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DE BLASIO, Ferdinando – Ali di ruggine

Titolo: ALI DI RUGGINE
Autore: FERDINANDO DE BLASIO DI PALIZZI
Editore: NULLA DIE
Collana: LEGO NARRATIVA
Pagine: 116
Prezzo: EURO 12,00
ISBN 978-88-97364-40-5
[xrr rating = 4/5]

 

ROMANZO FINALISTA AL PREMIO LETTERARIO MONDOSCRITTURA SEZIONE EDITI

Quando sul giovane Pippo, detto Senzamotivo, si abbatte senza riguardo tutta la violenza del suo tempo, gli restano solo due alternative: fuggire o resistere.
Resistere. Come un albero che, colpito da un fulmine, non si spezza, lottando al fianco dei propri amici, difendendo le proprie montagne.
Resistere, nella lieve consapevolezza che la guerra fa schifo, nella voglia di combattere per qualcosa di bello. Oscillando tra la realtà di un freddo inverno del ’43 e l’irrazionalità del mondo dei sogni, fra la rabbia e l’allegria, tra il sentimento e l’ironia. Resistere. Giocando a fare il “parmigiano”, quello con la “M”, perché quello con la “T” non è un gioco, ma un affare pericoloso: ci si rischiano le penne.
Come accade quando le brutte notizie arrivano sul serio, il ritmo cambia, la storia cambia, il finale, irrimediabilmente, cambia. E le cose di sempre, tanto amate, cominciano a colorarsi di malinconia, diventano ricordi, come fiori non ancora appassiti in mezzo a collezioni di oggetti arrugginiti.
Sentimento e ironia: sono questi gli elementi che raccontano di un ragazzo che voleva fare il “parmigiano”, di resistenze personali, di amori radicali.

RECENSIONE
Scegliere di esordire con il termine Resistenza in bella mostra sul frontespizio denota coraggio e sicurezza nei propri mezzi. Un lettore difatti, potrebbe esserne scoraggiato, temendo di ritrovarsi a nuotare in fiumi di inchiostro politicizzato increspati da sangue partigiano. Ma non è questo il caso di Ali di ruggine, che come recita il sottotitolo, più che un romanzo è una favola, raccontata con un dileggio e un’ironia evidenti già dalle prime battute. In questo senso più dell’immagine è la quarta di copertina a dare un indizio sul tipo di libro che ci ritroveremo tra le mani.

Nell’opera di esordio del giovane de Blasio la Resistenza più che un periodo storico è un modus vivendi, un pretesto per raccontare una storia che potrebbe prendere corpo in altri luoghi e in altre epoche. L’autore infatti sceglie di ambientare le vicende in una cornice assai nitida, avvalendosi di descrizioni calzanti e accurate, lasciando di contro poco spazio alla connotazione temporale, sganciando l’opera dallo specifico contesto in cui dovrebbe collocarsi. Tutto ciò che nell’immaginario comune viene associato al termine “Resistenza” non rientra tra le componenti basilari di questo romanzo: gli stenti, le rappresaglie, le battaglie feroci, le lotte per la sopravvivenza e la povertà esasperata vengono solo sfiorati, a volte lasciati da parte, in favore di argomenti più soft come l’amicizia, la fratellanza, la libertà.
Caratteristica principale del breve romanzo d’esordio di questo giovane autore è la prosa frizzante; grazie a un’impronta irridente e quasi canzonatoria de Blasio riesce, soprattutto nella prima parte, a scardinare i più basilari principi di narratologia, creando un’opera in cui le convenzioni stilistiche e i formalismi perdono d’importanza. Questa peculiarità è molto più spiccata nei capitoli iniziali, in cui il protagonista è affiancato dal nucleo di amicizie storiche; in questi episodi, carichi di allegorie e disfemismi, l’esposizione riesce a rimanere uniforme, disinvolta e stravagante. Ciò che forse può essere recriminato al giovane de Blasio è quella tendenza a voler calcare troppo la mano sull’ironia a tutti i costi, che in alcuni passaggi dà alla narrazione un’impronta un po’ artefatta, anche se nel complesso il testo si presenta elastico e divertente.

In contrapposizione al brio e alla verve esibiti nella conduzione della prima parte del racconto, de Blasio sceglie di adottare, per la seconda, uno stile più sobrio ed essenziale. Il romanzo si può difatti suddividere in due macrosezioni, in cui la partenza di Senzamotivo per la città rappresenta la linea di confine tra due tronconi che presentano differenze marcate anche sotto l’aspetto stilistico.
Nella seconda parte, più “seria” dal punto di vista contenutistico, anche l’effervescenza dello stile sembra un po’ afflosciarsi in favore di una narrazione meno originale. Gli espedienti narrativi, come la ribellione degli intellettuali nei confronti dei roghi di libri oppure il saluto romantico di Arianne a Senzamotivo, sono logorati dall’usura di autori che ne hanno già usufruito in abbondanza, rendendo la seconda parte del romanzo un po’ più debole della prima.

Nel complesso, Ali di ruggine è comunque una lettura piacevole e divertente, che strappa più di un sorriso e dimostra le potenzialità di un giovanissimo autore dalla penna sardonica ma attenta ai dettagli. È difatti impossibile non scorgere i cammei che l’autore dedica a esponenti del cantautorato italiano, in special modo l’accenno alla sublime descrizione del “Giudice” di Faber o l’atto eroico di un Ottone di Gucciniana memoria.
Peccato per le piccole sbavature di forma disseminate lungo la narrazione: le ripetizioni, gli errori nei verbi, la punteggiatura che qua e là manca e la tendenza a spezzettare troppo le unità narrative guastano un po’ il piacere di una lettura altrimenti agile e fluente.

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[CONCORSI] Premio letterario LA GIARA, IIa edizione (scad. 30/11/2012)

La Rai-Radiotelevisione italiana bandisce la seconda edizione del Premio letterario “LA GIARA” aperto ai nuovi talenti della narrativa.

Con questo Premio, la Rai intende individuare e valorizzare i giovani scrittori ampliando la ricerca al di fuori delle sedi e dei circuiti culturali tradizionali.
La capillare diffusione della Rai nel territorio rende possibile un’ampia partecipazione all’iniziativa.
Rai metterà a disposizione dei vincitori il suo potenziale comunicativo, che permetterà loro di essere conosciuti e valutati da un vasto pubblico.
Al vincitore del Premio sarà garantita la pubblicazione della sua opera da parte di Rai Eri.

Possono partecipare i residenti in Italia di età compresa tra i 18 e i 39 anni. Potranno concorrere con un romanzo inedito di almeno 180.000 caratteri.
Le opere dovranno essere inviate con raccomandata postale in formato cartaceo (sei copie) ed in formato elettronico (documento word su CD) entro e non oltre il 30 novembre 2012 alla Sede Regionale Rai del comune di residenza dell’autore.
Tutti gli inediti saranno valutati e selezionati dalle Commissioni istituite nelle 21 Sedi regionali Rai e composte da esperti del mondo della narrativa, del giornalismo e della cultura.
A fine marzo 2013 saranno resi noti i nomi dei 42 semifinalisti, tra cui verrà successivamente scelta dalla Commissione nazionale la rosa dei tre finalisti.
Il vincitore verrà proclamato a fine luglio con un evento televisivo che si svolgerà ad Agrigento, nei luoghi natali di Pirandello.

PER TUTTE LE INFORMAZIONI E IL BANDO DI CONCORSO COMPLETO www.premiolagiara.rai.it

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ASSOUAD, Christina – Biscotti ai mirtilli

Titolo: Biscotti ai mirtilli

Autore: Christina B. Assouad
Editore: Cicorivolta Edizioni
Genere: Narrativa
Pagine: 115
Prezzo: € 12,50

Ero in riva al mare. Roy mi aveva scritto di nuovo ed anche stavolta alle parole aveva aggiunto delle fotografie. Ogni volta che ricevevo sue notizie non sapevo se precipitarmi subito nella lettura di quei racconti adrenalinici oppure dare prima un’occhiata veloce alle immagini per avere un’idea di dove si trovasse.

 

RECENSIONE

Roy sfida se stesso in viaggi ai confini del mondo e al limite della resistenza. Testimoni delle sue imprese sono le foto con didascalie minuziose che sanno di tempeste di neve o di sabbia. Immagini che Emily utilizza come portali verso mondi che sa solo sognare limitandosi a vacanze tradizionali quanto necessarie per riprendersi dal trambusto quotidiano. Finché Roy chiede altro: la prossima missiva di Emily non potrà ridursi a una serie di elogi e di convenevoli di circostanza. Emily dovrà produrre la testimonianza di un evento speciale che ha spezzato la monotonia della sua vita ordinaria.

Purtroppo l’incipit crea delle aspettative che non vengono soddisfatte. Ci si chiede cosa farà Emily per accontentare Roy e tale leitmotiv accompagna il lettore per tutto il libro. Salvo rendersi conto piuttosto presto che Emily non farà altro che vivere, scoprendo aspetti nuovi nelle persone con cui ha contatti di frequente, raramente o per la prima volta. Questa rivelazione non è approfondita o indagata. Carol, Mattew, Mario e gli altri si lasciano andare con Emily, aprono il proprio cuore, lasciano fluire con spontaneità i propri sentimenti. Tuttavia la serie di conclusioni tratte alla fine di ogni incontro ravvicinato come pure la girandola di sensazioni che prova Emily non coinvolge emotivamente quanto dovrebbe.

L’intreccio, la sequenza di episodi introdotti con un espediente di comodo a volte di natura fantastica, è dunque privo di un vero e proprio climax. Non esiste tensione narrativa, la crescita psicologica dei personaggi è marginale. Da ultimo, il grande assente presente è proprio Roy. Descritto nelle prime sequenze del libro attraverso le sue imprese off limits, è in teoria la scintilla che dovrebbe far esplodere in Emily una certa voglia di rivincita sulla monotonia o un cambio sostanziale.  Roy è destinato a scomparire tranne che per un richiamo finale piuttosto obbligato. Si rivela elemento marginale con scarsa importanza nello scioglimento.

Dal punto di vista del linguaggio e della sintassi, il testo presenta d eufoniche e qualche frase piuttosto lunga. Ci sono molte ripetizioni ravvicinate di sostantivi, aggetti, verbi e avverbi. Questi ultimi sono usati largamente, come i puntini di sospensione che abbondano sia nei dialoghi e nelle proposizioni in generale.

Un testo leggero, tuttavia, di buona compagnia per trascorrere un paio d’ore senza troppe pretese.

 

VOTO FINALE: [rating=6]

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[CONCORSI] NDL – Nota Del Lettore (scad. 02/09/2012)

Riceviamo e segnaliamo volentieri quest’interessante (e a nostro parere assai divertente) iniziativa di Intermezzi Editore.

Per la prima volta sarà possibile leggere gratuitamente, commentare pubblicamente e modificare un testo già pubblicato.

Tutto questo grazie alla collaborazione tra Intermezzi Editore e Bookliners.com, il primo sito di lettura condivisa in Italia.
 

Lettore spietato ed esigente,
ti piacerebbe poterne dire quattro a una voce narrante insulsa? Vorresti per una volta lamentarti con l’autore degli eccessi di retorica, della trama incoerente, dei personaggi senza né capo né coda? Non sopporti le costruite frasi male e notare vorresti allo scrittore farle? Hai mai pensato di intervenire direttamente su un testo già pubblicato con la possibilità di criticarlo e modificarlo?
Allora ti diamo il benvenuto!
“Nota del lettore” è un concorso sperimentale che ti permetterà di fare tutto ciò.
Leggi gratuitamente il nostro romanzo Caterina fu gettata e apponi le tue note a pie’ di pagina: le migliori andranno ad aggiungersi a quelle già presenti del Detrattore, dell’Autore, del Disilluso in amore, del Pubblico, di Uno a cui è capitato di leggere questo capitolo e di notarne l’inconsistenza logica, del Retorico etc.
Leggi tutti i dettagli: qui.

 

COME SI PARTECIPA?

– Iscrivendosi a Bookliners.com dove sarà possibile leggere (gratuitamente) il romanzo “Caterina fu gettata” di Carlo Sperduti, edito da Intermezzi Editore.

– Scrivendo delle note al testo (Note Del Lettore) che siano creative, divertenti, coerenti e in linea con lo stile del romanzo e con le note che si trovano già nel testo scrito da Sperduti, sotto forma di Nota dell’Autore, Nota del Detrattore, Nota del Disilluso in Amore, Nota del Retorico ecc.
Burlatevi dei personaggi, scovate le contraddizioni narrative, prendetevi gioco del linguaggio e dello stile letterario del libro, insomma, fate uscire dal romanzo quello che normalmente non viene fuori!

COSA SI VINCE?

Le note che saranno piaciute di più a Carlo Sperduti saranno inserite nella versione eBook del romanzo.
 

Partecipate e spargete la voce!

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[CONCORSI] Premio Letterario Giuseppe Dessì 2012 (scad. 15/06/2012)

NORME DI CONCORSO

La Fondazione Giuseppe Dessì e il Comune di Villacidro, col patrocinio del Consiglio Regionale della Sardegna, dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Banco di Sardegna, dell’Amministrazione Provinciale del Medio Campidano e del Consorzio Industriale Provinciale del Medio Campidano – Villacidro, organizzano un Concorso Letterario per opere edite in lingua italiana.

Il concorso è denominato Premio Letterario Giuseppe Dessì e si articola nelle seguenti sezioni:

  • Narrativa
  • Poesia
  • Premio Speciale della Giuria

Il Premio Letterario Giuseppe Dessì viene assegnato a opere di narrativa e di poesia che si distinguano per qualità letteraria, anche fuori o al di là del successo commerciale e pubblicitario.

I premi:

  • € 5.000,00 per la Narrativa;
  • € 5.000,00 per la Poesia;
  • € 5.000,00 per il Premio Speciale della Giuria.

Verrà inoltre assegnato un premio del valore di € Euro 1.500,00 a ciascun finalista delle sezioni narrativa e poesia.

NORME GENERALI

1. La partecipazione è aperta a tutti gli scrittori e i poeti in lingua italiana.

2. I partecipanti dovranno indicare, in un foglio separato ed allegato alla spedizione dei volumi, le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo e contatto telefonico).

3. I giurati possono indirizzare la propria attenzione anche su opere diverse da quelle presentate direttamente da parte degli autori e/o delle case editrici, purché in possesso dei requisiti sanciti dal presente regolamento.

4. I volumi di narrativa e di poesia devono essere spediti, in numero di 11 copie, direttamente alla segreteria del premio entro e non oltre il 15 giugno 2012.

5. Le opere che giungeranno oltre tale termine non saranno tenute in considerazione e, in ogni caso, farà fede la data del timbro postale.

6. È consentita la partecipazione a entrambe le sezioni.

7. Il giudizio della Giuria è inappellabile.

8. La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente regolamento. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme costituisce motivo di esclusione.

9. Non è ammessa l’assegnazione ex-aequo dei Premi.

10. Le opere concorrenti non verranno restituite.

11. La data e il luogo di premiazione verranno tempestivamente comunicati agli autori finalisti.

12. La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale.

13. Saranno premiati, oltre i vincitori, due finalisti delle sezioni Poesia e Narrativa.

14. Per l’assegnazione del Premio è necessario che l’autore finalista sia presente alla cerimonia di premiazione. Gli autori finalisti hanno diritto al rimborso spese.

15. Per quanto non previsto dal presente bando valgono le deliberazioni della Giuria

NORME PARTICOLARI

Narrativa e poesia

I volumi devono essere pubblicati in data successiva al 31 gennaio 2011. Sono escluse le ristampe e le edizioni successive a quella originale.

Premio Speciale della Giuria

Il Premio è un riconoscimento che la Giuria si riserva di attribuire a un autore o a un’opera di vario genere letterario. Non è previsto per questa sezione l’invio di volumi né da parte degli autori né da parte delle case editrici.

Segreteria organizzativa
Fondazione Giuseppe Dessì
Via Roma n. 65 – 09039 – Villacidro (VS)
Tel. O709314387 – 3474117655 -3406660530
Fax. 0709314387 – 1782218462
http// www.fondazionedessi.it
E-mail: fondessi@tiscali.it

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[CONCORSI] Premio Nazionale di Narrativa “Maria Teresa Di Lascia” (Scad.10/05/2012)

BANDO

Il Comune di Fiuminata e il Comune di Rocchetta Sant’Antonio, le due cittadine che costituiscono le tappe fondamentali della vicenda umana e letteraria della scrittrice Maria Teresa Di Lascia, indicono la 6ª Edizione del Premio Nazionale Narrativa Maria Teresa Di Lascia riservato alle scrittrici.

1) Potranno concorrere autrici di romanzi e raccolte di racconti (almeno 4) scritti originariamente in lingua italiana, pubblicati in prima edizione a partire dal 1 gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2011.

2) Le case editrici che intendano far concorrere opere da loro pubblicate dovranno inviare n. 10 copie al seguente indirizzo: Comune di Fiuminata, Via Roma n° 32, 62025 Fiuminata (MC), entro e non oltre il 10 MAGGIO 2012, indicando sul plico l’annotazione Premio M. Teresa Di Lascia. Per la scadenza farà fede il timbro postale.

3) La Giuria scientifica selezionerà tre opere alle quali verranno attribuiti i seguenti punteggi: prima (15 punti), seconda (10 punti), terza (8 punti). Delle tre opere finaliste saranno acquistate 70 copie. Nelle votazioni in caso di parità il voto del Presidente della Giuria varrà doppio.

4) Le tre opere prescelte verranno distribuite ai componenti di una Giuria popolare, rappresentativa delle due comunità , composta da 35 cittadini scelti dal Sindaco su proposta della Giunta comunale di Fiuminata e da 35 residenti scelti dal Sindaco su proposta della Giunta comunale di Rocchetta Sant’Antonio. In occasione dello spoglio delle schede della giuria popolare i voti riportati saranno sommati ai voti precedentemente assegnati dalla Giuria Scientifica. Dalla somma dei voti, sintesi del giudizio della giuria popolare e della giuria scientifica, risulterà l’opera vincitrice.

5) All’autrice dell’opera che risulterà vincitrice, dopo lo spoglio delle schede, verrà assegnato un premio di 2.500,00 Euro (duemilacinquecento). All’ autrice seconda classificata verrà assegnato un premio di 1.500,00 Euro (millecinquecento) All’autrice terza classificata verrà assegnato un premio di 1.000,00 Euro (mille). I premi verranno assegnati solo in presenza delle autrici durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà il 15 settembre 2012 a Fiuminata (MC).

6) Le autrici vincitrici di una precedente edizione del Premio non potranno partecipare alla edizione immediatamente successiva.

7) La Commissione Giudicatrice è composta da due docenti universitari proposti dai due Comuni che alternativamente organizzano il Premio ed è presieduta dal Prof. Alfredo LUZI, Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università degli Studi di Macerata.

8 ) L’organizzazione del Premio è curata, per il Comune di Fiuminata, dall’Assessore Anna Grilli, per il Comune di Rocchetta Sant’Antonio, dalla Dott.ssa Lucia Castelli, responsabile della Biblioteca Comunale G. Libertazzi.

9) Le edizioni annuali del Premio Maria Teresa Di Lascia si svolgono alternativamente nei due Comuni promotori dell’iniziativa.

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[CONCORSI] Premio Letterario Città di Monforte

Il Comune di Leonforte indice la trentaquattresima edizione del Premio Letterario “Città di Leonforte” edizione 2012 articolato nelle seguenti sezioni:

A) Sezione Poesia edita
Sarà premiata, a giudizio insindacabile della Giuria, un’opera, in lingua italiana, pubblicata da un autore nell’ultimo quinquennio da produrre, pena l’esclusione, in 10 copie.
Premio previsto Euro 500,00

B) Sezione Narrativa edita
Sarà premiata, a giudizio insindacabile della Giuria, un’opera, pubblicata da un autore nell’ultimo quinquennio da produrre, pena l’esclusione, in 10 copie.
Premio previsto Euro 500,00

C) Sezione Saggistica Letteraria “Carlo Muscetta”

La Giuria, a suo insindacabile giudizio, si riserva di premiare, fuori concorso, un’opera pubblicata in Italia nell’ultimo biennio.
Premio previsto Euro 1.000,00

D) Sezione Premi Speciali
L’amministrazione Comunale, prevede di premiare: uno scrittore o un regista o un editore o una personalità che si sia, con la propria attività culturale, opera ed impegno, distinta particolarmente per il rinnovamento della Sicilia.

Premi e Segnalazioni
Sezione A) – B) – C) Premio in denaro
Sezione D) Trofeo “Leone Città di Leonforte”

Giurie
La Giuria, presieduta dal Prof. Nicolò Mineo, è composta da nove personalità scelte tra esperti nell’ambito delle attività letterarie e scientifiche.

Regolamento

1. Si può partecipare a tutte le sezioni con un solo lavoro.
2. I primi classificati nella sezione A) e B) delle precedenti edizioni 2010/2011 non possono concorrere per la stessa sezione.
3. Gli elaborati, debbono essere inviati al seguente indirizzo entro e non oltre il 30 aprile 2012: Segreteria Premio Letterario Città di Leonforte- c/o Convento dei Padri Cappuccini/Biblioteca Comunale – Piazza Cappuccini, sn – 94013 Leonforte (En).
4. Le opere vanno spedite all’indirizzo sopra specificato a mezzo di plico su cui va indicata, a pena di esclusione, la sezione alla quale si intende partecipare. Nello stesso plico va inserita altra busta contenente i titoli delle opere, le generalità, l’indirizzo, il recapito telefonico ed un breve curriculum dell’autore.
5. La partecipazione al concorso è esente da ogni tassa.
6. Gli elaborati pervenuti non saranno restituiti.
7. L’operato e il giudizio della Giuria sono insindacabili.
8. Il Comune di Leonforte si riserva la facoltà di pubblicare i lavori premiati.
9. Sarà data comunicazione ufficiale sull’esito del concorso soltanto ai vincitori.

Premiazione
La premiazione avverrà a Leonforte sabato 8 settembre 2012

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Per un punto Martin perse la cappa. E se fosse stato esclamativo?

D’accordo, lo ammetto. Ho una certa antipatia per il punto esclamativo. Forse è una specie di  trauma infantile, magari da piccola sono stata picchiata con un battitappeti a forma di punto esclamativo, dovrei chiedere a mia madre. Ma poiché io e la psicologia viaggiamo spesso su due binari paralleli, preferisco analizzare la questione da un punto di vista squisitamente editoriale.

Da wikipedia:

Il punto esclamativo, noto in passato anche come punto ammirativo,[1] è uno dei diversi segni di interpunzione adoperati nella scrittura, dopo un’interiezione o dopo appunto un’esclamazione (tono enfatizzante di sorpresa), per indicare forti sensazioni o grida; spesso caratterizza la fine di una frase. Ad esempio: “Attenzione!”. Esso indica un intervallo simile a quello del normale punto fermo.

Cosa significa? Significa che il punto esclamativo dovrebbe essere usato solo quando si vogliono esprimere sensazioni forti. Il verbo ‘esclamare’, non a caso, deriva da ex (particella intensiva) e clamare (gridare). In sostanza, gridare più forte. Esprimere enfasi. Ma tanta enfasi.

Eppure l’attitudine odierna è di abusare del punto esclamativo infilandolo dovunque, anche e soprattutto dove non necessario. Partendo dal presupposto che una storia narrativa dovrebbe essere verosimile, fermiamoci a pensare a quante volte, durante la giornata, esprimiamo pensieri che denotino un forte stupore o una grande emozione. A quante volte in un dialogo o in una conversazione ci rivolgiamo ai nostri interlocutori con incredulità, a quante volte ci capita di urlare, di rivolgerci a brutto muso a qualcuno. Abusando del punto esclamativo c’è la possibilità di ottenere un risultato opposto a quello che ci eravamo prefissati: anziché rafforzare l’emotività,  rischiamo di rendere grottesche e poco verosimili situazioni che al contrario dovrebbero suscitare immedesimazione e coinvolgimento.

Non a caso l’abuso del punto esclamativo (e dei puntini di sospensione, materia di un altro articolo) nell’ultimo periodo si è diffuso a macchia di leopardo nel mondo di internet, delle chat, dei blog, proprio per sopperire a una mancanza di espressività del testo. Nella cartellonistica stradale, il punto esclamativo nel triangolo rosso significa ATTENZIONE, PERICOLO. Ma la narrativa, tra le altre cose, si basa anche sulla capacità espressiva dell’autore, che dovrebbe essere in grado di esprimere e condividere la propria ampiezza emotiva giocando con le parole, non con i segni grafici.

Sempre da wikipedia:

In generale, l’utilizzo moderno tende ormai a evitare il punto esclamativo, considerato eccessivamente enfatico e ridondante, tanto in letteratura quanto negli articoli di giornale e nella cronaca.

Questo non vuol dire che il punto esclamativo vada sempre e comunque demonizzato, tutt’altro; ci sono casi in cui è indispensabile.

Per esempio scrivendo:

Fu in quel momento che Giulia capì cos’era quella polvere che lei e Marco stavano calpestando, la stessa che in quel momento saturava l’aria:
– Marco, attento! Il cornicione sta crollando!

 Il punto esclamativo in questo caso serve a rendere al meglio lo stato d’animo di Giulia, che indica paura, apprensione, ansia. L’interpretazione deve essere univoca, non può essercene un’altra. La stessa situazione però potrebbe apparire grottesca, persino dare l’impressione di essere ‘divertente’, se scritta in un altro modo:

Fu in quel momento che Giulia capì cos’era quella polvere che lei e Marco stavano calpestando! La stessa che in quel momento saturava l’aria, era intonaco!
– Marco! Attento! Il cornicione sta crollando!

Questo esempio ci dà modo di agganciarci a un’altra importante considerazione: se nei dialoghi il punto esclamativo a volte è indispensabile, nella narrazione descrittiva, specialmente quando si usa una focalizzazione zero, è necessario riflettere bene sulla quantità d’informazioni che si vogliono fornire al lettore prima di usare il punto esclamativo. Questo perché enfatizzando troppo i periodi descrittivi, si rischia di dare al testo una connotazione univoca, che non prevede molteplicità di interpretazioni.

Esempio:

Marco aveva percorso centinaia di volte quel tratto di strada, erano anni che passava sotto quel cornicione, tutti i giorni, senza mai essersi accorto di quanto fosse pericoloso. Se non fosse stato per Giulia, a quest’ora sarebbe morto.

Utilizzando questa forma, il narratore, pur dimostrando di conoscere la vita di Marco e Giulia, lascia al lettore la possibilità di metabolizzare le proprie considerazioni, senza imporgli una visione a senso unico. Le sue parole rimangono sospese, scevre da possibili condizionamenti.

Al contrario:

Marco aveva percorso centinaia di volte quel tratto di strada, erano anni che passava sotto quel cornicione, tutti i giorni! Non si era mai accorto di quanto fosse pericoloso! Se non fosse stato per Giulia, a quest’ora sarebbe morto!

Qui il narratore ci obbliga a prendere consapevolezza della sua visione dei fatti, non di quella di Marco o Giulia. Sta esprimendo una considerazione ben precisa, la sta rimarcando con forza, sta dando delle responsabilità. Sta accusando.

A volte l’urgenza di esprimersi, il timore di non essere capiti, la paura di essere fraintesi, porta a imporre la propria convinzione anche quando sarebbe meglio lasciare al lettore la libera interpretazione. I segni d’interpunzione sono fondamentali in uno scritto, non dimentichiamoci che per un punto Martin perse la cappa. Figuriamoci cosa sarebbe potuto succedere al buon Martino se quel punto fosse stato esclamativo, o se (orrore!) quei punti fossero stati due, o tre, o infiniti. Perché se da una parte è necessario ribadire che il punto esclamativo deve essere usato con sobrietà, dall’altra è indispensabile sottolineare che non deve MAI essere usato doppio, triplo, quadruplo ecc…ecc…

Se proprio dovesse sorgere la necessità di esprimere uno stupore fuori dal comune, l’unica forma  tollerata dalle norme redazionali è il punto misto (!?) ma il mio personale consiglio è di evitarlo, se non strettamente necessario. E per strettamente intendo molto strettamente.

In conclusione, il punto esclamativo può essere un ottimo alleato, se conosciuto e dosato con consapevolezza. Ma può anche diventare un acerrimo nemico, se tirato per i capelli, quindi… occhio!