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CORELLA V, SOPRANI F – I fantasmi dei Natali passati

coverTitolo: I fantasmi dei Natali passati
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Genere: Giallo, Erotico
N°pagine: 130
Prezzo: 1.99 Amazon
[xrr rating=4/5]

LE RECENSIONI DEGLI EPISODI PRECEDENTI: La società degli spiritiLa lega dei gentiluomini rossiI figli del pozzo di carne.

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Che la Corella e la Soprani sappiano scrivere ormai è cosa nota. Che la loro forza risieda soprattutto nella straordinaria capacità evocativa, anche. Che l’ultimo episodio di Victorian Solstice sarebbe stata una piacevole lettura era dunque scontato.

L’ultima puntata di Victorian Solstice è una lunga suggestione: pervasa dalla malinconia tipica del periodo natalizio in cui è ambientata, ci introduce sulle strade della solita Londra vittoriana dove il ghiaccio si colora di sangue. Religione, omicidi, perversioni e pornografia si intrecciano come sempre con perizia e maestria, ammorbiditi dalla prosa delle nostre solite note, prosa che coniando un neologismo potrebbe definirsi lo Stile Soprella (o Corani, fate vobis), quello che non spreca mai un aggettivo, che non mette mai un avverbio fuori posto, che soprattutto ti fa vedere le cose che racconta. Ma visto che le lodi delle autrici le ho decantate ampiamente nelle precedenti recensioni, non voglio essere ridondante.

Il titolo di quest’ultimo episodio già da solo svela molto della trama; i due protagonisti si trovano a fronteggiare gli spettri di una vita che hanno cercato in tutti i modi di seppellire, scoprendo che l’affascinante legame che li tiene uniti oggi nella J&J affonda le radici in un passato comune, incarnato da una figura ruvida che striscia nelle loro vite riportando a galla rancori e dolori mai veramente dimenticati. Quegli stessi dolori che li hanno resi ciò che sono oggi, e che gli permetteranno di diventare ciò che saranno domani.

Quello che colpisce di quest’ultimo episodio, o che perlomeno ha colpito me, è l’ampio spazio lasciato all’amore, quel sentimento struggente troppo spesso nascosto perché in una serie come questa, abitata dalle creature dei bassifondi, sembra quasi che a parlare d’amore si faccia peccato. Invece qui l’amore c’è, un amore senza distinzione di sesso, specie, colore. Ho apprezzato molto questa scelta, che ho trovato coraggiosa proprio perché spesso è molto più facile parlare di sesso, sangue e violenza che d’amore. A parlar d’amore si rischia di annoiare, di apparire patetici, ma Federica e Vittoria riescono a farlo senza mai trascendere, regalandoci l’affresco di un amore romantico che nella sua grandezza, nella sua ineluttabilità appare quasi straziante.

Quello che invece mi è piaciuto meno è la componente investigativa. Non che sia gestita male, anzi, è impreziosita da citazioni e ha un suo filo logico che non si scioglie mai, ma l’ho trovata un po’ troppo semplicistica per due penne così raffinate.

Nel complesso “I Fantasmi dei Natali passati” è una lettura coinvolgente, che come gli altri episodi non ti lascia in pace finché non l’hai portata a termine. Il merito delle autrici è soprattutto quello di essere riuscite a non deludere mai le aspettative, regalandoci quattro puntate che non calano mai né a livello stilistico né di contenuti.

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*** SEGNALAZIONE *** Victorian Solstice, ultimo imperdibile episodio!

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Mondoscrittura è lieta di informare che è in uscita il quarto e ultimo episodio della serie Victorian Solstice, scritta da Federica Soprani e Vittoria Corella.

L’uscita di “I FANTASMI DEI NATALI PASSATI” è prevista per il 29 Luglio. Di seguito la quarta di copertina

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Victorian Solstice finora è sempre stata in grado di stupirci e appassionarci, e siamo sicuri che l’ultimo episodio delle avventure di Jericho e Jonas sarà all’altezza delle aspettative.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti… di seguito i link alle nostre recensioni dei primi tre episodi

LA SOCIETA’ DEGLI SPIRITI

LA LEGA DEI GENTILUOMINI ROSSI

I FIGLI DEL POZZO DI CARNE

BUONA LETTURA!

 

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CORELLA V, SOPRANI F – I figli del pozzo di carne

Titolo: I figli del pozzo di carne – Victorian Solstice episodio III
Autore: Federica Soprani, Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Genere: Erotico / Thriller
Prezzo: Euro 1,99
[xrr rating= 5/5]

ll terzo episodio del feuilleton Victorian Solstice. Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.

Per la terza, e purtroppo ultima volta, mi ritrovo a commentare le avventure dell’ormai ex poliziotto Jonas Marlowe e del tanto misterioso quanto affascinante medium Jericho Marmaduke Shelmardine. Chi si fosse perso le prime due puntate, può trovarle QUI e QUI.

Jonas e Jericho hanno ufficializzato la partnership investigativa fondando la J&J Investigations. La loro quotidianità è addolcita dalla presenza di Imogene Tipperary, piccola ma volitiva donna di servizio con aspirazioni da segretaria. In questo terzo episodio li troviamo immersi nella Londra più misera, nei bassifondi più lordi e immorali, per risolvere il mistero della scomparsa di Ansel, il figlio di Yentl Bashevis, personaggio del circo Binewski, i cui esponenti, manco a dirlo, sono legati al passato di Jericho. Scopriamo l’esistenza del Mondo-di-Sotto, la fatiscente realtà fognaria londinese in cui vive il Re dei Topi. Ed è dal Mondo-di-Sotto, terra dimenticata da Dio e dagli uomini, che spariscono i bambini.

Questo terzo episodio è più ruvido dei suoi precedenti, ma suggestivo e accattivante in egual misura, se non addirittura superiore. C’è più sangue, più sporcizia, più buio, più crudeltà. Stavolta Federica e Vittoria decidono di sfruttare alcuni degli archetipi classici dell’horror: il circo, gli aghi, la follia, i bambini, i sequestri, la macelleria. In una parola, l’Uomo Nero. E l’Uomo Nero, da che mondo è mondo, fa paura.
Qualcuno potrebbe obiettare che per essere un racconto erotico, “I figli del pozzo di carne” manca della componente sessuale, meno marcata qui che nei precedenti due episodi. Ma una simile obiezione non farebbe che palesare una scarsa conoscenza del genere. Perché non c’è nulla di più erotico del saper eccitare un lettore senza sbattergli in faccia tonnellate di carne sudata e grugnente. E Federica e Vittoria lo sanno fare. A prescindere da questo, trovo che definire Victorian Solstice solo come “racconti erotici” sia troppo limitativo. Nei tre brani che compongono la raccolta c’è molto di più. Ci sono suggestione, emozione, amore, passione, e soprattutto ci sono due autrici che sanno amalgamare la propria scrittura come mai mi è capitato di vedere prima. E rischiando di sembrare ripetitiva, devo tornare a dire che la penna di Federica e Vittoria riuscirebbe a vendere congelatori agli eschimesi. Una penna che rapisce, che non ti permette di interrompere la lettura nemmeno se sai che stai facendo tardi, che devi preparare la cena, che devi andare a dormire, che la sveglia ti sorprenderà ancora immerso nelle pagine. Leggendo “I figli del pozzo di carne” non si ha mai l’impressione di trovarsi intricati in un horror, non si è mai infastiditi dalla violenza delle scene, nemmeno quelle più crude. L’unica cosa che ho da eccepire a queste due autrici, i cui nomi sono ormai garanzia di qualità, è che sono riuscite a commuovermi, e io detesto commuovermi.
Il voto pieno, che mi conosce sa quanto raramente venga concesso, va a premiare non solo questo episodio – a mio parere comunque il migliore dei tre – ma anche i due precedenti. La serie di Victorian Solstice si può riassumere con un solo aggettivo: sublime. Leggetela.

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VOUDI’, Alain – L’orco

Titolo: L’orco
Autore: Alain Voudì
Editore: Lite Edition
Collana: Passion
Pagg 60
Prezzo 1,99 ebook
[xrr rating = 4.5/5]

Quando passa il bicchiere nell’altra mano e si accarezza i capelli, scostandoli dal viso e passandoli dietro l’orecchio, so con certezza che la fase uno, aggancio, è completata. Adesso inizia la fase due: portarmela a casa. E poi verranno la tre e, soprattutto, la quattro.Al pensiero provo un brivido di eccitazione, ma so che a questo punto lo attribuirà alle attività illecite già confessate, e non mi preoccupo di celarlo.  Porta di nuovo il bicchiere alle labbra e beve un altro lungo sorso. Stavolta è preparata, e mantiene il controllo della sua aura.

Questa recensione potrebbe racchiudersi in venti parole. Come dovrebbe essere un racconto erotico per potersi definire davvero tale? Leggete “L’orco” di Alain Voudì e avrete la risposta.

Ovviamente una recensione tanto breve merita una spiegazione, sebbene anch’essa, in fondo, sia piuttosto semplice e immediata.
Per la sottoscritta erotismo non è, come molti pensano, sinonimo di sesso. Non fine a se stesso. Erotismo per la sottoscritta è sinonimo di eccitazione. Di curiosità. Di piacere. Di sensualità. Di immaginazione. Di languore. “L’orco” è un racconto che racchiude tutte queste componenti legandole con una scrittura raffinata e matura, che le sublima e le eleva oltre la pura e semplice fisicità volgare e ostentata a cui purtroppo siamo ormai avvezzi quando ci avviciniamo a un testo erotico.

“L’orco” è un fantasy che si allontana dai canoni classici per avvicinarsi alle debolezze e agli istinti più umani; in poche pagine l’autore, tramite un sofisticato gioco di accenni in chiaroscuro, condensa argomenti importanti e attuali che non voglio svelare per non togliervi il piacere di scoprirli da soli. E lo fa mischiando sapientemente più generi letterari, quali appunto il fantasy, il thriller e l’erotico, infilando qua e là spruzzate d’ironia che strappano più di un sorriso, pennellando situazioni e personaggi con abilità senza mai trascendere, né nella terminologia utilizzata, né nelle immagini evocate, sebbene quest’ultime risultino forti e nitide e raggiungano l’obiettivo, che in un testo erotico è senza dubbio quello di eccitare.

Ciò che colpisce maggiormente de “L’orco” non è tanto l’immedesimazione, quanto lo scoprirsi desiderosi di farlo, di vivere le stesse emozioni che vivono i protagonisti; è questo l’ingrediente fondamentale che spesso manca ai testi erotici, la capacità degli autori di coniugare i bisogni alle voglie, i desideri alle paure, creando situazioni coinvolgenti sia dal punto di vista fisico sia da quello emotivo che spaventano ma allo stesso tempo attirano in maniera irresistibile. In fondo è una ricetta semplice, ma non sempre conoscere gli ingredienti equivale a mescolarli in maniera perfetta. Voudì in questo si dimostra uno chef da Gambero Rosso.

Il sesso, descritto prevalentemente nella parte centrale ma presente in maniera discreta ed efficacissima in tutte e sessanta le pagine, diventa quindi il collante con cui Voudì lega la bassezza dell’istinto all’imponenza del sentimento; scoprire quale tra queste due componenti prevarrà, è ovviamente compito di chi si appresta a leggere. Da parte mia posso dire che questo, assieme ai racconti della serie Victorian Solstice sempre editi dalla Lite (recensiti qui e qui), è indubbiamente uno dei testi erotici più azzeccati che mi sia mai capitato di leggere.

Chapeau.

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CORELLA V, SOPRANI F – La Lega dei Gentiluomini Rossi

Titolo: La Lega dei gentiluomini rossi
Autore: Federica Soprani, Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Collana: GialloNero
ISBN: 9788866653240
Prezzo: 1,99 Euro
[xrr rating=4.5/5]

Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.

Il secondo episodio di Victorian Solstice (la nostra recensione del primo, “La società degli Spiriti”, la trovate QUI) com’è facilmente intuibile dal risvolto di copertina racconta l’indagine di Jonas Marlowe, affiancato dal medium Jericho Shelmardine, volta a svelare il mistero delle numerose sparizioni che funestano le strade di Londra: ragazzi dai capelli rossi e dai lineamenti delicati che finiscono come e dove nessuno sa.

A differenza del precedente racconto, dove l’elemento giallo era poco più che un pretesto per immergersi nel passato dei protagonisti, ne “La Lega dei gentiluomini rossi” il fattore investigativo è molto più marcato; l’indagine non solo fa da sfondo, ma diventa personaggio a sua volta, in grado di catturare l’attenzione e di scatenare la curiosità fino all’inaspettato epilogo.

A far da padrone in questo episodio è il più classico dei binomi, Eros e Thanatos, che s’intrecciano in una storia di incesti, perversioni e parafilia raccontati con garbo e grazia; immagini violente pennellate con dolcezza, descrizioni torbide rese con parole cristalline. Anche qui, come per “La società degli Spiriti” l’abilità delle autrici riveste un ruolo fondamentale: l’educazione e il rispetto che riservano alla scrittura fanno sì che le tematiche prese in esame appaiano molto meno brutali di quanto siano in realtà.

“La Lega dei gentiluomini rossi” ci regala un Jericho sempre più sensuale e insinuante ma allo stesso tempo anche più fragile e trasparente, e un Jonas più risoluto ma sensibile e delicato. Anche qui, come nel precedente racconto, è da notare la pregevole caratterizzazione di personaggi e ambientazione: vividi e pulsanti i primi, avvolgente e puntuale la seconda.

Menzione d’onore per il finale, inquietante e attraente al punto da desiderare con ansia il terzo episodio della serie. E una considerazione del tutto personale: impossibile non innamorarsi di Jericho.

La seconda parte della saga non tradisce dunque le aspettative, mantenendosi su un eccellente livello stilistico e aggiungendo quel tocco di giallo in più che regala brio e vivacità alle vicende. Peccato per i refusi, veramente troppi per un lavoro tanto piacevole che avrebbe indubbiamente meritato maggior cura e attenzione in fase di editing.

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CORELLA V, SOPRANI F – La Società degli Spiriti

Titolo: La Società degli spiriti – Episodio 1
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Collana: GialloNero
Genere: Giallo / Erotico
Pagg. 84
Prezzo: 1.99

Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.

Nel suggestivo scenario di una Londra vittoriana si snodano le vicende professionali e personali di Jonas Marlowe, investigatore della Yard che indaga sulla misteriosa morte di Lord Kynaston. Nel suo percorso alla ricerca della verità s’imbatterà in Jericho, un affascinante medium dal passato torbido, che lo guiderà attraverso i segreti oscuri di una morbosa quanto nascosta vita londinese.

In questo lungo racconto, Vittoria Corella e Federica Soprani prendono per mano il lettore e lo introducono direttamente sui luoghi dell’azione, attraverso l’esposizione precisa e morbida delle ambientazioni e la caratterizzazione perfetta dei personaggi. Si ha difatti la costante impressione di immergersi nelle desolate strade inglesi a fianco di Jericho e Jonas, e vivere assieme a loro i turbamenti, le emozioni e i sentimenti che danno vita al racconto.

L’elemento giallo inteso come il dipanarsi dell’indagine può considerarsi di secondo piano, apparendo più un pretesto per annodare i fili dell’intreccio che un vero e proprio fulcro narrativo, eppure ciò non può considerarsi un difetto: la tensione irrisolta che permea l’intero racconto è sufficiente a dare all’opera quel taglio cupo e malato indispensabile in un giallo.
La straordinaria potenza di questo racconto risiede tutta nella penna delle autrici, che in poche pagine con uno stile raffinato ed elegante riescono a penetrare nell’animo del lettore, a catturarlo e a trasportarlo nel mezzo delle vicende. Descrizioni incantevoli e mai pedanti, unite a un lessico ampio ma non ricercato, che fa della sensualità il suo punto di forza, avvolgono in un lungo e morboso abbraccio il lettore, che diventa personaggio a sua volta, riuscendo a vedere la storia attraverso gli occhi dei protagonisti e a nutrire le loro stesse emozioni.

L’abilità delle autrici si evidenzia anche nella capacità di modellare il registro ai momenti pregnanti: la scelta della terminologia e il ritmo narrativo appaiono difatti sempre adeguati alla scena raccontata, senza scadere mai nel volgare e mantenendosi in linea con le aspettative.

Nonostante le scene di sesso siano sporadiche e mai predominanti, “La società degli spiriti” può considerarsi un perfetto esempio di racconto erotico, dove l’erotismo viene espresso attraverso l’eleganza e la lussuria di un lessico accattivante e fascinoso, che impreziosisce queste pagine regalando momenti di puro godimento.

Trattandosi del primo episodio di una serie non possiamo che aspettare con ansia il seguito; nel frattempo, è doveroso un plauso alle autrici, che in questa circostanza si sono dimostrate abilissime a gestire uno dei generi letterari più scivolosi da affrontare.

VALUTAZIONE: ottimo

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BARISONE, Daniela – Cronaca di un tradimento

Titolo: Cronaca di un tradimento
Autore: Daniela Barisone
Editore: Lite Editions
Genere: erotico steampunk
Prezzo: Euro 1,99

In una Londra vittoriana corrosa dal precoce sviluppo della tecnologia, troviamo mutanti e curiose entità. In una ambientazione steampunk, dove energia del vapore e meccanica si sono sviluppate in modo incontrollato, si alternano le storie di Lord e borghesi, robot e mutanti. Su questo sfondo si muovono James e Abel, protagonisti di un tradimento che ferisce senza pietà. Al suono di infiniti scatti di lancette d’orologio muovono le loro vite, attimo dopo attimo, alla ricerca del piacere sì, ma anche dell’intesa.

Leggere un racconto di Daniela Barisone equivale a immergersi in una dimensione parallela in cui apparati anatomici meccanici, mutazioni genetiche e inusuali mezzi di trasporto sono parte di un mondo distopico e bizzarro, impregnato di sensazioni forti ed emozioni molto più umane di quanto sia lecito aspettarsi. Cuori di metallo e ingombranti apparecchi acustici non impediscono infatti ai protagonisti di vivere con profondo coinvolgimento e umane debolezze le proprie passioni e le proprie inclinazioni, per quanto perverse e immorali esse possano apparire.

Cronaca di un tradimento è la storia di James e Abel, ricco nobiluomo il primo, affascinante medico il secondo. Le vicende prendono corpo in una Londra ottocentesca molto diversa da come siamo abituati a immaginarla. La relazione tra i due uomini è assai collaudata, quattordici anni di convivenza e una vivace passione che però va affievolendosi in coincidenza con l’arrivo nelle loro vite di David Ezralow, intrigante ventenne che da Abel non si limiterà a prendere solo lezioni di pianoforte. A complicare la vita del maturo nobiluomo inglese c’è Dalila, sorella di Abel e figlia acquisita dello stesso James; la sua straordinaria somiglianza con il vizioso amante mette costantemente in pericolo la già minata moralità di James, che si trova spesso dilaniato tra il desiderio di possederla e il paterno istinto di proteggerla.

Una storia d’amore, dunque, impreziosita da un contorno originale quale è il mondo in cui le vicende si sviluppano e da personaggi inconsueti ma ottimamente caratterizzati. La Barisone, grazie a una tecnica narrativa accurata e razionale, riesce nel non facile intento di raccontare circostanze ed eventi tutt’altro che piacevoli, narrando di tradimenti fino a sfiorare tematiche spinose come quella dell’incesto. Lo fa dirottando il focus dai fatti alle emozioni, dagli eventi alle motivazioni, immergendo il lettore in una storia costellata da tante sottostorie che si stratificano consolidando pezzo dopo pezzo la personalità dei protagonisti, mettendoli a nudo davanti agli occhi del lettore, creando un’intima empatia e rendendo verosimile una realtà tutt’altro che realistica.

A incorniciare un testo pulito e accattivante c’è la scrittura della Barisone, che si dimostra matura e raffinata, modellata alla storia che racconta; uno stile lieve e gentile narra la profondità dei sentimenti e la delicatezza delle fragilità, ma l’esposizione è al contempo capace di trasformarsi  in un graffio tagliente e affilato quando i protagonisti vivono i tumulti della passione e della gelosia.

Un’ottima prova, che concilia contenuti originali a una scrittura equilibrata e matura.

VALUTAZIONE: 

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MILK, Martin – Storie da orsi

Titolo: STORIE DA ORSI
Autore: Martin Milk
Genere: Narrativa erotica LGBT
Editore: Lite Editions
Collana: amorediprovincia 
Prezzo: ePub Euro 1,99

 

In quattro racconti, quattro diverse situazioni eccitanti, i veri protagonisti sono loro. Gli orsi, uomini con o senza barba, più o meno in sovrappeso, irsuti o glabri, ma pur sempre maschi che amano altri maschi e si salutano con “Woof!”. Li troviamo ovunque: dalle darkroom, dove uno spettatore cerca la sua preda e, facilitato dal buio, vive un’esperienza unica insieme agli sconosciuti avventori, alle palestre, in cui uomini misteriosi rimorchiano l’istruttore approfittando dell’ora di chiusura. Oppure potrebbero trovarsi nel palazzo in cui viviamo, per un incontro bollente nel sottoscala, da raccontare a un dubbioso partner. Addirittura potremo conoscerne uno in rete, e organizzare un appuntamento dal vivo, per sfogare le fantasie sognate durante chat solitarie. Gli orsi sono tra noi… e la caccia è appena cominciata.

Nella prefazione che introduce la raccolta di Martin Milk è lo stesso autore a sottolineare quanto i suoi racconti siano distanti dallo stereotipo dell’omosessuale delicato ed effeminato. Gli “orsi” prima di essere gay sono uomini, lontani dai pregiudizi e orgogliosi della propria mascolinità. Uomini che amano altri uomini, che vivono la propria sessualità in maniera vitale e senza tabù.
Ma “Storie da orsi”, a dispetto di quanto si possa pensare, non è soltanto una raccolta di racconti a tematica omosessuale: c’è molto di più. Ci sono paure, emozioni, frustrazioni, senso d’inadeguatezza. Ci sono sentimenti che non hanno sesso. Ognuno, uomo o donna, etero o gay, può riconoscersi nelle ansie e nei timori di questi personaggi, nella paura di perdere la dignità per inseguire il piacere, nel terrore di sembrare ciò che realmente si è ma che spesso non si può mostrare di essere. Atteggiamenti riconducibili a qualunque essere umano, indipendentemente dalla sua declinazione sessuale.

Si è sempre dibattuto molto sulle differenze tra erotismo e pornografia, sui confini che dividono due generi per molti versi affini. Tinto Brass era solito dire che l’erotismo sta alla pornografia come la fellatio sta al pompino, riducendo tutto a una questione semantica; in un certo senso è così. A me piace pensare che, specialmente in letteratura, i contenuti di base siano identici ma cambi il modo di restituirli al lettore.
In questo senso, e per quella che è la mia visione di erotismo, “Storie da orsi” è un testo pienamente erotico e perfettamente riuscito, che arriva a lambire il porno senza mai entrarci dentro, che riesce a stuzzicare la fantasia senza mai cadere nella volgarità fine a se stessa. Soprattutto è un testo che riesce a stimolare ed eccitare, traguardo irrinunciabile per chi scrive di erotismo.
La scrittura di Martin Milk è audace ma non irriverente, passionale ma non brutale, raffinata ma non complessa. Soprattutto è una scrittura in grado di affiancare sentimenti e necessità, istinti e raziocinio.
Le componenti predominanti sono indubbiamente la fisicità, l’attrazione sessuale, il desiderio; ma oltre la facciata c’è un intero mondo da esplorare e da scoprire, fatto di sensazioni, di sentimenti viscerali, di emozioni adrenaliniche.

Le situazioni narrate, anticipate nell’anteprima, non sono particolarmente originali: la dark room, l’incontro in chat, l’abbordaggio in palestra, l’atto nudo e crudo consumato nel sottoscala. Ma è interessante notare come sia proprio questa mancanza di “spettacolarità” ad avvicinare i protagonisti al lettore, a normalizzarli, a farli apparire meno diversi di quanto i gay appaiano nell’immaginario comune: le situazioni vissute dai personaggi di “Storie da orsi” sono identiche a quelle vissute da qualunque persona eterosessuale.

Un’altra nota positiva è l’approccio “tradizionale” di Martin Milk nella stesura dei racconti: i testi infatti rispettano tutti i canoni del racconto breve, incluso il ribaltamento finale, dimostrando l’ottima cifra stilistica dell’autore.

Nel complesso “Storie da orsi” è una breve raccolta che merita sicuramente di essere letta.

VALUTAZIONE