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CORELLA V, SOPRANI F – I fantasmi dei Natali passati

coverTitolo: I fantasmi dei Natali passati
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Genere: Giallo, Erotico
N°pagine: 130
Prezzo: 1.99 Amazon
[xrr rating=4/5]

LE RECENSIONI DEGLI EPISODI PRECEDENTI: La società degli spiritiLa lega dei gentiluomini rossiI figli del pozzo di carne.

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Che la Corella e la Soprani sappiano scrivere ormai è cosa nota. Che la loro forza risieda soprattutto nella straordinaria capacità evocativa, anche. Che l’ultimo episodio di Victorian Solstice sarebbe stata una piacevole lettura era dunque scontato.

L’ultima puntata di Victorian Solstice è una lunga suggestione: pervasa dalla malinconia tipica del periodo natalizio in cui è ambientata, ci introduce sulle strade della solita Londra vittoriana dove il ghiaccio si colora di sangue. Religione, omicidi, perversioni e pornografia si intrecciano come sempre con perizia e maestria, ammorbiditi dalla prosa delle nostre solite note, prosa che coniando un neologismo potrebbe definirsi lo Stile Soprella (o Corani, fate vobis), quello che non spreca mai un aggettivo, che non mette mai un avverbio fuori posto, che soprattutto ti fa vedere le cose che racconta. Ma visto che le lodi delle autrici le ho decantate ampiamente nelle precedenti recensioni, non voglio essere ridondante.

Il titolo di quest’ultimo episodio già da solo svela molto della trama; i due protagonisti si trovano a fronteggiare gli spettri di una vita che hanno cercato in tutti i modi di seppellire, scoprendo che l’affascinante legame che li tiene uniti oggi nella J&J affonda le radici in un passato comune, incarnato da una figura ruvida che striscia nelle loro vite riportando a galla rancori e dolori mai veramente dimenticati. Quegli stessi dolori che li hanno resi ciò che sono oggi, e che gli permetteranno di diventare ciò che saranno domani.

Quello che colpisce di quest’ultimo episodio, o che perlomeno ha colpito me, è l’ampio spazio lasciato all’amore, quel sentimento struggente troppo spesso nascosto perché in una serie come questa, abitata dalle creature dei bassifondi, sembra quasi che a parlare d’amore si faccia peccato. Invece qui l’amore c’è, un amore senza distinzione di sesso, specie, colore. Ho apprezzato molto questa scelta, che ho trovato coraggiosa proprio perché spesso è molto più facile parlare di sesso, sangue e violenza che d’amore. A parlar d’amore si rischia di annoiare, di apparire patetici, ma Federica e Vittoria riescono a farlo senza mai trascendere, regalandoci l’affresco di un amore romantico che nella sua grandezza, nella sua ineluttabilità appare quasi straziante.

Quello che invece mi è piaciuto meno è la componente investigativa. Non che sia gestita male, anzi, è impreziosita da citazioni e ha un suo filo logico che non si scioglie mai, ma l’ho trovata un po’ troppo semplicistica per due penne così raffinate.

Nel complesso “I Fantasmi dei Natali passati” è una lettura coinvolgente, che come gli altri episodi non ti lascia in pace finché non l’hai portata a termine. Il merito delle autrici è soprattutto quello di essere riuscite a non deludere mai le aspettative, regalandoci quattro puntate che non calano mai né a livello stilistico né di contenuti.

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*** SEGNALAZIONE *** Victorian Solstice, ultimo imperdibile episodio!

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Mondoscrittura è lieta di informare che è in uscita il quarto e ultimo episodio della serie Victorian Solstice, scritta da Federica Soprani e Vittoria Corella.

L’uscita di “I FANTASMI DEI NATALI PASSATI” è prevista per il 29 Luglio. Di seguito la quarta di copertina

Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

Victorian Solstice finora è sempre stata in grado di stupirci e appassionarci, e siamo sicuri che l’ultimo episodio delle avventure di Jericho e Jonas sarà all’altezza delle aspettative.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti… di seguito i link alle nostre recensioni dei primi tre episodi

LA SOCIETA’ DEGLI SPIRITI

LA LEGA DEI GENTILUOMINI ROSSI

I FIGLI DEL POZZO DI CARNE

BUONA LETTURA!

 

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CORELLA V, SOPRANI F – I figli del pozzo di carne

Titolo: I figli del pozzo di carne – Victorian Solstice episodio III
Autore: Federica Soprani, Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Genere: Erotico / Thriller
Prezzo: Euro 1,99
[xrr rating= 5/5]

ll terzo episodio del feuilleton Victorian Solstice. Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.

Per la terza, e purtroppo ultima volta, mi ritrovo a commentare le avventure dell’ormai ex poliziotto Jonas Marlowe e del tanto misterioso quanto affascinante medium Jericho Marmaduke Shelmardine. Chi si fosse perso le prime due puntate, può trovarle QUI e QUI.

Jonas e Jericho hanno ufficializzato la partnership investigativa fondando la J&J Investigations. La loro quotidianità è addolcita dalla presenza di Imogene Tipperary, piccola ma volitiva donna di servizio con aspirazioni da segretaria. In questo terzo episodio li troviamo immersi nella Londra più misera, nei bassifondi più lordi e immorali, per risolvere il mistero della scomparsa di Ansel, il figlio di Yentl Bashevis, personaggio del circo Binewski, i cui esponenti, manco a dirlo, sono legati al passato di Jericho. Scopriamo l’esistenza del Mondo-di-Sotto, la fatiscente realtà fognaria londinese in cui vive il Re dei Topi. Ed è dal Mondo-di-Sotto, terra dimenticata da Dio e dagli uomini, che spariscono i bambini.

Questo terzo episodio è più ruvido dei suoi precedenti, ma suggestivo e accattivante in egual misura, se non addirittura superiore. C’è più sangue, più sporcizia, più buio, più crudeltà. Stavolta Federica e Vittoria decidono di sfruttare alcuni degli archetipi classici dell’horror: il circo, gli aghi, la follia, i bambini, i sequestri, la macelleria. In una parola, l’Uomo Nero. E l’Uomo Nero, da che mondo è mondo, fa paura.
Qualcuno potrebbe obiettare che per essere un racconto erotico, “I figli del pozzo di carne” manca della componente sessuale, meno marcata qui che nei precedenti due episodi. Ma una simile obiezione non farebbe che palesare una scarsa conoscenza del genere. Perché non c’è nulla di più erotico del saper eccitare un lettore senza sbattergli in faccia tonnellate di carne sudata e grugnente. E Federica e Vittoria lo sanno fare. A prescindere da questo, trovo che definire Victorian Solstice solo come “racconti erotici” sia troppo limitativo. Nei tre brani che compongono la raccolta c’è molto di più. Ci sono suggestione, emozione, amore, passione, e soprattutto ci sono due autrici che sanno amalgamare la propria scrittura come mai mi è capitato di vedere prima. E rischiando di sembrare ripetitiva, devo tornare a dire che la penna di Federica e Vittoria riuscirebbe a vendere congelatori agli eschimesi. Una penna che rapisce, che non ti permette di interrompere la lettura nemmeno se sai che stai facendo tardi, che devi preparare la cena, che devi andare a dormire, che la sveglia ti sorprenderà ancora immerso nelle pagine. Leggendo “I figli del pozzo di carne” non si ha mai l’impressione di trovarsi intricati in un horror, non si è mai infastiditi dalla violenza delle scene, nemmeno quelle più crude. L’unica cosa che ho da eccepire a queste due autrici, i cui nomi sono ormai garanzia di qualità, è che sono riuscite a commuovermi, e io detesto commuovermi.
Il voto pieno, che mi conosce sa quanto raramente venga concesso, va a premiare non solo questo episodio – a mio parere comunque il migliore dei tre – ma anche i due precedenti. La serie di Victorian Solstice si può riassumere con un solo aggettivo: sublime. Leggetela.

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CORELLA V, SOPRANI F – La Lega dei Gentiluomini Rossi

Titolo: La Lega dei gentiluomini rossi
Autore: Federica Soprani, Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Collana: GialloNero
ISBN: 9788866653240
Prezzo: 1,99 Euro
[xrr rating=4.5/5]

Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra.

Il secondo episodio di Victorian Solstice (la nostra recensione del primo, “La società degli Spiriti”, la trovate QUI) com’è facilmente intuibile dal risvolto di copertina racconta l’indagine di Jonas Marlowe, affiancato dal medium Jericho Shelmardine, volta a svelare il mistero delle numerose sparizioni che funestano le strade di Londra: ragazzi dai capelli rossi e dai lineamenti delicati che finiscono come e dove nessuno sa.

A differenza del precedente racconto, dove l’elemento giallo era poco più che un pretesto per immergersi nel passato dei protagonisti, ne “La Lega dei gentiluomini rossi” il fattore investigativo è molto più marcato; l’indagine non solo fa da sfondo, ma diventa personaggio a sua volta, in grado di catturare l’attenzione e di scatenare la curiosità fino all’inaspettato epilogo.

A far da padrone in questo episodio è il più classico dei binomi, Eros e Thanatos, che s’intrecciano in una storia di incesti, perversioni e parafilia raccontati con garbo e grazia; immagini violente pennellate con dolcezza, descrizioni torbide rese con parole cristalline. Anche qui, come per “La società degli Spiriti” l’abilità delle autrici riveste un ruolo fondamentale: l’educazione e il rispetto che riservano alla scrittura fanno sì che le tematiche prese in esame appaiano molto meno brutali di quanto siano in realtà.

“La Lega dei gentiluomini rossi” ci regala un Jericho sempre più sensuale e insinuante ma allo stesso tempo anche più fragile e trasparente, e un Jonas più risoluto ma sensibile e delicato. Anche qui, come nel precedente racconto, è da notare la pregevole caratterizzazione di personaggi e ambientazione: vividi e pulsanti i primi, avvolgente e puntuale la seconda.

Menzione d’onore per il finale, inquietante e attraente al punto da desiderare con ansia il terzo episodio della serie. E una considerazione del tutto personale: impossibile non innamorarsi di Jericho.

La seconda parte della saga non tradisce dunque le aspettative, mantenendosi su un eccellente livello stilistico e aggiungendo quel tocco di giallo in più che regala brio e vivacità alle vicende. Peccato per i refusi, veramente troppi per un lavoro tanto piacevole che avrebbe indubbiamente meritato maggior cura e attenzione in fase di editing.

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CORELLA, Vittoria – Terra di nessuno

Titolo: Terra di nessuno
Autore: Vittoria Corella
Editore: La mela avvelenata
Genere: Racconto
Prezzo: download gratuito sul sito de La mela avvelenata

Prima del 1989 c’erano due Berlino e due Germanie. Questa è una storia d’amore tagliata a metà dal più terribile dei Muri. Ed è anche la storia di qualcuno che un giorno ha smesso di avere paura.

La storia del Muro e le nefandezze consumate durante i 28 anni in cui Berlino Est fu circoscritta dallo Schandmauer sono roba dei giorni nostri. Noi che oggi abbiamo poco più di trent’anni e non abbiamo fatto in tempo a studiarle sui libri di scuola. Noi che eravamo ancora troppo piccoli per capire che assieme al cemento armato, in quel novembre 1989 cadevano anche decenni di violenza, razzismo e di sciocche ideologie ammazzalibertà.

Molti di noi ricordano il Muro grazie alle immagini passate dai telegiornali in quel 1989, fotogrammi che mostravano uomini e donne intenti a scavalcare senza più paura che qualcuno gli sparasse addosso. Ma quello che molti di noi non ricordano, forse, è che il Muro fu solo l’ultima delle atrocità messe in piedi dal governo della DDR; ci sarebbero da ricordare anche le spie della STASI, le barriere di metallo espanso, le mine anti-uomo, i fossati anti-veicolo, le strade di pattugliamento, le torrette prefabbricate e i bunker di osservazione.

È in questo scenario di repressione e oscurantismo che si colloca “Terra di nessuno”, un racconto breve ambientato nella “striscia della morte”, lo spazio che intercorreva tra i due muri paralleli che dividevano Berlino Est dall’Ovest. Più precisamente al chilometro 15, dove la striscia di terra di nessuno è ridotta a pochi passi.

Una terra di nessuno così stretta era una tentazione troppo grande. Niente ostacoli anticarro, poco filo spinato. Solo due porzioni di muro che quasi si sfioravano. Bastava un tavolaccio di legno o una scala e con un balzo eri nella parte Ovest. L’Ovest.

Stefan è un soldato della VolksPolizei di pattuglia al muro. Ma è anche un ragazzo dall’animo sensibile, che s’innamora delle storie degli altri e non può fare a meno di lasciarsi coinvolgere dal “Poeta dell’Est”, un uomo che tutte le sere si arrampica sulla passerella costruita dai “Nemici della Patria” e declama poesie rivolte a un altro uomo, “il Poeta dell’Ovest”, che dall’altra parte del muro ascolta in silenzio. Quella di assistere come spettatore passivo agli incontri tra i due uomini diventa per Stefan una piacevole abitudine, e quando una sera il Poeta dell’Ovest non si presenta all’appuntamento, Stefan capisce che qualcosa di terribile è accaduto. È così che il giovane soldato della DDR riesce ad affrancarsi da un destino che qualcun altro ha scelto per lui, ritrovandosi un uomo diverso. Un uomo dall’altra parte del Muro.

Vittoria Corella, con una scrittura tagliente e limpida, ci regala una perla che consiglio a tutti di non farsi sfuggire; “Terra di nessuno” è un testo raffinato e maturo, ricco di significati restituiti al lettore con poesia ed eleganza, un racconto con una morale ben definita ma mai pedante, un’emozione che va ben oltre quel “Muro” che conclude l’ultima pagina.

VALUTAZIONE: buono

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CORELLA V, SOPRANI F – La Società degli Spiriti

Titolo: La Società degli spiriti – Episodio 1
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Editore: Lite Editions
Collana: GialloNero
Genere: Giallo / Erotico
Pagg. 84
Prezzo: 1.99

Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.

Nel suggestivo scenario di una Londra vittoriana si snodano le vicende professionali e personali di Jonas Marlowe, investigatore della Yard che indaga sulla misteriosa morte di Lord Kynaston. Nel suo percorso alla ricerca della verità s’imbatterà in Jericho, un affascinante medium dal passato torbido, che lo guiderà attraverso i segreti oscuri di una morbosa quanto nascosta vita londinese.

In questo lungo racconto, Vittoria Corella e Federica Soprani prendono per mano il lettore e lo introducono direttamente sui luoghi dell’azione, attraverso l’esposizione precisa e morbida delle ambientazioni e la caratterizzazione perfetta dei personaggi. Si ha difatti la costante impressione di immergersi nelle desolate strade inglesi a fianco di Jericho e Jonas, e vivere assieme a loro i turbamenti, le emozioni e i sentimenti che danno vita al racconto.

L’elemento giallo inteso come il dipanarsi dell’indagine può considerarsi di secondo piano, apparendo più un pretesto per annodare i fili dell’intreccio che un vero e proprio fulcro narrativo, eppure ciò non può considerarsi un difetto: la tensione irrisolta che permea l’intero racconto è sufficiente a dare all’opera quel taglio cupo e malato indispensabile in un giallo.
La straordinaria potenza di questo racconto risiede tutta nella penna delle autrici, che in poche pagine con uno stile raffinato ed elegante riescono a penetrare nell’animo del lettore, a catturarlo e a trasportarlo nel mezzo delle vicende. Descrizioni incantevoli e mai pedanti, unite a un lessico ampio ma non ricercato, che fa della sensualità il suo punto di forza, avvolgono in un lungo e morboso abbraccio il lettore, che diventa personaggio a sua volta, riuscendo a vedere la storia attraverso gli occhi dei protagonisti e a nutrire le loro stesse emozioni.

L’abilità delle autrici si evidenzia anche nella capacità di modellare il registro ai momenti pregnanti: la scelta della terminologia e il ritmo narrativo appaiono difatti sempre adeguati alla scena raccontata, senza scadere mai nel volgare e mantenendosi in linea con le aspettative.

Nonostante le scene di sesso siano sporadiche e mai predominanti, “La società degli spiriti” può considerarsi un perfetto esempio di racconto erotico, dove l’erotismo viene espresso attraverso l’eleganza e la lussuria di un lessico accattivante e fascinoso, che impreziosisce queste pagine regalando momenti di puro godimento.

Trattandosi del primo episodio di una serie non possiamo che aspettare con ansia il seguito; nel frattempo, è doveroso un plauso alle autrici, che in questa circostanza si sono dimostrate abilissime a gestire uno dei generi letterari più scivolosi da affrontare.

VALUTAZIONE: ottimo