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SPARKS, F. G. – Sette anime dannate

TITOLO Sette anime dannate
AUTORE F. G. Sparks
EDITORE Narcissus.me
GENERE Giallo,Thriller,Horror
PAGG 140 ca
PREZZO 1,99 Euro
[xrr rating=2.5/5]

In una città senza nome un misterioso serial killer massacra le sue vittime con un martello. Ma è solo la follia oppure c’è qualcos’altro che muove la mano dell’assassino?

Samuel Bosley è il tenente chiamato a risolvere il caso del serial killer che uccide le sue vittime a martellate in faccia. Tutto inizia con uno strano delitto: il cadavere carbonizzato e irriconoscibile di un uomo viene ritrovato in un magazzino fatiscente. Di fronte al magazzino viene rinvenuta un’automobile intestata a un certo Archer; Bosley visita l’appartamento di quest’ultimo, preleva alcuni capelli da una spazzola e archivia il caso come suicidio dopo aver ottenuto conferma che il DNA dell’uomo carbonizzato è quello di Archer. Poco dopo inizia la sequela di omicidi del killer del martello, individui legati tra di loro da rapporti amicali o professionali. Durante le indagini, Bosley viene affiancato da un ex collega della Omicidi, Colby Forester, dedito oggi all’investigazione privata. I due, indagando assieme, riusciranno, ognuno a proprio modo, a scoprire l’identità del killer e le motivazioni che lo hanno spinto a uccidere.

L’impianto narrativo è lineare, ma stereotipato, e proprio per questo fragile; anche volendo soprassedere sulla tematica logora del killer che uccide per vendetta, è impossibile non notare un enorme non-sense che fa perdere credibilità all’intera storia: puntare il dito con tanta insistenza sul modo in cui l’assassino uccide le proprie vittime e basare lo scioglimento sul fatto che i detective se ne accorgano solo dopo la quinta vittima. Perché basta aver visto anche solo pochi episodi di una qualunque serie televisiva che analizza i comportamenti criminali per pensare immediatamente che tra il modo in cui l’assassino agisce e il movente dei suoi omicidi ci sia un collegamento. Appare dunque assai inverosimile che due detective esperti arrivino a capirlo solo quando i morti sono ormai cinque. Anche la facilità con cui il killer penetra nelle vite e nelle abitazioni dei suoi bersagli contribuisce ad aumentare il senso di mancata verosimiglianza.

Un altro punto debole del testo è che ci sono davvero troppi cliché; Samuel Bosley è il classico esempio dello stereotipo unidimensionale: vedovo, non troppo intuitivo, soffre di emicrania perenne, si imbottisce di aspirine inghiottite con il caffè e si accompagna con un altro detective molto più sensibile e sveglio di lui. Stesso discorso è applicabile al killer.

ATTENZIONE: SPOILER! SelectShow

Ciò che mi ha colpita positivamente è la capacità dell’autore di intessere degli ottimi dialoghi, vero punto forte del romanzo, ma nel complesso anche se non credo che “Sette anime dannate” sia completamente da dimenticare, devo dire che non è un libro che consiglierei. Nonostante s’intravedano le potenzialità dell’autore, su tutta la narrazione aleggia troppa superficialità. I personaggi sono stereotipati, l’intreccio non è originale ma soprattutto manca di tecnica: questo romanzo non è in grado di catturare il lettore perché non c’è sospensione, non c’è passione, è zeppo di avverbi che cercano di sopperire, senza peraltro riuscirci, alla mancanza dello show don’t tell. Ci si trova davanti solo un elenco di azioni asettiche che portano alla soluzione del caso, senza che ci si senta mai realmente coinvolti dalle vicende raccontate.