alla burocrazia. Perché, per il resto, la profondità del sentimento raccontato, l’espressione dei dubbi e delle paure che un impegno per la vita comporta sono comuni a qualunque relazione.

Mastinu sceglie di adottare diverse focalizzazioni: il prologo e l’epilogo raccontati da un narratore onnisciente,  il fulcro della storia ci viene restituito dagli occhi di Riccardo, l’indagine interiore da un narratore in seconda che si rivolge direttamente al protagonista, quasi a volerlo mettere con le spalle al muro, quasi a volergli intimare di smetterla di nascondersi dietro una sofferenza passiva. Una scelta azzeccata, che regala brio e vivacità a una narrazione che in alcuni tratti indugia troppo sull’introspezione; unica pecca di un’esposizione comunque uniforme, è difatti una leggera lentezza iniziale a discapito di un inizio in medias res che proietta direttamente nel mezzo delle vicende.
Eclissi è comunque un romanzo d’esordio sorprendente, la cui peculiarità è proprio quella di non essere banale a discapito di un intreccio per molti versi inflazionato e abusato, di non essere pesante nonostante un’indagine interiore spesso insistita. Qualità, queste, che vengono cristallizzate nella scrittura di Mastinu, intima, delicata e capace di toccare le corde più nascoste dell’animo umano.

Ma Carla non cede, ci prova, aspetta le tue parole, ascolta il tuo silenzio. Striscia piano toccandoli, quei ricordi che ti fanno male, che ti ustionano ogni volta che ti viene in mente qualcosa di voi. Vorresti solo che quell’ora passasse in fretta, che metta la firma sulla ricetta. Sei convinto che tanto non capirebbe. Come fare a spiegarle il dolore quando torni a casa e nessuno ti chiede come sia andata la giornata?

Mastinu è un autore coraggioso, e non solo per i rischi stilistici che si prende, come per esempio la commistione di diverse focalizzazioni e l’alternarsi di più punti di vista. È un autore coraggioso perché spesso scrivere di sentimenti, in maniera tanto introspettiva, significa tirare fuori dei polpettoni difficilmente digeribili anche per stomaci di ferro e cuori di elefanti. Ma la delicatezza di Francesco Mastinu, la sua capacità di dare spessore ai propri personaggi e alle emozioni che vivono, l’atmosfera intima che restituisce ai lettori e soprattutto la sua abilità nel permettere l’immedesimazione, nel creare empatia, travalicano qualsiasi convenzione e qualsiasi convinzione.

Se è vero che il successo di un libro risiede nel potere di rappresentare qualcosa di ampiamente diffuso e condivisibile dal pubblico, Eclissi ha tutte le carte in regola per diventare un romanzo di successo. Francesco Mastinu ha la capacità di mettere su carta emozioni e sentimenti che appartengono a tutti, di far rivivere sensazioni che sonnecchiano in un angolo, pronte a venir fuori con forza dirompente. Emozioni che si gonfiano fino a rompere gli argini, che fluiscono libere tra le pagine regalandoci uno spaccato di vita quotidiana che punge il cuore come uno spillone, e che ci apre gli occhi su una diversità che esiste solo nei nostri pregiudizi.

VALUTAZIONE:

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GRADOGNA, Alessio – Stanze di carne

Autore: Alessio Gradogna
Editore: Lettere Animate
Genere : Thriller / Erotico
Prezzo: € 11,00
E-book: € 1,49

TRAMA
Francia, dintorni di Lione. Una grande casa in mezzo al bosco, nascosta agli occhi del mondo, appartenente a un misterioso uomo che nessuno ha mai visto. Un luogo quasi magico, dove gli ospiti, in fuga dalle difficoltà della vita, possono godere di una libertà senza limiti. Un’oasi di pace, in cui il piacere della carne sopravanza ogni barriera imposta dalla società, e il sesso è vissuto nel pieno e assoluto godimento reciproco. Vincent, su consiglio dell’amico Leo, abbandona un matrimonio senza più alcun sentimento e raggiunge la casa, lasciandosi cullare dalle gioie di questo meccanismo straordinario e perfetto. Poco alla volta, però, il protagonista si rende conto di come la libertà debba per forza avere un alto prezzo da pagare; il prezzo dell’orrore, e di una scelta da cui non si potrà più tornare indietro.

RECENSIONE:
Vincent pensa di evadere per qualche giorno da un matrimonio in fase di stanca. Prende un treno e raggiunge un luogo misterioso dove potrà ritemprarsi lasciandosi ogni pensiero alle spalle. Vincent non sa esattamente come passerà il tempo, sa solo che un amico gli ha consigliato una cura, questa cura, usando parole ambigue e ammiccanti. Raggiunge la meta con una mascherina sul viso.

L’incipit è rapido. Un dialogo serrato tra Vincent e il suo amico getta il lettore nella storia che sarà raccontata in prima persona. Le successive riflessioni di Vincent sulla sua vita matrimoniale sono alla base di un’analessi contenuta, i flash-back sono resi con accuratezza in poche pennellate efficaci, denotando un’ottima capacità psicologica da parte dell’autore.

Dopo anni di vita sprecata, non valeva la pena di provare a sfruttare ciò che il destino mi stava proponendo, per quanto strano e perfino incredibile fosse?

La vicenda trascorre veloce tra sedute a luci rosse di Vincent; tra dialoghi sempre più serrati con il suo amico Leo in cui cerca di comprendere, subissato dal sospetto che a muovere le leve del meccanismo perfetto ci sia una sfuggente ragione ultima; tra esplorazioni della Casa che aumentano in audacia e profondità.
Il linguaggio è sempre corretto, immediato, privo di sbavature e di ripetizioni. La narrazione ha un ritmo sostenuto senza inflessioni, le descrizioni di ambienti e personaggi sono efficaci, ricche ma mai eccessive. Il climax ha una buona progressione ascendente, l’intensità della vicenda aumenta gradualmente precipitandoci nel mondo estremo in cui Vincent viene catapultato non senza ripensamenti e perplessità.
Un libro erotico scritto bene, senza essere eccessivamente audace, contaminato da una buona dose di suspance.
L’e-book conta circa 200.000 caratteri spazi inclusi.

VOTO FINALE [rating=8]

Alessio Gradogna, nato in Piemonte nel 1978, laureato in Lettere, è scrittore, giornalista e critico cinematografico. Negli anni ha collaborato con diverse riviste specialistiche, è stato membro della giuria in alcuni festival, e ha pubblicato due libri di saggistica: Tokyo Syndrome (con Fabio Tasso, 2006) e I dannati e gli eroi (2008). Attualmente gestisce il blog Cinemystic, ed è redattore di CineClandestino e Sentieri Selvaggi. In ambito narrativo, alcuni suoi racconti sono stati selezionati e inseriti all’interno di varie antologie collettive. Stanze di Carne è il suo secondo romanzo dopo TAM_9.0, uscito nel 2011. Il sito internet ufficiale è www.alessiogradogna.com.