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D’AURIA, Massimo JR – Dissonanze

Titolo: Dissonanze
Autore: Massimo Junior D’Auria
Editore: Sogno Edizioni
Prezzo: 8,50 euro, c
Isbn: 978-88-96746-34-9
N. Pagine: 146
Genere: Noir/Thriller

In ogni esistenza c’è una lieve dissonanza pronta a esplodere con fragore, liberando il suo potenziale distruttivo…

 

I racconti che compongono “Dissonanze” indugiano principalmente tra il thriller e il noir, lambendo solo in parte gli elementi tipici di un horror sovrannaturale.
Massimo Jr D’Auria non è nuovo a opere simili: già un paio d’anni fa con il suo “Nero nr. 9” aveva dato vita a un’antologia dello stesso genere, che seppur peccando di qualche ingenuità imputabile all’inesperienza, si era rivelata un prodotto interessante e ricco di spunti, nel quale s’intravedeva un ottimo potenziale. Potenziale che in “Dissonanze” viene confermato, perché D’Auria non si limita a sfruttare gli stereotipi del genere: va molto più a fondo, esplorando l’orrore del quotidiano, indugiando sull’introspezione, scavando nell’anima dei protagonisti.
L’originalità di “Dissonanze” risiede proprio nella scelta di non giocare sui ribaltamenti, sui colpi di scena come sarebbe lecito aspettarsi da una raccolta di testi noir e thriller. Perché la penna dell’autore in quest’antologia diventa una flebo che instilla lentamente le gocce del sospetto, della paura, dell’ansia, fino a dare vita a scenari nitidi che non hanno bisogno del fattore sorpresa per colpire.

D’Auria usa focalizzazioni interne ed esterne, alternandole anche all’interno dello stesso racconto, con una prosa fluida e diretta. C’è da evidenziare che come in tutte le raccolte ci sono racconti più riusciti e meno riusciti. Alcuni li ho trovati troppo scarni, privi di un adeguato supporto motivazionale che indagasse le ragioni dell’orrore, come per esempio “Scrivere”, non a caso l’unico dei racconti che presenta un vero “colpo di scena” che però rimane confinato nell’ambito di un deus ex machina dando al racconto una sensazione di incompiuto.

Nel complesso in “Dissonanze” Massimo Jr D’Auria conferma le buone potenzialità mostrate nelle precedenti opere. La speranza di noi lettori appassionati del genere è che questo promettente autore napoletano prima o poi decida di abbandonare i racconti brevi per regalarci un bel romanzo, magari un thriller introspettivo.

VALUTAZIONE: 

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AA VV – Nerinchiostro

TITOLO: NERINCHIOSTRO
GENERE: ANTOLOGIA
ANNO: 2012
PAG: 156
ISBN: 978-88-96746-32-5
Prezzo: 8,50 euro
Editore: Sogno Edizioni
AUTORI:
Roberto Ciardiello
Antonino Lo Iacono
Enrico Scigliuzzo
Mauro Zanetti
Grazia Gironella
Enrica Aragona
Isabella Zangrando
Riccardo Carli Ballola

Tanja Sartori
Marco Migliori

Prima antologia della Sogno Edizioni, curata da Massimo Jr. D’Auria. 10 autori hanno dato vita ad un’opera che spazia fra i generi noir, thriller, horror, chiazzando di rosso le pagine del volume. 10 autori diversi, li accomuna il piacere del brivido e della suspance e il desiderio di instillare nel lettore attesa ed emozioni.

Oggi ho il piacere di parlarvi di quest’antologia di racconti horror, thriller e noir edita dalla Sogno Edizioni, dove sono presente anch’io con il racconto “Bianco come il buio”, che per forza di cose tralascerò di recensire. Ma oltre al mio ci sono altri nove racconti, che vi regaleranno un brivido freddo in quest’estate bollente. Io li ho letti in anteprima, e sono rimasta piacevolmente colpita dal livello dei testi, che ho trovato eterogenei e originali. Proviamo a vederli uno per uno, cercando di non cadere nello spoiler 🙂

Dietro il pagliaccio, di R. Ciardiello
Un racconto che prende a prestito uno degli archetipi classici dell’horror, il clown, e più precisamente quello che nell’immaginario comune è diventato il simbolo della paura: pennywise, pericolosamente vicino al buon vecchio Re del terrore. E se assieme a pennywise arrivano anche mescalina e whisky in quantità da rave, il botto è garantito.

Disgregamento, di A. Lo Iacono
Anche questo racconto gioca su una suggestione assai sfruttata: l’elisir di lunga vita, la formula dell’immortalità. Un racconto epistolare, quello di Antonino Lo Iacono, in cui le pagine del diario del professor Gray guidano il lettore attraverso un alchimia che potrebbe cambiare radicalmente il futuro dell’umanità. Una curiosa coincidenza: il protagonista si chiama Gray, e il racconto che precede “Disgregamento” ha a che fare con il pagliaccio di IT. Il nome Bob Gray vi dice nulla?

Tattoo, di E. Scigliuzzo
Separazioni dolorose, anatemi, malinconie di single forzati e ricerca di emozioni forti, magari in un tatuaggio tabori. Ma attenzione a scegliere bene il soggetto del tatuaggio, perché potrebbe rivelarsi una scelta… fatale.
Un racconto evocativo, denso, opprimente, che stuzzica i sensi e la fantasia.

La stanza buia, di M. Zanetti
Fino a dove può spingersi il desiderio di vendetta? Lontano, molto lontano, se nasce nella mente di un uomo disturbato, amante della lettura e capace di ordire trame degne del miglior giallista. Chiedetelo a Stefano, l’ispettore ispiratore, perdonate il gioco di parole. Ammesso che riusciate a trovarlo…

La corsa delle ventidue e quindici, di G. Gironella
L’autista di un autobus raccoglie storie. Raccoglie sguardi, promesse, sospiri. E nella solitudine delle corse notturne è facile stringersi ad anime perdute, finché quelle anime perdute spariscono nell’oblio. Ma tornano, tornano sempre. Tornano a indicare la via da percorrere, anche se le strade sono pericolose.

Fame di vita, di I. Zangrando
Cibo e passione, un binomio tanto classico quanto accattivante. Ma si sa, gli eccessi fanno male, tanto nel cibo quanto nella passione. E quando si diventa schiavi per amore, le conseguenze possono essere devastanti. Isabella Zangrando ci offre un racconto crudo nonostante le sue pietanze siano cotte a puntino. Un racconto che a tratti sconfina nel pulp e che stringe lo stomaco fino a provocare la nausea.

La galleria, di R. Carli Ballola
Un racconto delirante, onirico, sospeso tra sogno e realtà, oscillante tra vecchi rancori e nuove consapevolezze. Cosa deciderà di fare Vittorio? Andrà incontro al suo passato perdonando il padre morente o aprirà gli occhi sul futuro, lasciandosi tutto alle spalle una volta per tutte? La risposta è in fondo alla galleria, dovete solo arrivarci. Ma vi avviso, non sarà semplice…

Il sapore del ferro, T. Sartori
Tanja Sartori ci fa fare un viaggio della follia nella mente di un assassino: leggendo il suo racconto sembra davvero di assistere a una perfetta trasposizione del peggiore degli incubi. Una mente malata, una donna inerme, un’ambientazione terrificante. Elementi che si fondono fino a plasmare uno scenario di morte dove non c’è posto nemmeno per la speranza.

Album, di M. Migliori
Fotografie, vite da ricostruire attraverso le immagini in un mondo che non ha più spazio per la felicità. Fotografie che guidano il lettore attraverso cambiamenti a cui nessuno vorrebbe mai assistere. Fotografie che restano l’unica testimonianza di normalità in un mondo che di normale non ha più niente.

E in ultimo, faccio i complimenti a Massimo J. D’Auria, curatore dell’antologia, per la scelta sapiente e centellinata dei racconti, che formano una raccolta davvero piacevole da leggere. Si spazia dall’horror al noir passando per il thriller, senza mai annoiarsi e scoprendo le potenzialità di autori esordienti davvero in gamba.

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[GIVEAWAY] Vincitore giveaway#01 – “Massime bollenti”

Signori e signore,

siamo liete di annunciare il vincitore del primo giveaway ufficiale di Mondoscrittura, che si aggiudica una copia del romanzo di Grimilde “Sono quello che vuoi”.

IN QUESTO ARTICOLO trovate regole e commenti lasciati dai partecipanti e di seguito i dettagli dell’estrazione:

I partecipanti al giveaway sono stati numerati in ordine di arrivo:

1 – Sil
2 – Rosanna
3 – little_grey
4 – Veronica
5 – Nico
6 – Massimiliano Campo
7 – gioara
8 – Melixa
9 – Vlae
10 – Bros

NB: il commento di edorzar è stato escluso poiché non rispettava le regole.

Il sorteggio è stato fatto attraverso il sito Random.org, e il fortunato estratto è:

IL COMMENTO NUMERO 1: SIL!

Nei prossimi giorni contatteremo il vincitore e spediremo la copia omaggio.
Ringraziamo tutti e dieci i partecipanti per aver aderito all’iniziativa, ma rimanete sintonizzati, perché a breve ci sarà un’altro giveaway e stavolta in palio ci sarà la nostra antologia “LE PRIME VOLTE”.

Alla prossima!

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POSSIERI, Gianpiero – Il fuoco nell’anima

Titolo: Il fuoco nell’anima
Autore: Giampiero Possieri
Editore: Sogno Edizioni
Genere: Giallo Poliziesco
Pagine: 257
Prezzo: € 13,50
ISBN: 978-88-96746-12-7

TRAMA

La trama del romanzo è costruita intrecciando sapientemente le storie di vita dei protagonisti attraverso tre differenti archi temporali. Partendo dal 1988 fino al 2008 seguiamo le vite di Carlo e Manuel, osservando come le aspirazioni e i sogni di gioventù si sono trasformati in demoni, cedendo il passo al bisogno e al desiderio di redenzione. Filo conduttore è un’indagine che torna e ritorna a stimolare, mettere alla prova e tormentare i due ragazzi prima e gli uomini poi, fino a metterli di fronte al medesimo colpevole. Il romanzo conserva  intatto un finale ad effetto non anticipato che risulta pienamente congruente, strappando un plauso verso l’ingegno dell’autore.

 PERSONAGGI

Carlo, il protagonista, risulta il personaggio maggiormente caratterizzato, seguendo un proprio percorso di evoluzione/involuzione, pur limitato al senso di colpa e angoscia derivante dalle scelte compiute. Manuel, il coprotagonista, risulta coerente con le scelte compiute e con il desiderio di rivalsa, ma poco approfondito. Gli altri protagonisti risultano poco più che abbozzati, in particolare il personaggio di Samuel, fratello poliziotto di Manuel. Egli è infatti il più funzionale alla trama in quanto fornisce spunti e informazioni, ma risulta poco verosimile riguardo la scelta di violare numerose regole e segreti istruttori sulla base della fiducia risposta in due adolescenti.

I numerosi dialoghi e scambi tra Manuel e Carlo, volti a mostrare il rapporto d’amicizia tra i due, risultano poco freschi e forzati, non riuscendo nell’intento di stemperare la tensione e divertire il lettore.

 STILE

Lo stile è abbastanza fresco e scorrevole, fatta eccezione per alcune sequenze retoriche e per un incipit particolarmente faticoso che non invita a proseguire nella lettura. La scrittura si fa più fluente quando l’autore abbandona il piano dell’elaborazione mentale a favore del piano dell’azione.

Nella presentazione tipografica risultano stonate alcune scelte, come l’uso di riportare il dialogo telefonico tra il rapitore e Carlo con un carattere più grande.

 GIUDIZIO

Il romanzo nel suo complesso è godibile, e dimostra una notevole maturazione stilistica rispetto al libro d’esordio dell’autore.
Punto di forza è la storia: coerente, lineare e ben congegnata. Pur nella sua semplicità costituisce di fatto il treno portante che invita a proseguire nella lettura per arrivare a conoscere il finale.
Punto debole è la poca caratterizzazione dei personaggi. Il mancato approfondimento delle interiorità rende difficoltosa l’empatia, portando il lettore a essere più interessato al “come andrà a finire” piuttosto al “cosa accadrà loro”. La perdita e il dolore del protagonista si presentano come la benzina che avvia il motore degli avvenimenti più che come il vero corpo della storia.

Notevole è il finale, seppure sbrigativo nel liquidare aspetti pratici e aspetti psicologici abbozzati in precedenza, in quanto “chiude il cerchio” in maniera perfetta: la tela bianca della prima pagina trova il suo posto e la sua compiutezza nelle battute finali.