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CAVALLARO, Valentina – Amori e pasticci su Facebook

Titolo: AMORI E PASTICCI SU FACEBOOK
Autore: VALENTINA CAVALLARO
Editore: NOCCHIERO EDIZIONI
Genere: CHICK-LIT
Pagine: 116
Prezzo: Euro 12,00

A.A.A Fidanzato cercasi. Bello, alto, maturo. Disponibilità immediata. Astenersi perditempo. Qual è la festa più attesa dell’anno dagli innamorati? San Valentino, ovvio. Se non si è single come Milena. Manca però ancora una settimana alla fatidica data e in sette giorni un fidanzato si può trovare. Come? Con Facebook naturalmente. Ecco così Vishal, bello, esotico, più grande, fa persino l’attore a Bollywood… ma sarà l’uomo perfetto? L’unico modo per scoprirlo è uscire dalla rete e incontrarlo. Sempre ammesso che esista. Se però si mettono di mezzo Felice, dark quindicenne e un gruppo di attempati gigolò, allora le cose si complicano…

Milena ha vent’anni, vive in un monolocale di venti metri quadrati e lavora come centralinista in una ditta che vende pentole. A pochi giorni da San Valentino viene presa dallo sconforto: Milena infatti non ha un fidanzato, non ha amici, non ha interessi e non frequenta nessuno, se si escludono i vecchietti della casa di riposo dove periodicamente svolge una sorta di volontariato retribuito. Decide dunque di affidare le sorti del suo futuro sentimentale a Facebook dove incontra Vishal, con cui intreccerà una sgrammaticata relazione virtuale dall’epilogo inaspettato. Le emozioni più forti però arriveranno da Felice, adolescente dark che Milena conoscerà grazie agli ospiti della casa di riposo.

Amori e pasticci su Facebook viene classificato come una chick lit, nonostante gli elementi peculiari del genere non siano esposti con sufficiente incisività; un romanzo chick-lit tende a essere umoristico e post-femminista nella rappresentazione della vita e dei rapporti sentimentali. Le protagoniste sono di solito donne dinamiche, spesso tacciate di superficialità, che amano lo shopping sfrenato e il glamour in tutte le sue forme. Quello che però contraddistingue una chick lit è lo stile della narrazione, che tende a essere irriverente anche (e soprattutto) sugli argomenti sentimentali e sessuali.
In questo romanzo la protagonista è piuttosto statica, poco incline alle tematiche da fashion icon, interessata solo a migliorare la propria condizione di ventenne single ma sempre con una certa moderazione. L’irriverenza e il brio che dovrebbero dare colore alle vicende mancano, sebbene l’autrice tenti, non sempre con successo, di fregiarsi di quell’ironia indispensabile in un’opera simile. Uno dei rischi che si corrono cimentandosi in un genere come la chick lit è quello di confondere una narrazione che deve essere leggera con un’esposizione superficiale: adottare uno stile brillante non significa infatti impoverire l’intreccio evitando di approfondire la psicologia dei personaggi e le ambientazioni.

Quello che mi ha convinto meno di questo romanzo è proprio il tratteggio di Milena, protagonista indiscussa attorno cui ruota l’intera opera: Milena appare come una specie di disadattata nonostante abbia tutte le potenzialità per essere una ventenne come tutte le altre; a un discreto aspetto fisico si affianca un carattere tutto sommato affabile, un lavoro, un appartamento indipendente. Leggendo questo breve romanzo è inevitabile chiedersi perché Milena non abbia amici, visto che non sembra esserci alcun impedimento alla sua capacità di socializzazione. Poiché tutto il romanzo si basa sulla vischiosità dei rapporti virtuali, sarebbe stato opportuno approfondire le motivazioni che portano la protagonista a convincersi che Facebook sia l’unico mezzo per raggiungere l’obiettivo; la scarna introduzione sui suoi trascorsi di studentessa in un liceo femminile non appare sufficiente a sfaccettare la figura di Milena. Si sente dunque la mancanza di un background convincente, che fornisca le spiegazioni necessarie ad affrancare l’intreccio dalla sensazione che sia fine a se stesso.

Proprio per quanto concerne il tessuto narrativo c’è da dire che gli episodi di cui Milena si rende protagonista appaiono quanto meno paradossali: se da una parte è possibile, anche se poco probabile, che una ventenne single non conosca i social network, dall’altra appare decisamente incredibile che una studentessa fresca di liceo non abbia mai sentito nemmeno nominare Dostoevskij, al punto da credere che sia un amico del suo collega di call center. In quest’ottica il tentativo di forzare l’ironia a tutti i costi appare grottesco e priva la narrazione di verosimiglianza.
Anche lo scioglimento lascia molte perplessità: restano troppe domande circa la mancata ricerca di Milena da parte di genitori e parenti, figure menzionate solo sporadicamente durante la narrazione.

Nonostante l’esposizione sia piuttosto lineare lo stile appare ancora acerbo, e l’insistenza con cui l’autrice utilizza un’arma potente – ma scivolosa – come quella dell’ironia ne è testimonianza: il risultato è che anziché alleggerirle le pagine vengono rese meno digeribili. Quelli che dovrebbero essere dunque i punti di forza del racconto diventano fragilità: le caratteristiche di Milena quali l’ingenuità, la rigidità con cui si pone di fronte a determinate vicende, la sua scarsa conoscenza dei rapporti sociali anziché renderla tridimensionale appaiono eccessivamente calcate, rendendola più una macchietta che un personaggio narrativo dotato del giusto spessore.

Una nota positiva viene data dal finale, che strappa un sorriso e lascia una nota di speranza.

Nel complesso Amori e pasticci su Facebook presenta diverse lacune, sia a livello d’intreccio sia stilistiche, che la rendono un’opera potenzialmente discreta ma ancora decisamente immatura; sebbene siano presenti le basi di una buona struttura, l’elaborazione lascia molto a desiderare.

VALUTAZIONE: migliorabile

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[EVENTI] Portici di Carta

Sabato 6 e domenica 7 ottobre 2012 a Torino la sesta edizione di Portici di Carta: i cent’anni di Elsa Morante e una mostra su Sellerio.

È in programma sabato 6 e domenica 7 ottobre 2012 a Torino la sesta edizione di Portici di Carta, la manifestazione promossa dal Salone Internazionale del Libro con il sostegno della Città di Torino. Per un intero fine settimana, i portici del centro storico della capitale piemontese si trasformano in una lunghissima libreria (oltre 2 km), gestita da più di 100 librai e suddivisa in numerose «vie del libro» tematiche. Cuore della festa è piazza San Carlo, il «salotto di Torino», che ospita un nutrito programma di incontri con autori, presentazioni editoriali, reading e dibattiti e l’area dedicata ai laboratori per bambini e ragazzi.
Come il Salone, anche Portici di Carta debutta su twitter: segui, commenta e partecipa alla discussione con l’hashtag #portici12.

Dopo le edizioni dedicate a Italo Calvino e Goffredo Parise, Portici di Carta 2012 ricorda Elsa Morante a cent’anni dalla nascita: inediti, novità editoriali, dibattiti e letture.
Numerose le iniziative che arricchiscono il programma. Fra le prime anticipazioni: la mostra Storia di un editore. Sellerio, con esposizione di volumi storici, fotografie e documenti rari della casa editrice palermitana nelle vetrine e nelle botteghe storiche di piazza San Carlo. Alcuni fra i più importanti autori della casa editrice saranno inoltre ospiti del palinsesto di eventi di Portici.
Il sabato sera è in programma l’animazione del percorso con concerti ed esibizioni live di gruppi musicali e vocali. E la domenica mattina, tutti in giro per Torino sulle tracce degli scrittori con le Passeggiate letterarie guidate dalla storica della letteratura Alba Andreini: i luoghi di Guido Gozzano, Natalia Ginzburg, Edmondo De Amicis, Emilio Salgari e luoghi simbolo della cultura torinese come librerie storiche, case editrici e molto altro. Novità: da quest’anno, le Passeggiate letterarie sono realizzate in collaborazione con le Circoscrizioni, le Biblioteche civiche e l’Università di Torino: partiranno dai quartieri e convergeranno in piazza San Carlo, dove un bookshop offrirà i libri degli autori e degli argomenti trattati.
E torna a grande richiesta dalla prima edizione la lotteria. Anzi, La lotteria parte in libreria, che prenderà il via nelle due settimane precedenti nelle librerie aderenti alla manifestazione: per ogni libro acquistato, un biglietto per partecipare all’estrazione finale di numerosi premi.

Altra novità. Da quest’anno, Portici di Carta sarà l’occasione per fare il censimento delle librerie di Torino e Provincia. In concomitanza con la manifestazione, una pagina sul sito del Salone aggiornerà ogni anno il numero complessivo delle librerie operanti a Torino e provincia: un monitoraggio-fotofinish sullo stato di salute delle librerie e su come cambia la geografia di catene ed esercizi indipendenti sul territorio.

Portici di Carta è un progetto promosso dalla Città di Torino e realizzato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura assieme ai librai di Torino e provincia, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Piemonte, della Camera di Commercio di Torino e della Fondazione Crt.

Maggiori informazioni: http://www.salonelibro.it/it/news/notizie-dal-salone/11904-sabato-6-e-domenica-7-ottobre-2012-a-torino-la-sesta-edizione-di-portici-di-carta-i-centanni-di-elsa-morante-e-una-mostra-su-sellerio.html

http://www.porticidicarta.it/

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CHRA, Monica – Lo sposo imperfetto

Titolo: Lo sposo imperfetto
Autore: Monika Crha
Editore: CIESSE Edizioni
Genere: Thriller
Pagine: 208
Prezzo libro: Euro 16,00

 

 

Carla, una giovane donna trasferitasi da poco a Torino, una domenica mattina incontra Marco; quest’ultimo si siede sulla panchina accanto a lei e inizia una lunga conversazione-confessione. Carla infatti è stata notata da Marco perché vive nell’appartamento che fu di Francesca, la sua amante, appartamento che Marco vede dal suo balcone.
Inizia così “Lo sposo imperfetto”, il racconto di una vita apparentemente perfetta, quella di Marco, che viene sconvolta dall’arrivo di Francesca, donna matura e misteriosa, sua dirimpettaia.
Marco è un uomo giovane e bello, sposato con una bella ragazza e con un figlio. Ha una famiglia che lo segue e lo aiuta, un lavoro stabile e un’esistenza scandita dalla quotidianità. Quando incontra Francesca però si rende conto di aver basato tutta la sua vita su una bugia, perché niente di quello che ha, è in realtà ciò che vorrebbe avere. Inizia così un percorso tormentato, fatto di fughe e bruschi ritorni alla realtà. Marco scopre che Francesca è la figlia di un amico di suo padre, che è un ex-terrorista e ha una figlia che vive lontana da lei. La forte attrazione che Marco prova verso Francesca lo porterà a mettere tutto in discussione fino all’epilogo della vicenda. Sullo sfondo una Torino magica e generosa che riesce ad apparire molto più bella di quanto sia in realtà.

RECENSIONE

Iniziamo col dire che questo romanzo NON è un thriller. “Lo sposo imperfetto” è infatti il classico romanzo non di genere, e se proprio qualcuno sentisse il bisogno d’inquadrarlo potrebbe farlo nel settore della narrativa mainstream. Non basta un personaggio con un passato da pseudoterrorista per ottenere il minimo sindacale del genere thriller, ma questo, considerando la bontà dell’opera, tutto sommato è un dettaglio di poco conto.
Se mi avessero raccontato a grandi linee di cosa parla questo libro, probabilmente non l’avrei letto. E avrei commesso un errore, come spesso succede quando si giudica senza conoscere.
Perché nonostante il tema portante sia stato già ampiamente dibattuto e per questo potrebbe risultare – passatemi il termine – inflazionato (l’uomo che ha un figlio troppo presto, si sposa, inizia una vita perfetta con mogliettina bella, figlio bello, cane bello e casa bella, e poi perde la testa per un’altra, bella e dannata, inseguendo la giovinezza che non ha potuto avere) l’autrice riesce ad appassionare il lettore, con uno stile fresco e originale che t’incolla alle pagine.
Le vicende di Marco, Giulia e Francesca vengono narrate con leggerezza ma allo stesso tempo con un’attenzione maniacale a quei dettagli che ti permettono di entrare appieno nella storia, facendoti vedere quello che succede, riuscendo a farti annusare gli odori, a essere travolta dai colori, dai profumi, dalle emozioni.
La trama, come detto, non è particolarmente originale; ciò nonostante l’intreccio è ben riuscito e la storia fila liscia, anche se c’è qualche sbavatura di troppo nella scelta dei tempi verbali, con una narrazione che salta dal passato al presente con superficialità.
Lo stile dell’autrice è sicuramente il punto di forza del romanzo, poiché “Lo sposo imperfetto” è il classico esempio di come una storia semplice possa diventare un romanzo avvolgente.
Quello che ho particolarmente apprezzato è proprio la mancanza di punti morti, che in apparenza sembra essere in contrasto con le descrizioni minuziose della quotidianità presenti nel romanzo. Ma Monika Chra ha la capacità di raccontare tutto con attenzione senza inciampare mai, riuscendo a tenere sempre alta l’attenzione con uno stile uniforme e fluido, sia quando racconta le emozioni, sia quando si cimenta nel racconto di scene di sesso, riuscendo a tenersi sempre in equilibrio tra forza e dolcezza, tra ruvidezza e sentimento.
Ognuno dei suoi personaggi è forte e fragile allo stesso tempo, ognuno vive le proprie emozioni con intensità e rabbia, e ognuno mostra il meglio e il peggio di sé permettendo al lettore di immedesimarsi, di volta in volta, in ognuno dei protagonisti. Non c’è un buono e un cattivo, ci sono solo persone, diverse tra loro ma ugualmente vere.
La banalità dei piccoli gesti quotidiani diventa quindi interessante e persino originale; l’autrice riesce a rendere i suoi personaggi tridimensionali e a farli uscire dalle pagine: tutti, nessuno escluso.
Alcuni passaggi nella loro disarmante semplicità riescono a essere persino poetici, come la descrizione del cane Flip, comprimario fondamentale nella psicologia del racconto e costantemente presente nelle vite dei protagonisti.
Unica nota stonata sembra essere proprio la figura di Carla, che risulta essere solo l’espediente che permette a Marco di raccontare la sua storia. Il finale che cerca di renderle giustizia e farle assumere un ruolo all’interno della storia, non è sufficiente a far affezionare il lettore.
Nel complesso è un romanzo che mi sento di consigliare sicuramente, scritto da un’autrice che dimostra ottime potenzialità e che ritengo giusto tenere d’occhio.