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FAZIO, A. / VOUDI’ A. – The Tube 3: giorno zero

Titolo: Giorno Zero – The Tube 3
Autori: Alain Voudì e Antonino Fazio
Editore: Delos Digital
Formati: EPUB, MOBI
Pagine (stima): 90
Prezzo: 2,99 euro
ISBN: 9788867751020
[xrr rating=3.5/5]

Mentre l’orda di non morti dilaga, infatti, lasciandosi dietro una scia di devastazione in cui i pochi sopravvissuti se la cavano come possono, una squadra dei reparti speciali inviata in missione di soccorso scopre che gli zombie non sono che l’avanguardia di un pericolo ancora più subdolo, perché altrettanto letale e molto meno visibile. Che sia davvero l’inizio della fine per l’umanità come la conosciamo?

 

The Tube 3 è il terzo episodio di un mondo claustrofobico in cui all’improvviso tutto cambia e i morti cominciano a camminare sulla terra. “The Tube” è una serie narrativa alimentata dai lettori stessi, che possono contribuirvi partecipando al contest letterario sul forum della Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it/forum).

Nella prima puntata, “Stazione 27”, ci troviamo nella metropolitana di una città non precisata. Il giovane Milo si trova a bordo di una carrozza, intento ad ammirare Marika, una biondina di cui è perdutamente innamorato. Quando finalmente si decide ad abbordarla, il treno si ferma e le porte si aprono sulla banchina della stazione 27. Quello che succede dopo pare un incubo, o una sequenza di fotogrammi sgranati da un film dell’orrore: creature barcollanti cercano di entrare nel vagone, scavalcando corpi insanguinati e massacrati. Milo si trova costretto ad affrontare delle creature terrificanti, degli zombie che cercano di aggredirli, dimostrando un coraggio che sorprende lui per primo. Ma deve combattere per sopravvivere, e per impedire che quei mostri facciano del male a Marika. Dopo aver combattuto con i morti viventi, Milo, insieme a un manipolo di passeggeri, si rinchiude in un vagone del treno. Con loro c’è il conducente, che fa partire il convoglio. Ma cosa troveranno alle prossime fermate? E perché la metropolitana sembra non raggiungere mai la stazione successiva?

Nel secondo capitolo di “The Tube”, “La fame e l’inferno”, mentre Milo, Marika e gli altri lottano per sopravvivere nel vagone della metropolitana che pare diretto verso il nulla, in superficie un nuovo personaggio si aggira fra i morti viventi: è Tea, una donna che custodisce un segreto terribile, che le logora l’anima. Lei è umana, ma quando la Fame la tormenta, si trasforma in qualcosa che forse è ancora più letale degli stessi zombie. Tea incontra altri sconosciuti nei sotterranei della metro, e quando vedono arrivare un treno, non sanno chi, o che cosa, incontreranno…

In questo terzo capitolo, l’avventura continua estendendosi a protagonisti e situazioni nuovi.

Come premessa c’è da dire che concepire un racconto originale a tematica zombie è un’impresa praticamente impossibile; in un periodo che vede fiorire decine di serie televisive sembra d’obbligo cavalcare l’onda anomala di un successo che affonda le radici in un passato che seppur recente, per affollamento e inflazione sembra lontanissimo. Dai morti viventi di Romero sono trascorsi 45 anni, durante i quali gli zombie ci sono stati propinati in tutte le salse – termine che non credo di usare a sproposito – al punto da generare insofferenza e un pizzico di noia persino negli aficionados. Le motivazioni di tanto successo sono probabilmente da ricercarsi nelle paure ataviche che da sempre accompagnano l’essere umano: il morto vivente è uno dei maggiori archetipi dell’orrore, letterario e cinematografico, sin dall’epoca di Mary Shelley e della sua celeberrima creatura. Ma, si sa, lo sfruttamento esasperato delle materie prime porta sempre a un inaridimento che impoverisce il risultato finale.

Cimentarsi in un racconto innovativo e affascinante sugli zombie appare dunque una sfida davvero complessa; sfida che Fazio e Voudì affrontano con un’ottima tecnica narrativa e un espediente a suo modo vincente, quello di affiancare alla guerra vera e propria la storia di due antieroi dei giorni nostri, Nico e Lisa, impiegati prossimi alla pensione, afflitti dagli acciacchi dell’età matura che loro malgrado si ritrovano a fronteggiare una realtà fantascientifica in cui non avrebbero mai immaginato di trovarsi invischiati. Il legame con gli episodi precedenti viene fortificato dal rapporto parentale che li lega ai protagonisti degli altri racconti.

Parallelamente a quella di Nico e Lisa scorre la storia dei militari chiamati a compiere un’impresa più grande di loro, quella di combattere i non morti assiepati nel laboratorio da dove tutto è partito. Il racconto scivola in maniera piacevole nonostante le teste spappolate e le frattaglie mangiucchiate, proprio perché intervallata dalle grottesche vicissitudini di due persone qualsiasi, non belle, non atletiche ma a loro modo divertenti, in cui è facile trovare parallelismi con un qualunque vicino di casa o un qualunque collega di lavoro. Interessante anche scoprire i vincoli di sangue che legano i protagonisti di questo terzo episodio ai precedenti, poiché riescono a generare la curiosità necessaria per vedere come andrà a finire. Meno avvincente e meno originale ho trovato la parte più strettamente horror, poiché come già detto, è difficile parlare di zombie senza cadere nello stereotipo e nel “già visto”.

Nel complesso “The Tube 3” alimenta una serie che non offre spunti particolarmente innovativi, ma tutto sommato piacevole.