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[CONCORSI] Mele Avvelenate, scad. 15/06/2013

La Mela Avvelenata Book Press indice un concorso letterario.

Dal sito LA MELA AVVELENATA BOOKPRESS

Cerchiamo racconti infetti, di ambientazione rigorosamente italiana.
Fantasy, sci-fi, horror, Steampunk, cyberpunk, weird, paranormal e tutti i sottogeneri.
Non ci sono limiti, potrete tranquillamente uscire dalle regole, rompere gli schemi, e dar vita a qualcosa di nuovo.
Oggetto del desiderio, merce di scambio, o arma letale dovrà essere proprio una mela avvelenata.

I racconti dovranno avere lunghezza compresa fra 10.000 e 12.000 caratteri spazi inclusi.
Per le norme di invio e grafiche si prega di guardare attentamente nel nostro sito alla voce INVIO MANOSCRITTI.

Si prega di inserire nell’oggetto: CONCORSO MELA
Deadline: 15 Giugno
Entro il 15° Settembre saranno resi noti gli autori selezionati.

I primi tre selezionati avranno a disposizione uno spazio sul blog per farsi conoscere.
La pubblicazione dell’e-book è prevista per Novembre 2013, salvo imprevisti.

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BALDONI, Stefano – La gabbia invisibile

Titolo: LA GABBIA INVISIBILE
Autore: STEFANO BALDONI
Editore: GRECO & GRECO
Genere: POLIZIESCO /SCI-FI
Pagine: 314
Prezzo: € 12,50
ISBN: 9788879806978

Un futuristico esperimento di realtà virtuale che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo dei videogiochi si tinge di giallo in seguito alla misteriosa morte di uno dei protagonisti. Elena Paci, psicoterapeuta e moglie della vittima, non crede alle motivazioni poco credibili della polizia e delle istituzioni che cercano con tutti i mezzi di insabbiare l’accaduto. Dietro al gioco di ruolo si nasconde, infatti, un progetto delirante di manipolazione mentale, orchestrato da mani abili e influenti. Elena, in un percorso doloroso e contorto, scoprirà che in questa strana realtà parallela, fatta di elettrodi, reti neurali, computer, farmaci proibiti, codici e sogni che si confondono con la realtà, nulla è ciò che sembra essere.

L’incipit di questo romanzo potrebbe far pensare a un poliziesco old style, dove Fegiz, un funzionario intuitivo e appassionato, è alle prese con il classico uomo che sembra essere “stato suicidato” per implicazioni sociopolitiche. A incorniciare il quadro dei cliché c’è l’immancabile vedova, che altra professione non poteva svolgere se non quella di psicologa, che già dal primo incontro intenerisce e attrae il nostro commissario spingendolo a uscire dai canali tradizionali d’indagine per aiutarla nella ricerca della verità.

Dopo questo prologo, indubbiamente di stampo tradizionale, si entra lentamente – forse troppo lentamente – nel vivo della storia, iniziando a inanellare una lunga serie di personaggi di paragrafo in paragrafo. L’introduzione di tutte queste figure, più che alla conoscenza del lettore sembra mirata solo a costruire la trama: Elena, Luca, Adriano, Alessandro e tutti gli altri sono cavie inconsapevoli di un losco esperimento portato avanti da una software house, che ufficialmente sta sviluppando un nuovo gioco di ruolo, in cui è necessario collegare i giocatori a macchinari in grado di controllare le loro reazioni psicofisiche; ufficiosamente, invece, alle cavie viene somministrato un farmaco dalle pericolose controindicazioni per uno scopo assai poco nobile.

Inizialmente la decisione di spostare il focus dall’inchiesta a una serie di figure apparentemente slegate tra loro potrebbe risultare piuttosto destabilizzante: in poche pagine ci troviamo di fronte a una miriade di nomi che risulta davvero difficile metabolizzare. Questa scelta implica anche l’impossibilità di creare empatia con i protagonisti, le cui personalità non vengono approfondite in maniera sufficiente. Ben presto però ci si accorge che ne “La gabbia invisibile” non sono i personaggi a fare la storia, ma viceversa: si parte da un’idea e ci si costruisce attorno uno scenario complesso e intricato. Le tante figure introdotte da Baldoni appaiono dunque come burattini narrativi, necessari a dare ordine a una trama che si basa sul dualismo reale-virtuale, sfruttando passaggi onirici e giocando sull’incapacità di distinguere il sogno dalla realtà. In mezzo ci sono giochi di potere e messaggi, non troppo subliminali, su quanto la nostra quotidianità sia condizionata dalle manipolazioni, mediatiche e non solo.

Nel complesso “La gabbia invisibile” è un testo che si lascia leggere, presentando però alcuni difetti che a mio parere ne compromettono la piena maturità; partendo da un’analisi puramente narratologica c’è da dire che la scelta di puntare tutto sull’idea è piuttosto rischiosa: un romanzo dovrebbe avere un personaggio – o più di uno – che funga da motore della macchina narrativa. Quando questo manca, la storia si trascina stancamente fino alla fine senza che ci si senta mai realmente coinvolti; l’impossibilità di immedesimarsi, di fare proprie le storie dei protagonisti, proietta il lettore nel ruolo di spettatore passivo, costretto a seguire le vicende dall’esterno senza riuscire mai a entrarci dentro veramente.

Ne “La gabbia invisibile” vengono introdotti molti elementi d’interesse che però non appaiono sfruttati a dovere, preferendo mescolarli in un gran calderone di azioni e reazioni prive di un vero e proprio supporto motivazionale. La mancanza di un attore principale, di una mente più analizzata e sviscerata, in grado di guidare il lettore attraverso la storia si fa sentire parecchio, poiché ci troviamo di fronte a un romanzo che trae la propria forza dal tentativo di descrivere il fragile equilibrio tra razionale e irrazionale, tra potere e debolezza, tra reale e irreale, tra moralità e corruzione. Quello che mi è piaciuto meno è proprio la scarsa caratterizzazione dei personaggi, unita a delle scelte un po’ troppo stereotipate che stridono con l’atmosfera di modernità di cui il romanzo è impregnato.

Manca dunque un vero e proprio elemento di spicco, quel quid che rimanga impresso nella memoria, in grado di sganciare il testo dai cliché per farlo brillare di luce propria. Credo che con qualche sequenza descrittiva in meno e un po’ di coraggio narrativo in più, “La  gabbia invisibile” sarebbe potuto essere un testo più ricco e accattivante.

VALUTAZIONE: sufficiente

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THORN, J – Tales from Helleborya, Libro I – corruzione oscura

Titolo: Tales from Helleborya – Libro I – Corruzione Oscura
Autore: J. Thorn
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Pag: 348
Genere: Fantasy/Sci-fi
Prezzo cartaceo: € 9.90
E-book: € 2.99
Booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=iNEYKeZndMQ

Helleborya sta cambiando. Lo puoi sentire nelle voci tremolanti delle persone che bisbigliano di incubi ormai persi nel tempo. Lo vedi nell’incedere preoccupato dei messaggeri che portano notizie dell’ennesimo gruppo di grandi eroi sparito nel nulla. Lo percepisci negli sguardi assenti di coloro affini alla magia, sempre con l’orecchio vigile, come a cercare di cogliere un sussurro lontano. Sagome sfuggenti nel cielo notturno. Individui dalle insolite armature. Il momento è giunto. Diversi giovani destini s’incroceranno nel villaggio di Danthya. Il viaggiatore dagli strani marchingegni, la ragazza coperta dall’armatura di radici, la veggente senza poteri, il cavaliere tormentato dalla passione… Il primo atto di una delle pagine più buie di Helleborya sta per essere scritta.

Il gruppo di coraggiosi eroi costruito da J. Thorn rappresenta un buon mix di caratteri e umori. Ogni personaggio gode di un momento di attenzione particolare durante il quale viene ben definito per poi divenire membro del coro in modo naturale. Morgan Blake, giovane mago a Danthya,  Ronak il nano,  Markus l’umano, Kendra con la sua armatura vegetale,  Jack Thorn arrivato da una dimensione parallela molto più tecnologica. Questi  e altri fantastici personaggi saranno coinvolti in un caleidoscopio di avventure con uno scopo preciso: scoprire le cause della terribile corruzione  che si sta diffondendo per tutta Helleborya. Lo faranno affrontando nemici e ostacoli, forti della sinergia che si sviluppa dalla loro unione. Attraverseranno una magica foresta alla ricerca di un’antica draghessa farfalla, che li instraderà nella ricerca di un essere più antico della magia malvagia che sta distruggendo il loro mondo. In sottofondo, le trame del Popolo delle Stelle. Nel fondo uno scontro epico.

Vari gli spunti che convergono in questo romanzo. L’anziana Sarnarath nel tempio del Grande Albero ricorda la casa albero di Pandora di Avatar così come i cloni del Progetto E.G.O.  Nani ed elfi rimandano ai personaggi di Tolkien con le loro caratterizzazioni tipiche. La Corruzione di Helleborya appare cugina di primo grado al Nulla che assale il Regno di Fantàsia di Michael Ende.

Questa premessa depone a scarso favore dell’originalità dell’opera. Tuttavia gli ingredienti sono rimescolati con buona maestria definendo un risultato gradevole per gli amanti del genere. L’autore ha una buona tecnica descrittiva, i dialoghi risultano chiari e scorrevoli. La fluidità del testo è leggermente intaccata da un uso abbondante di aggettivi e di superlativi assoluti. Il ritmo narrativo trae energia dagli scenari policromi e dall’energia delle caratterizzazioni dei molti personaggi. Interessante l’assaggio dell’ENCICLOPEDIA DI HELLEBORYA da indagare più da vicino all’indirizzo http://www.helleborya.com

VALUTAZIONE:

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distopici mainstream nell’universo sci-fi

Vi è mai capitato di gironzolare su portali o siti web che si occupano di narrativa e imbattervi in termini che tutti – tranne voi – padroneggiano con estrema maestria? Con questo articolo – e con l’aiuto di Wikipedia – cercheremo di darvi una mano a comprendere quei termini tanto fashion che saltano di tastiera in tastiera riempiendo il web, dei veri e propri must per gli appassionati di narrativa.

Ovviamente se qualcuno vuole contribuire all’ampliamento di questo piccolo dizionario editoriale può farlo lasciando un commento a questo articolo, inserendo uno o più termini con relativa spiegazione, in modo da aiutare tutti quelli che arriveranno qui a capirne un po’ di più.
Intanto iniziamo noi, con alcuni dei termini e dei modi di dire che usiamo più spesso.

narrativa di genere: la narrativa di genere è la narrativa (romanzi, racconti) scritta con l’intento di rientrare in uno specifico genere letterario al fine di compiacerne gli appassionati. Nell’editoria contemporanea, genere è un termine elastico usato per accomunare opere con similitudini di personaggi, temi e situazioni, ad esempio il romanzo d’appendice, giallo, il romanzo rosa, l’horror, che si sono dimostrati attraenti per particolari gruppi di lettori. I generi si evolvono, dividono e combinano, man mano che i gusti dei lettori cambiano e gli autori cercano nuovi modi per raccontare storie. Nella narrativa di genere rientrano i romanzi gialli, di fantascienza, i fantasy, i noir ecc…ecc…

mainstream: è un termine che significa “corrente conosciuta dalle masse”, di “tendenza”. È usato in genere nelle arti, come la musica, nel cinema, nella letteratura, nell’informazione e in molti altri campi culturali in contrapposizione alle culture minoritarie.
Nella letteratura, mainstream indica solitamente la narrativa non di genere. Spesso il termine è usato anche in senso spregiativo, per indicare degli artisti che si legano a generi tipicamente di “tendenza”, (es. film d’azione, musica pop) o ad un particolare target (es. adolescenti), per motivi puramente commerciali.

distopia: per distopìa si intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) nella quale le tendenze sociali sono portate a estremi apocalittici.

sci-fi: sci-fi è l’abbreviazione di scientific fiction, nient’altro che la buona, vecchia fantascienza, un genere di narrativa popolare di successo sviluppatosi nel Novecento, che ha le sue radici nel romanzo scientifico. La fantascienza ha come tema fondamentale l’impatto di una scienza e/o una tecnologia – attuale o immaginaria – sulla società e sull’individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg, mostri o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più frequentemente, nel futuro. Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.

ucronia: l’ucronìa è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Per la sua natura, l’ucronia è spesso assimilata al più vasto genere della fantascienza e si incrocia con la fantapolitica, mescolandosi all’utopia o alla distopia quando va a descrivere società ideali o, al contrario, indesiderabili.

steampunk: lo steampunk è un filone della narrativa fantastica-fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, spesso l’Ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei libri di Conan Doyle e H. G. Wells. Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico – a volte una vera e propria ucronia – in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore anziché dall’energia elettrica. Originariamente concepito per descrivere la fantascienza ambientata in epoca vittoriana, “steampunk” è diventato un termine di uso comune per molte altre forme analoghe di narrativa fantastica (o speculative fiction) ambientate in secoli anche successivi all’Ottocento, o in mondi diversi dalla Terra, ma pur sempre con fortissimi riferimenti al Lungo XIX Secolo, alla rivoluzione industriale e al romanzo scientifico ottocentesco.

fanfiction: più spesso nota come fanfic, FF o fic, è un’opera scritta dai fan (da qui il nome) prendendo come spunto le storie o i personaggi di un’opera originale, sia essa letteraria, cinematografica o televisiva. La rete abbonda di opere di fan fiction, costruite soprattutto intorno a personaggi particolarmente amati, tratti da film, fumetti, manga, anime, videogiochi o romanzi. Tali opere vengono spesso ideate dai fan per fornire una propria visione della storia, creando situazioni che si inseriscono nella continuità in un momento precedente o successivo alla trama dell’opera originale, oppure inserite nel corso della trama stessa, con l’intento di completare parti che non erano state approfondite dagli autori originali. In altri casi i fan si divertono anche a creare situazioni alternative alla storia, in modo da utilizzarle anche come spunti per criticare e parodiare il racconto.

fandom: sottocultura formata dalla comunità di appassionati che condividono un interesse comune in un qualche fenomeno culturale.

fanzine: Il termine inglese fanzine nasce dalla contrazione delle parole fan (da fanatic, appassionato) e magazine (rivista), e può essere tradotto in italiano come rivista amatoriale. Indica le riviste realizzate da appassionati di qualche particolare genere o fenomeno culturale (quali possono essere letteratura, musica, fumettistica, ecc.) e rivolte a un pubblico specifico.

yaoi: è il termine ancora più popolare all’interno della comunità fandom per indicare quel particolare genere di manga scritto e disegnato da donne e orientato essenzialmente verso un pubblico femminile seppur focalizzato su relazioni fisico-romantiche omosessuali più o meno idealizzate, nella stragrande maggioranza dei casi con protagonisti ragazzi e studenti poco più che adolescenti; il suo corrispondente femminile è yuri.

hentai: è una parola giapponese che significa “anormalità”, “anormale”, o “pervertito”, ma anche, in altro contesto, “metamorfosi”. In Giappone si utilizza soprattutto con il significato di “sessualmente perverso” e ha una connotazione molto negativa, in quanto indica forme di “perversione sessuale”. Al di fuori del Giappone viene usato per riferirsi a opere a sfondo pornografico, divise principalmente tra hentai anime, hentai manga e videogiochi contenenti riferimenti sessuali o espliciti.

hard boiled: il genere hard boiled rientra nel genere poliziesco o detective fiction e si distingue dal giallo deduttivo per una rappresentazione realistica del crimine, della violenza e del sesso.

feuilleton: feuilleton è un diminutivo di feuillet (foglio, pagina di un libro). Si trattava di un romanzo che usciva su un quotidiano o una rivista, a episodi pubblicati in genere la domenica. Il feuilleton è il romanzo d’appendice, un popolare genere letterario in voga tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Il fuilleton altro non è che un’opera pubblicata “a puntate” su riviste, settimanali, giornali ecc…ecc… equiparabile alla più moderna blognovel.

blognovel: è una forma di scrittura creativa che prevede l’utilizzo del blog come mezzo di pubblicazione per raggiungere i lettori. Sostanzialmente con tale termine si intende un romanzo o una serie di racconti che si sviluppano in più episodi su un blog, al pari di un moderno romanzo d’appendice.

memoir: genere letterario che narra di ricordi reali avvenuti nell’esistenza di una persona o di un popolo che l’ha/hanno segnato/i in maniera particolare. Grandi esponenti del racconto della memoria sono Primo Levi, Ignazio Silone e Italo Svevo. Se questo genere tende solitamente a essere prevalentemente descrittivo, si rivela spesso e volentieri una lettura dell’anima, dei ricordi, dei momenti importanti della vita di una persona.

young adult: un romanzo per giovani adulti è quello che pone al centro della storia la figura di un adolescente che affronta l’amore, la morte, il sesso: sia in forma realistica che metaforica. Chi si rispecchia nell’eroe legge le sue avventure anche se non è un frequentatore di librerie.

paranormal romance: è un termine con il quale si indica un sottogenere del fantasy e in particolare del fantasy contemporaneo. Le storie Paranormal romance sono ambientate nel mondo reale e generalmente nella nostra epoca. Si caratterizzano per la presenza di elementi e creature paranormali ed esoteriche, come vampiri, angeli, diavoli, licantropi, mutaforma, streghe, fantasmi. Nella sua forma più commerciale, la paranormal romance è legata al romanzo rosa e al fantasy romantico, focalizzando così l’attenzione su una o più storie d’amore. Esempi di questo filone sono Fallen e Twilight.Nella sua forma meno commerciale, la paranormal romance è legata all’horror e al dark fantasy, focalizzando così l’attenzione sugli elementi esoterici e occulti e generando atmosfere oscure e tetre, pur non rinunciando alle storie d’amore importanti per la trama. Un esempio di questo filone è Quando il Diavolo ti accarezza di Luca Tarenzi.

drabble: è un termine che indica una storia brevissima di esattamente 100 parole. Scopo del drabble è provare la capacità dell’autore di esprimere idee interessanti e significative in uno spazio estremamente quadrato e limitato.